Nel momento in cui la situazione al fronte si fa sempre più critica per Kiev – mentre scriviamo, i russi stanno sfiancando i soldati ucraini ad Avdeevka, avanzano a nord-est di Bakhmut e ottengono successi lungo tutto il confine dell’oblast di Donetsk – Rosstat, il servizio statistico federale russo, fa impallidire le previsioni degli analisti europei e americani sul tasso di crescita del PIL di Mosca, stimato al 3,6% per il 2023. Lo riportano allarmati gli stessi media occidentali, non capacitandosi di come l’economia russa non sia crollata sotto il peso delle sanzioni in questi due anni e affermando che la ragione di tale crescita sia in realtà un’artificiosa combinazione di più fattori: cioè l’elevata spesa pubblica per gli armamenti e l’aumento della spesa sociale legata agli eventi bellici, il tutto facilitato dai più alti livelli di prezzo per le materie prime russe. Ma è veramente così?