22 Luglio 2026

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The impact of the coordination of monetary policy and fiscal policy to Vietnamese businesses in the period 2011-2014   Lessons from the past Since 2007, as the economy has been deeply integrated into the global economy, Vietnam also has been affected by the world economic-financial crisis in 2008, 2009. The complex evolution of the domestic economy and the world economy made Vietnam face with many uncertainties in the macro economy. To deal with this reality, the macroeconomic policy, especially fiscal policy and monetary policy are required adjustments and tighter coordination to stabilize the economy and maintain growth. To prevent economic recession, monetary policy has been loosened with tightened fiscal policy in 2009, 2010. The loosening and expansion of these two policies helped to maintain 5.3% growth in 2009 and inflation at 6.8%, lower than two years previous1. Entering 2010, while monetary policy was tightened gradually, fiscal policy was overextended, especially in public investment to achieve higher growth in 2009. As a result, although the economic growth in 2010 reached 6.78% in 2010, the inflation rose to 11.75%1, almost 2 times higher than that of 2009 and is one of the few countries worldwide have inflation rate with 2 digits. The same thing occurred in 2010, affecting to inflation in 2011. In 2009 – 2010, the loosening of fiscal and monetary policies had been proved to maintain growth rate efficiently but it also cause inflationary pressures on the economy. The manufacturing input price was increased, the ability to access to capital was not improved and the implementation of reducing tax in 2009 was not really effective. All these factors made many businesses got difficulties and had no income subsequently they couldn’t enjoy preferential policies of tax on enterprise income. The policy of rate in 2009 in fact had lent all business with excess capital, using capital for wrong purposes, overlapping objects and who loan supporting interest capital and then transferred to the deposit. This situation limited the small and medium-sized businesses ‘ability to access to capital, while enabled ineffective enterprises continue functioning and caused further reduce the competitiveness of domestic enterprises in general. The coordination of fiscal policy and monetary policy in order to make the economy operating under law properly, exploit the tremendous momentum of the market economy for development are Vietnam’s objectives in the current period. However, in reality, this combination has always got more complex issues of the level, timing, manner and mechanism of operation. How to coordinate the two policies rationally and optimally to serve two goals: stability and development is posing problem to be solved, especially in the context of economic difficulties as the period 2011-2014   I. Practices coordination of monetary policy and fiscal policy. 1. Impacts of practice coordination of monetary policy and fiscal policy on businesses early 2011 to early 2012. From late 2010 and early 2011, the global economy began to recover, but still had some difficulties. It had negative impact on domestic economic situation, as a result, economic growth slowed,...
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  Minh Trang, Master in Economia Ministro degli Affari Esteri del Vietnam         Attirare investimenti stranieri diretti (FDI) è sempre stata una parte chiave dei rapporti economici esteri del Vietnam. Il Vietnam ha già molti vantaggi competitivi, un forte clima per gli investimenti e sta lavorando duramente per diventare ancora più seducente agli occhi degli investitori stranieri. Il governo vietnamita sta facendo questo rinnovando vigorosamente l’ambiente del business e degli investimenti, e riconoscendo che il settore degli FDI è una parte integrale dell’economia – essenziale per ristrutturare l’economia ed ottenere la competitività nazionale. Il settore degli FDI conta attualmente per il 18% del PIL, il 46,3% del valore dell’industria ed il 66,2% di quello dell’export, e sta creando lavoro per più di 1,7 milioni di dipendenti. Nel 2014 gli investimenti stranieri diretti nel Vietnam per gli ultimi 11 mesi hanno mantenuto uno slancio costante, con un esborso pari a 11,2 miliardi di dollari, fino al 6,2% comparato allo stesso periodo del 2013. Gli FDI stanno raggiungendo il target annuale di 12,5 miliardi di dollari. La figura mostra che il provento degli FDI ha mantneuto uno slancio costante, tenendosi nella media di 1 miliardo di dollari al mese. Contando sia i capitali appena registrati che quelli aggiunti, gli investitori stranieri hanno riversato 17,33 miliardi di dollari in Vietnam nell’ultimo periodo di 11 mesi, pari all’83,3% di quello del 2013. Il 20 novembre 1427 progetti di FDI hanno ricevuto certificati per gli investimenti con un totale di capitali registrati di 13,41 miliardi di dollari, mentre 515 progetti sono registrati per accrescere il capitale, con una crescita totale di 3,92 miliardi di dollari. L’export nel settore degli FDI (compreso il greggio) negli ultimi 11 mesi ha raggiunto più di 92,21 miliardi di dollari, fino al 14,1% e contando per il 67,3% dell’export totale del paese. Le importazioni legate agli FDI hanno totalizzato più di 76,67 miliardi di dollari, fino al 12,5%. Da gennaio a novembre, il settore degli FDI ha visto un surplus commerciale di 15,54 miliardi di dollari.     Gli FDI nei settori primari  Le industrie manifatturiere e di trasformazione hanno attirato la maggior parte degli investimenti dagli investitori stranieri con 689 recenetemente registrati progetti ed un totale di capitale registrato ed aggiunto di 13,15 miliardi di dollari, pari al 75,9% del totale del capitale registrato in 11 mesi. Il settore immobiliare è secondo con 32 progetti registrati con un investimento totale di 1,27 miliardi di dollari, seguito dal settore delle costruzioni con un capitale totale registrato ed aggiunto di 1,02 miliardi di dollari. Attualmente, ci sono più di 9400 progetti attivi di manifattura in Vietnam con un capitale registrato pari a 138,5 miliardi di dollari. Fra 80 paesi e territori che investono nel settore manifatturiero, il Giappone è il più grande investitore, con più del 50% del capitale totale pari a 30,58 miliardi di dollari per 1282 progetti. I progetti manifatturieri sono prevalentemente concentrati nella regione meridionale, inclusa Dong Naj, Binh Duong, Ho Chi Minh City...
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Il Vietnam sta portando avanti un’intensiva ed estensiva riforma con l’obiettivo di portare un nuovo impulso per mantenere il tasso di crescita economico raggiunto nel periodo 1990-2010 (approssimativamente il 7%). Questo è un obiettivo veramente importante per il Vietnam, per evitare la trappola del reddito medio e diventare un paese industrializzato. E’ veramente interessante notare come il Vietnam sia in un periodo di transizione, entrando in una nuova fase di sviluppo. Il piano di ristrutturazione economica del Vietnam è stato sviluppato sulla base della valutazione dei 25 anni di riforme, identificando i problemi rimanenti nello sviluppo del meccanismo delle nuove politiche. Certamente l’economia globale è in transizione e così lo sono anche molte economie, compresa quella del Vietnam. Dopo alcuni decenni di globalizzazione il boom insieme al progresso delle scienze, della tecnologia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, ci ha portato a molti benefici che hanno condotto a nuove prospettive per molti paesi. Dopo quasi 30 anni spesi nel portare avanti una duplice politica di riforme, ristrutturazione interna e politica di apertura, il Vietnam ha ottenuto impressionanti progressi. Da un’inflazione galoppante intorno al 280% all’anno del periodo 1985-1988, l’inflazione è stata ridotta ad una sola cifra nel corso degli Anni Novanta. Da un’economia stagnante come quella degli Anni Ottanta, il Vietnam è diventato un’economia dinamica con una crescita media del PIL del 7% nel periodo 1991-2012, che ha aiutato ad aumentare il PIL procapite da 86 dollari (1988) a 1911 dollari (2013), rendendo il Vietnam un paese a reddito medio. Il livello di famiglie povere è stato ridotto dal 58% (1988) al 10% (2013). I successi sopra menzionati sono stati raggiunti grazie ad una riforma intensiva ed estensiva associata ad un modello di trasformazione strutturale. Il Vietnam è stato visto come un caso di successo nel variare il suo lavoro dal settore agricolo con bassa produttività ai settori dell’industria e dei servizi con alta produttività. La percentuale di impiegati nell’agricoltura è stata ridotta da più del 70% nel 1990 ad approssimativamente il 46% del 2013, risultando in una crescita del settore industriale e dei servizi. Il lavoro nel settore industriale è cresciuto continuamente per più del 10% dal 2000, in particolare quello nell’elettricità e nella produzione e nell’assemblaggio dell’elettronica ha toccato il 30% all’anno. Per trasformare effettivamente la struttura economica, il Vietnam ha portato avanti una serie di riforme interne che comprendono: Innanzitutto, le riforme istituzionali sono state assunte con l’obiettivo di creare un’economia dai tanti proprietari: statali, privati e stranieri, oltre al rimuovere allo stesso tempo le barriere per liberalizzare le forze produttive. La mole della proprietà di Stato è stata sensibilmente ridotta in un tempo relativamente ridotto, per fare spazio ai settori privati e stranieri. La quantità di impiegati nel settore statale è stata ridotta dal 40,2% del PIL del 1995 al 32,2% del 2013. Sviluppare i mercati finanziari per migliorare l’efficacia nell’allocazione delle risorse è stato uno dei pilastri principali. Da un solo sistema bancario (non c’era alcun concetto di banca commerciale nell’economia dirigista), il Vietnam è...