di Andrea Puccio FONTE ARTICOLO: https://www.occhisulmondo.info/2023/03/12/i-paesi-del-brics-superano-in-termini-di-pil-il-g7/ Le sanzioni economiche sono una delle armi preferite dall’occidente per tentare di piegare i paesi che non sottostanno alle direttive loro imposte in campo politico ed economico ma come appare sempre più chiaro i risultati ottenuti sono del tutto negativi. Le nazioni a cui gli Stati Uniti e i paesi a loro assoggettati, come l’Unione Europea, applicano sanzioni sono numerosi ma i risultati di questa politica punitiva non sono quelli che ci si aspetterebbe. Infatti, come è oramai noto, le sanzioni non fermano la crescita economica del paese che le subisce. Esistono poi i paradossi dove le sanzioni si ritorgono contro chi le promuove, come nel caso della Federazione Russa, sanzionata abbondantemente per l’invasione in Ucraina. In questo caso sono proprio le economie dei paesi europei a subirne le conseguenze mentre Mosca quasi non se ne accorge. Uno dei provvedimenti presi contro la Federazione Russa è anche l’embargo sulla vendita di prodotti petroliferi raffinati come il gasolio. Questo ha fatto sì che molti paesi tra cui l’Arabia Saudita hanno enormemente aumentato l’importazione di diesel per poi rivenderlo proprio a noi che applichiamo tale divieto. Un bell’affare non c’è che dire. La Federazione Russa ha aumentato le esportazione verso Riad sia direttamente che con trasferimenti in alto mare da una petroliera all’altra, denominati ship to ship. Il boom di esportazioni di gasolio russo verso l’Arabia Saudita è iniziato dopo il 5 febbraio. data in cui è iniziato il divieto di importazione nell’Unione Europea dei prodotti raffinati russi. Una volta ricevuto il gasolio russo le raffinerie saudite raffinano ulteriormente i prodotti e di fatto lo rendono nuovamente vergine e pronto per essere venduto sui mercati europei. Prima dell’inizio dell’embargo sui prodotti raffinati russi l’Unione Europea importava dalla Federazione Russa 600 mila barili al giorno. adesso le importazione di questi prodotti dall’Africa e dall’Asia è notevolmente aumentata. Anche paesi nord africani come Algeria e Tunisia hanno aumentato notevolmente le loro importazione di diesel russo che poi finisce nei distributori di gasolio in Europa. Intanto il Ministero del Petrolio iraniano ha annunciato che il paese ha raggiunto il livello massimo di esportazione di petrolio dal 2018, anno in cui gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni al paese persiano. Il Ministro del Petrolio Yavad Oyi ha dichiarato che l’Iran ha esportato nell’ultimo anno 86 milioni di barili di petrolio in più rispetto all’anno precedente e 198 milioni di barili in più rispetto al 2020. Ha continuato affermando che ciò è stato possibili nonostante le numerose sanzioni applicate al suo paese dai soliti Stati Uniti. Secondo quanto affermato dalla Casa Bianca nel 2018 le sanzioni avrebbero dovuto azzerare le esportazioni di greggio dall’Iran, ma come è oramai evidente a tutti le sanzioni non servono per bloccare le economie dei paesi sottoposti a tali provvedimenti. Anche le esportazioni di gas sono aumentate del 15 per cento nel corso dell’ultimo anno, secondo quanto comunicato da Yavad Oyi, riporta Hispan TV. Nel 2022 la produzione media di greggio iraniano, secondo i dati...