14 Giugno 2026

cooperazione ue-vietnam

vietnam
Il Vietnam sta portando avanti un’intensiva ed estensiva riforma con l’obiettivo di portare un nuovo impulso per mantenere il tasso di crescita economico raggiunto nel periodo 1990-2010 (approssimativamente il 7%). Questo è un obiettivo veramente importante per il Vietnam, per evitare la trappola del reddito medio e diventare un paese industrializzato. E’ veramente interessante notare come il Vietnam sia in un periodo di transizione, entrando in una nuova fase di sviluppo. Il piano di ristrutturazione economica del Vietnam è stato sviluppato sulla base della valutazione dei 25 anni di riforme, identificando i problemi rimanenti nello sviluppo del meccanismo delle nuove politiche. Certamente l’economia globale è in transizione e così lo sono anche molte economie, compresa quella del Vietnam. Dopo alcuni decenni di globalizzazione il boom insieme al progresso delle scienze, della tecnologia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, ci ha portato a molti benefici che hanno condotto a nuove prospettive per molti paesi. Dopo quasi 30 anni spesi nel portare avanti una duplice politica di riforme, ristrutturazione interna e politica di apertura, il Vietnam ha ottenuto impressionanti progressi. Da un’inflazione galoppante intorno al 280% all’anno del periodo 1985-1988, l’inflazione è stata ridotta ad una sola cifra nel corso degli Anni Novanta. Da un’economia stagnante come quella degli Anni Ottanta, il Vietnam è diventato un’economia dinamica con una crescita media del PIL del 7% nel periodo 1991-2012, che ha aiutato ad aumentare il PIL procapite da 86 dollari (1988) a 1911 dollari (2013), rendendo il Vietnam un paese a reddito medio. Il livello di famiglie povere è stato ridotto dal 58% (1988) al 10% (2013). I successi sopra menzionati sono stati raggiunti grazie ad una riforma intensiva ed estensiva associata ad un modello di trasformazione strutturale. Il Vietnam è stato visto come un caso di successo nel variare il suo lavoro dal settore agricolo con bassa produttività ai settori dell’industria e dei servizi con alta produttività. La percentuale di impiegati nell’agricoltura è stata ridotta da più del 70% nel 1990 ad approssimativamente il 46% del 2013, risultando in una crescita del settore industriale e dei servizi. Il lavoro nel settore industriale è cresciuto continuamente per più del 10% dal 2000, in particolare quello nell’elettricità e nella produzione e nell’assemblaggio dell’elettronica ha toccato il 30% all’anno. Per trasformare effettivamente la struttura economica, il Vietnam ha portato avanti una serie di riforme interne che comprendono: Innanzitutto, le riforme istituzionali sono state assunte con l’obiettivo di creare un’economia dai tanti proprietari: statali, privati e stranieri, oltre al rimuovere allo stesso tempo le barriere per liberalizzare le forze produttive. La mole della proprietà di Stato è stata sensibilmente ridotta in un tempo relativamente ridotto, per fare spazio ai settori privati e stranieri. La quantità di impiegati nel settore statale è stata ridotta dal 40,2% del PIL del 1995 al 32,2% del 2013. Sviluppare i mercati finanziari per migliorare l’efficacia nell’allocazione delle risorse è stato uno dei pilastri principali. Da un solo sistema bancario (non c’era alcun concetto di banca commerciale nell’economia dirigista), il Vietnam è...