13 Agosto 2026

Diritto internazionale

giustizia-usa
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/03/20/lipocrisia-degli-stati-uniti-sulla-corte-penale-internazionale/ Il mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale contro Vladimir Putin mette in evidenza le ipocrisie e i doppi standard degli Stati Uniti, che, come la Russia e l’Ucraina, non aderiscono all’organismo. Lo scorso 17 marzo, la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per il presidente russo Vladimir Putin e per il commissario russo per i diritti dei bambini Marija Lvova-Belova. La dichiarazione afferma che entrambi potrebbero essere responsabili “del crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione (bambini) e di trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa“. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova, commentando le informazioni porvenienti da L’Aia, ha affermato che le decisioni del tribunale non hanno alcuna conseguenza in Russia e che eventuali mandati di arresto sono nulli. La Russia, infatti, non fa parte dei 124 Paesi che aderiscono alla Corte, tra i quali oltretutto non figurano neppure gli Stati Uniti e l’Ucraina, e dunque la CPI non può esercitare la propria giurisdizione su quanto accaduto in Ucraina. Gli stessi USA, del resto, nel 2020 criticarono aspramente la Corte, dopo che i pubblici ministeri della CPI avevano indicato che avrebbero indagato sui crimini dei militari statunitensi in Afghanistan, adottando misure contro l’organismo. Il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Vasilij Nebenzija, ha risposto affermando che la CPI è pronta a esercitare la pseudo-giustizia su ordine dell’Occidente, dimostrando la propria inadeguatezza. “Questo tribunale internazionale di parte, politicizzato e incompetente ha dimostrato ancora una volta la sua inferiorità. La CPI è un burattino nelle mani dell’Occidente collettivo, che è sempre pronto a esercitare la pseudo-giustizia su ordinazione“, ha sottolineato il diplomatico russo. “È particolarmente cinico che decisioni giuridicamente insignificanti siano state rese pubbliche alla vigilia del 20° anniversario dell’invasione illegale statunitense dell’Iraq, Paese sul quale la CPI aveva giurisdizione ma non ha agito“, ha aggiunto Nebenzja. “La Russia non aderisce allo Statuto di Roma (il trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale, ndr). La CPI non ha giurisdizione sulla Russia e sui suoi cittadini. Consideriamo illegali e nulli tutti i documenti emanati da questo organismo“, ha osservato il rappresentante permanente della Federazione Russa. “Secondo tutte le indicazioni, la CPI ha effettivamente intrapreso la strada dell’auto-liquidazione, principalmente in termini di autorità e riconoscimento internazionale. Non siamo soli in questo giudizio. Permettetemi di darvi una citazione inaspettata dell’assistente per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Bolton nel 2018: ‘Lasceremo morire la CPI da sola. Dopotutto, a tutti gli effetti, la CPI è già morta per noi’”. Ancora una volta, dunque, gli Stati Uniti e i loro vassalli occidentali stanno dimostrando tutta la propria ipocrisia. Washington, in particolare, dovrebbe lasciare la CPI investigare su tutti i crimini commessi dal proprio esercito a partire dalle due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki fino ai giorni nostri, passando per i devastanti conflitti in Corea, Vietnam, Serbia, Afghanistan, Iraq, Siria, Libia e molti altri Paesi, senza dimenticare gli innumerevoli colpi di Stato sostenuti in tutto il mondo. “Pur di perseguire i propri interessi geopolitici, Washington sostiene il baccanale legale senza precedenti...