di Andrea Turi Il 16 ottobre 2022, nella relazione tenuta al XX Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese dal titolo Tenere alta la grande bandiera del socialismo con caratteristiche cinesi e unirsi per costruire un Paese socialista moderno sotto tutti gli aspetti, Xi Jinping non poteva non riservare qualche passaggio del suo intervento alla “questione Taiwan”; tema, questo, tornato con sempre maggiore insistenza e frequenza nel discorso politico internazionale a partire dalla sconsiderata e inopportuna decisione della speaker della Camera dei Rappresentanti statunitensi, la democratica Nancy Pelosi, di visitare l’isola lo scorso mese di agosto: decisione che a Pechino hanno giudicato come un’inopportuna quanto non necessaria ingerenza negli affari interni di un Paese sovrano quale è la Cina. Non è un caso, quindi, se in apertura della sua relazione ai delegati del Partito Comunista, il Presidente abbia sostenuto che “in risposta alle attività separatiste volte alla “indipendenza di Taiwan” e alle grossolane provocazioni di ingerenze esterne negli affari di Taiwan, abbiamo risolutamente combattuto contro il separatismo e contrastato le interferenze, dimostrando la nostra determinazione e capacità di salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale della Cina e di opporci alla “indipendenza di Taiwan”. Abbiamo rafforzato la nostra iniziativa strategica per la completa riunificazione della Cina e consolidato l’impegno per il principio di “una sola Cina” all’interno della Comunità Internazionale. Di fronte a cambiamenti drastici nel panorama internazionale, in particolare ai tentativi esterni di ricattare, contenere, bloccare ed esercitare la massima pressione sulla Cina, abbiamo messo al primo posto i nostri interessi nazionali, ci siamo concentrati sulle preoccupazioni politiche interne e abbiamo mantenuto una ferma determinazione strategica. Abbiamo mostrato uno spirito combattivo e una ferma determinazione a non cedere mai al potere coercitivo. Durante questi sforzi, abbiamo salvaguardato la dignità e gli interessi fondamentali della Cina, e ci siamo mantenuti ben posizionati per perseguire lo sviluppo e garantire la sicurezza”1. Nel procedere della relazione, Xi Jinping ha indicato quale sia la via scelta da Pechino nella risoluzione dell’annosa questione relativa alla provincia ribelle di Taiwan: “Abbiamo sostenuto la politica di “Un Paese, Due sistemi”, in base alla quale il popolo di Hong Kong amministra Hong Kong e il popolo di Macao amministra Macao, entrambi con un elevato grado di autonomia. Abbiamo aiutato Hong Kong a entrare in una nuova fase in cui ha ristabilito l’ordine ed è pronta a prosperare, e abbiamo visto sia Hong Kong che Macao mantenere un buono slancio per la stabilità e lo sviluppo a lungo termine. Abbiamo proposto un quadro politico generale per risolvere la questione di Taiwan nella nuova era e permettere scambi e cooperazione facilitati attraverso lo Stretto. Ci siamo opporti risolutamente alle attività separatiste volte alla “indipendenza di Taiwan” e all’ingerenza straniera. Abbiamo così mantenuto l’iniziativa e la capacità di guidare le relazioni attraverso lo Stretto”. Nel capitolo XIII della relazione – Sostenere e migliorare la politica di “Un Paese, Due Sistemi” e promuovere la riunificazione nazionale – si tornerà diffusamente sull’argomento individuando nella politica di “Un Paese, Due Sistemi” come di una...