12 Giugno 2026

controspionaggio

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di Stefano Vernole La notizia dell’arresto di un ufficiale della Marina italiana e dell’espulsione di due funzionari dell’Ambasciata Russa in Italia (quello che sarebbe coinvolto direttamente nella vicenda spionistica e il suo superiore) non contribuisce certo a rasserenare i rapporti tra Mosca e Roma. Sua Eccellenza Ambasciatore Sergey Razov ha auspicato che lo spiacevole episodio non incrini i rapporti sostanzialmente cordiali tra i due Paesi, tuttavia le prime reazioni dei rispettivi ministeri degli Esteri non lasciano presagire nulla di buono. D’altronde il peggioramento delle relazioni tra la Federazione Russa e il cosiddetto Occidente era facilmente prevedibile dopo l’elezione alla Casa Bianca del Presidente Joe Biden. Non che durante l’Amministrazione Trump i rapporti fossero particolarmente cordiali ma rimaneva probabilmente un margine di azione maggiore a quanti, pur appartenendo alla NATO, intendevano perseguire in nome dell’interesse nazionale una politica più disponibile nei confronti di Mosca rispetto a quella imposta da Washington. Vi sono due aspetti da considerare, uno legato all’ordine geopolitico internazionale e uno concernente i fattori interni. La crisi pandemica ha accelerato notevolmente le tendenze di contrapposizione mondiale già in essere prima del Covid-19 tra il blocco eurasiatico e quello atlantico; l’intenzione degli Stati Uniti è quello di dar vita ad un riassetto delle alleanze, aumentando la coesione all’interno del proprio sistema spionistico-militare sull’esempio di quanto già realizzato ai tempi della “Guerra Fredda”. La NATO dovrà perciò diventare sempre più globale e coinvolgere i possibili partners in giro per il Pianeta in vista di un possibile conflitto “caldo” contro Russia e Cina. Questa decisione azzera quasi completamente i margini di autonomia delle nazioni europee ancora indecise sul da farsi. Si tratta di quella che ho definito alcuni anni fa l’inevitabile fase bipolare, prima dell’avvento di un nuovo sistema internazionale davvero multipolare (https://www.eurasia-rivista.com/la-vittoria-siria-spiana-la-via-al-multipolarismo/). La Russia ha ben compreso questa situazione e infatti cerca di porsi quale attore indispensabile per la risoluzione delle controversie internazionali nelle più svariate aree del Pianeta, infastidendo così la visione unipolare statunitense che non le riconosce alcun ruolo di potenza globale. Proprio in questi giorni la tensione militare sta raggiungendo il picco in almeno due teatri di crisi, quello ucraino (dove gli USA e i loro alleati spingono il Governo di Kiev verso una guerra aperta con le regioni del Donbass e la Crimea), quello siriano (dove la Russia intima alla Turchia di abbandonare il proprio sostegno ai jihadisti di Idlib in vista di una nuova offensiva). L’incidente diplomatico avviene poi in concomitanza con una forte pressione mediatico-popolare (naturale visto che Bruxelles e Washington hanno disatteso le loro promesse) affinchè l’Italia acquisti il vaccino Sputnik; si tratterebbe di una nuova vittoria del soft power di Mosca dopo quella conseguita con l’aiuto dei medici russi a Bergamo (insieme all’invio di diverse tonnellate di aiuti durante la fase più acuta della pandemia in Italia). Le notizie ufficiali vanno sempre accolte con riserva, tuttavia non è una sorpresa che (da quanto trapelato finora) siano stati i servizi segreti statunitensi a segnalare all’intelligence italiana il diplomatico russo come un membro del...