5 Ottobre 2026

dazi

La sospensione del regime di esenzione doganale per i pacchi di basso valore da parte degli Stati Uniti e il blocco delle spedizioni internazionali mettono in luce i rischi della politicizzazione del commercio: serve cooperazione multilaterale, non misure unilaterali che danneggiano consumatori e piccole imprese.
Il recente accordo sui dazi tra Vietnam e Stati Uniti, raggiunto dopo tre intensi round di negoziati, non rappresenta un atto di sottomissione, bensì l’ennesima conferma della capacità vietnamita di preservare l’indipendenza e l’autonomia della propria politica estera attraverso la cosiddetta “diplomazia del bambù”, flessibile e resiliente.
Milano, 6 mag. – "La Cina si oppone con fermezza e determinazione" al "bullismo economico" e alla "guerra commerciale" lanciata da Donald Trump, anche se, attualmente, gli Stati Uniti "rappresentano solo il 15% del commercio mondiale", mentre "circa il 70% delle economie mondiali commercia più con la Cina che con gli Stati Uniti".
Di fronte ai nuovi dazi imposti da Washington, la Cina risponde con contromisure decise, denunciando il protezionismo e l’unilateralismo USA. L’editoriale del Global Times riafferma che “America First” non può privare le nazioni del loro legittimo diritto allo sviluppo, promuovendo invece un commercio globale equo e multilaterale.
La decisione di Trump di tassare l'intero pianeta con i dazi (compreso Israele) è un avvenimento epocale e rivoluzionario. È vero che ciclicamente gli Stati Uniti hanno dovuto fare ricorso a una dottrina protezionista (sotto Jefferson, sotto Lincoln, persino più di recente sotto FD Roosevelt), ma oggi il tipo di relazioni che gli USA hanno nel sistema del commercio internazionale è completamente diverso, e l'impatto sistemico è incomparabile. Siamo quindi di fronte a un evento molto raro nella storia.