11 Giugno 2026

egitto

Il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio con il presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi, in visita a Pechino mercoledì. Si prevede che numerosi leader di primo piano dei Paesi arabi si recheranno in visita di Stato in Cina e parteciperanno alla cerimonia di apertura della 10a Conferenza ministeriale del Forum di cooperazione Cina-Stati arabi, che si terrà il 30 maggio. Secondo gli esperti, la Cina e i Paesi arabi intensificheranno la cooperazione durante la conferenza e discuteranno della crisi in corso a Gaza, dove Israele ha bombardato Rafah, causando gravi vittime tra i civili.
L'interesse dell'Unione Europea verso le risorse africane, focalizzata principalmente nel settore energetico del gas naturale e fonti rinnovabili, riveste un ruolo cruciale nella definizione di una strategia geopolitica che mira a rafforzare i legami tra i due continenti. Nel precedente articolo abbiamo visto come i principali paesi europei abbiano recepito il potenziale africano a seguito della rottura delle relazioni energetiche con la Russia. Questa prospettiva è intrinsecamente legata anche ad una visione di cooperazione e prossimità nel bacino del Mediterraneo che potrebbe ridefinire partenariati strategici che non solo indirizzano le esigenze energetiche dell'Europa, ma promuovono anche lo sviluppo sostenibile e la stabilità nella regione africana.
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di Omar Kamal Othman Khalifa Il presente articolo analizza il passaggio dell’Egitto da una politica orientata alle questioni domestiche ad una caratterizzata dal ritorno al centro della scena diplomatica regionale. Vengono quindi passati in rassegna i principali passi di questa politica, passando dalla questione energetica del Mediterraneo ai vari rapporti con importanti Paesi quali Israele, Libia, Turchia, Iraq e Giordania, accennando anche al rapporto sempre più difficoltoso con gli Emirati. I motivi di un ritorno Dalla deposizione di Hosni Mubarak, che vide la sua dittatura sgretolarsi sull’onda dell’entusiasmo di una primavera araba che dalla Tunisia si propagò sino all’Egitto nel 2011, il Paese dei Faraoni decise di inaugurare un periodo di politica rivolta maggiormente alla delicate questioni interne, ritirandosi di fatto dalla scena diplomatica regionale ed internazionale. La caduta della Fratellanza Musulmana nel 2013 è stato un periodo di profonda turbolenza politica e sociale, e i primi anni dell’era Al-Sisi si caratterizzarono per una situazione economica piuttosto precaria, all’insegna dell’alta inflazione, di una disoccupazione giovanile e femminile dilagante, di un tasso del debito pubblico sul Pil in costante ascesa, di un tasso di povertà drammaticamente alto, e di settori chiave come educazione, sanità e protezione sociale che non venivano finanziati sufficientemente, lasciando la popolazione in una situazione di povertà e malessere. La stagione di riforme macroeconomiche inaugurata nel 2016, in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale, non ha di certo risolto tutte queste problematiche, ma è servita perlomeno a dare al Paese delle prospettive economiche positive. Grazie allo sganciamento della lira egiziana dal tasso fisso, al consolidamento fiscale, al contenimento del salario pubblico e al netto taglio dei sussidi energetici – basti pensare che nel 2013 questi rappresentavano il 22% della spesa governativa annuale – l’Egitto ha potuto beneficiare dell’inflazione in continua discesa, dell’apprezzamento della lira egiziana sul dollaro, e della costante crescita del Pil, che dal 2018 si è attestata ad oltre il 5%, fatta eccezione per lo scorso anno e quello corrente, i quali hanno registrato una crescita 3.6% del 2020 e il 3.3% del 2021, che è rallentata a causa della pandemia, mantenendo comunque sempre un trend positivo. Sebbene con ancora molte ombre, prima fra tutte gli standard di vita di una popolazione che ancora lotta per assicurarsi una vita dignitosa, l’Egitto ha comunque beneficiato di questo suo momentum macroeconomico positivo per cambiare la direzione della sua politica da qualche anno a questa parte e il Governo del Cairo ha rimesso in primo piano la politica estera, rivolgendosi soprattutto ai rapporti regionali con i propri vicini. Passando dalla cooperazione energetica per lo sfruttamento delle risorse del Mediterraneo, ad una politica di distensione con molti dei Paesi limitrofi, negli ultimi anni l’Egitto è riuscito a spostare l’asset geopolitico regionale verso di sé. -La questione energetica nel Mediterraneo Tra il 2009 e il 2018, all’incrocio tra le acque territoriali cipriote, israeliane ed egiziane sono stati scoperti svariati giacimenti gasiferi, che hanno dato il via ad una disputa regionale sul controllo delle Zee del Mediterraneo (zone economiche esclusive, ossia...
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Sabato 1 Aprile alle 11, presso la Caffetteria del Teatro Storchi di Modena, situata in viale Martiri della libertà, 1 all’angolo con Largo Garibaldi, dietro al Teatro Storchi, si terrà il primo incontro del ciclo di conferenze del Progetto Socrate di Azione Universitaria in collaborazione con il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo. Ospiti della mattinata saranno Stefano Vernole, coordinatore del Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM) e Marco Valerio Solia, autore del libro Mattei. Obiettivo Egitto. Ingresso libero.