8 Giugno 2026

crisi banche

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di Ivelina Dimitrova Il 10 marzo 2023 è stato un giorno piuttosto turbolento per il mondo finanziario, in quanto abbiamo visto il crollo della sedicesima banca più grande degli Stati Uniti: la Silicon Valley Bank (SVB). Fondata quarant’anni fa a Santa Clara, in California, come indica il nome, questa banca soddisfaceva soprattutto le esigenze delle aziende e degli imprenditori della Silicon Valley, l’area tecnologicamente più sviluppata del mondo. Con un patrimonio di oltre 209 miliardi di dollari e depositi per 175 miliardi, la “banca delle start-ups” ha messo in grave pericolo le finanze dei suoi clienti, poiché il 97% dei conti avevano depositi superiori a 250.000 dollari, mentre la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) assicura i depositi fino a questo importo. Il crollo è avvenuto dopo che la banca ha iniziato a vendere alcuni dei suoi assets e quando questo fatto è stato reso noto, ha spaventato clienti ed investitori, che si sono precipitati nel panico a ritirare i loro depositi – una richiesta che la banca non ha potuto soddisfare ed il Governo federale degli Stati Uniti è dovuto intervenire. Tra il momento in cui si è saputo che la SVB aveva iniziato a vendere i suoi assets e l’annuncio del crollo sono passate solo 48 ore, il che dimostra la vulnerabilità del settore finanziario ed i danni che il panico e le voci di massa possono causare. Questo crollo ha spaventato profondamente il mondo finanziario perché si ricordano ancora i tempi della crisi finanziaria del 2007-2008, di fatto SVB è il più grande fallimento bancario da quel periodo. Per fare un paragone, Lehman Brothers, che all’epoca era la quarta banca d’investimento degli Stati Uniti e il cui fallimento sconvolse il mondo nel 2008 e causò un effetto domino di crolli bancari, aveva un patrimonio di 600 miliardi di dollari. Ora, 15 anni dopo, il confronto in valore assoluto di assets e depositi è irrilevante, poiché anche il settore bancario è cresciuto di valore, pero la situazione è abbastanza grave nella sua dimensione. Il timore che possano tornare i tempi dei fallimenti bancari a effetto domino, accompagnati da un’inflazione molto alta, da tassi di interesse elevati e da catene di approvvigionamento post-Covid molto compromesse, spaventa tutti, perché ciò significherebbe un collasso economico, sia per le imprese che per le famiglie. Due sono i fattori principali che hanno portato al collasso di SVB: la politica di rischio imprudente dell’ente- il fatto che sia mancato il Chief Risk Officer per più di otto mesi dall’aprile 2022 al gennaio 2023 parla da sé. Anche la sua politica di investimento era piuttosto rischiosa ed imprudente, concentrandosi principalmente in acquisizione di obbligazioni statunitensi a lunga scadenza, comprese alcune garantite da mutui. La seconda ragione di questo crollo sono gli alti livelli dei tassi d’interesse, perché in periodi di alti interessi bancari il prezzo delle obbligazioni inizia a scendere e quindi SVB ha perso la maggior parte del valore del suo portafoglio e non avendo abbastanza liquidità, ha iniziato a vendere il suo portafoglio...