Le relazioni commerciali e di investimento dell’Africa con la Cina e il Regno Unito sono cambiate drasticamente nelle ultime decadi, in particolare in relazione alla crescita economica cinese. Tuttavia, mentre l’apertura economica, il commercio e gli investimenti sembrano arrivati di pari passo con la riduzione della povertà e dell’ascesa delle “Tigri asiatiche” e, recentemente, della stessa Cina, i collegamenti sembrano essere, finora, meno evidenti nell’Africa sub-sahariana. Le ricerche recenti che hanno analizzato le relazioni commerciali e gli investimenti tra Cina e Regno Unito e i loro impatti sulla riduzione della povertà in Etiopia, Kenya, Nigeria e Sud Africa hanno evidenziato come entrambi i Paesi possano svolgere un ruolo complementare negli investimenti per l’aiuto e per il soddisfacimento della domanda locale. Il commercio di Cina e Regno Unito con l’Africa Dato che la Cina ha acquisito una certa influenza politica ed economica sul palcoscenico globale, ha espanso la sua influenza ed il suo commercio in Africa. Tra il 2004 ed il 2012, la quota cinese sul totale delle merci esportate ed importate, per quanto riguarda i quattro Paesi presi in esame nella ricerca, è cresciuta significativamente. Le esportazioni dalla Nigeria alla Cina sono più che raddoppiate. La crescita è stata triplicata, quadruplicata ed addirittura quintuplicata per, rispettivamente, Kenya, Etiopia e Sud Africa. Durante questo periodo, le esportazioni alla Cina sono state la principale fonte di crescita commerciale per questi e per altri Paesi dell’Africa sub-sahariana. Non sorprendentemente, durante lo stesso periodo, anche se le esportazioni da Etiopia e Sud Africa verso il Regno Unito sono aumentate in termini assoluti, la loro quota si è più che dimezzata. Tuttavia, è rimasta tutto sommato costante per Kenya e Nigeria. Le dinamiche di questi rapporti sulle esportazioni è molto simile al rendimento generale di Cina e Regno Unito nel mercato mondiale. Il quadro delle importazioni da Cina e Regno Unito verso i Paesi africani è simile a quello delle esportazioni. La quota del Regno Unito è calata, anche se non tanto quanto la loro quota nelle importazioni mondiali, mentre quella cinese è cresciuta molto significativamente al punto che, per Etiopia e Sud Africa, la Cina rappresenta la principale fonte di importazione. La composizione delle importazioni cinesi e britanniche da Etiopia, Kenya e Sud Africa è significativamente differenziata. Visto che le esportazioni energetiche pesano molto nel commercio nigeriano, le importazioni cinesi e britanniche da questo Paese sono abbastanza simili nella loro composizione. Il quadro generale che emerge è che il commercio dell’Africa sub-sahariana (SSA) con la Cina sta crescendo rapidamente, è altamente concentrato per quanto riguarda le esportazioni e altamente diversificato per quanto riguarda le importazioni. La crescente concentrazione nelle esportazioni riflette un aumento nel volume della domanda dalla Cina e i conseguenti aumenti dei prezzi. La Cina sta anche rapidamente aumentando la sua presenza negli investimenti in SSA, in particolare nei Paesi ricchi di risorse. Gli investimenti cinesi e britannici nei Paesi africani presi in esame Cina Sud Africa e Nigeria sono le destinazioni più importanti dei flussi degli Investimenti diretti all’estero (FDI)...