15 Luglio 2026

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di Filippo Marinoni I “Calli-Graffiti” di El Seed Introduzione Il presente articolo ha come scopo quello di analizzare il ruolo dell’arte all’interno dei processi rivoluzionari. In particolare, l’autore si propone di analizzare il ruolo degli artisti, e delle loro arti, nel periodo precedente all’evento sovversivo, in quanto avanguardie e ideatori di nuovi sistemi sociali, nonché nel periodo successivo all’evento rivoluzionario, in quanto importanti attori dello spazio pubblico appena ottenuto dalla cittadinanza a discapito del sistema governativo oppressivo; il contesto regionale preso in considerazione sarà il Maghreb, e in particolare la Tunisia. Inoltre, l’elaborato prenderà in esame il caso di un giovane artista franco-tunisino, El Seed, che con la sua arte (i graffiti, o calli-graffiti) è stato presente e influente nel Maghreb soprattutto nel post 2011. Nella prima parte l’autore si concentrerà sulla importanza del ruolo degli artisti, in quanto avanguardie, creatori di immaginari rivoluzionari. Si cercherà di valutare l’importanza dei movimenti artistici-culturali nei paesi, come la Tunisia negli anni di Ben Ali, dove vige uno stato di polizia che censura ogni forma pubblica di dissenso. In seguito, si proverà a delineare quali siano i ruoli degli artisti nel periodo successivo alle rivoluzioni. Infatti, dopo aver posto le cornici immaginative per le rivoluzioni stesse, tramite le loro opere e l’appropriazione dello spazio pubblico, gli artisti hanno un ruolo sociale importante: il ricordo del trauma condiviso. Inoltre, il rapporto tra arte e derive fondamentalistiche islamiche, come nel caso della Tunisia, verrà preso in considerazione in quanto interessante spaccato sull’importanza dell’arte nel post-Ben Ali. Nella seconda parte, si prenderà in esame a titolo esemplificativo l’arte di El Seed. Questo street artist ha ottenuto una fama internazionale grazie ai suoi graffiti nei quali utilizza in maniera dinamica e colorata la calligrafia araba, dando vita a capolavori di enormi dimensioni, tramite i quali veicola messaggi di pace e tolleranza legati al contesto geografico e socio-politico in cui li esegue. L’arte nel periodo antecedente alla rivoluzione L’arte come cornice di una rivoluzione “Per operare una rottura forte con il passato e mettere in moto un processo rivoluzionario bisogna essere in grado di immaginarlo” (Gandolfi, 2012: 55). Dunque, al fine di porre in atto dei cambiamenti sociali del presente è necessario essere coscienti del possibile per cui si sta lottando. Inoltre, i processi di mutamento che culminano in una rivoluzione sono spesso “sotterranei” e “di lungo periodo”. La presa di coscienza della propria situazione e la spinta al cambiamento, dunque, possono espandersi ampiamente nel tempo e lavorare in maniera ai più occulta, ma comunque efficace. I processi di acquisizione di consapevolezza e creazione di immaginari del possibile sono lenti e pieni d’ostacoli, soprattutto nelle società autoritarie che lasciano poco spazio all’espressione del dissenso nella sfera pubblica. Perciò, si può dire che questi immaginari si sviluppino “negli interstizi” della società autoritaria; laddove il potere costituito, anche in uno stato di polizia, non può arrivare. Infatti, la specie umana si mostra da sempre capace di adattarsi e reagire all’ambiente, fisico e sociale, che fa da cornice alla sua...