16 Settembre 2026

dorje shugden

dorje-shudgen
La controversia riguardante la figura del Buddhismo tibetano di Dorje Shugden, è salita agli onori delle cronache in tempi recenti, per quanto tragga le sue origini in una disputa teologica di lungo corso. Va premesso che nel Buddhismo di scuola tibetana un Protettore del Dharma è un Buddha che appare in un aspetto di sostegno spirituale, le cui principali funzioni sono di evitare gli ostacoli interiori ed esteriori che impediscono ai praticanti di raggiungere le realizzazioni mistiche, e di approntare tutte le condizioni necessarie per il loro sviluppo spirituale. Il Protettore del Dharma Dorje Shugden è un’emanazione del Buddha della Saggezza Manjushri, che aiuta, guida e protegge costantemente i sinceri praticanti conferendo le benedizioni, aumentando la loro saggezza ed esaudendo i loro desideri virtuosi. O almeno ricopre questa funzione per alcuni seguaci del lamaismo, in quanto all’interno di quel variegato e frammentato mondo tale divinità è oggetto di un’annosa controversia. Ma andiamo con ordine. Nel corso del 2014 ci sono state grandi proteste contro l’attuale Dalai Lama. Ad ogni tappa del suo tour occidentale – Italia compresa – ha ricevuto enormi contestazioni da sia da parte di laici che di monaci buddhisti, che al grido di slogan quali “False Dalai Lama” e “Dalai Lama, stop lying” hanno sollevato un polverone mediatico che tuttavia ha avuto il merito di suscitare la curiosità dei meno esperti in fatto di spiritualità orientale. A promuovere le numerose manifestazioni è stata anzitutto l’International Shugden Society, un’organizzazione legata alla New Kadampa Tradition. Il loro obiettivo è ottenere dal Dalai Lama – Premio Nobel per la Pace – quella libertà religiosa che nelle comunità tibetane in esilio gli è stata paradossalmente negata. La storia è molto complessa e richiederebbe senza dubbio ulteriori approfondimenti, ma per riassumere possiamo dire in estrema sintesi che il Dalai Lama diversi anni fa ha vietato il culto di uno dei principali Protettori della scuola Gelug, chiamato Dorje Shugden. La sadhana di questo Protettore è una delle principali pratiche del suo lignaggio fin dai tempi del V Dalai Lama, ma Tenzin Gyatso improvvisamente, dopo averlo praticato lui stesso per anni, lo proclamò come un’entità demoniaca il cui scopo sarebbe quello di distruggere la vita del Dalai Lama e la causa del Tibet. Questo ha provocato, oltre che confusione e disorientamento, una profonda scissione nel lignaggio Gelug, dato che un circolo non ristretto di maestri gelugpa ha preferito la pratica di Dorje Shugden al proprio legame col Dalai Lama. Già nel 1996, pur ostinandosi a sostenere l’assurda tesi dell’occupazione del territorio tibetano da parte dei cinesi, il Dalai Lama aveva invitato il governo di Pechino a un negoziato senza condizioni né richieste di indipendenza, affermando che era “politicamente e moralmente sbagliato assumere posizioni anti-cinesi”. Egli aveva aggiunto alla sua dichiarazione: “In fondo, non è detto che il legame con la Cina non possa essere addirittura benefico, per esempio da un punto di vista economico”. E aveva concluso riproponendo una “soluzione del giusto mezzo”: “Pechino potrebbe accordare una reale autonomia al Tibet, conservando il...