Nonostante la dicitura “quotidiano comunista” campeggi ancora sulla sua testata, Il Manifesto ha recentemente pubblicato articoli che riproducono narrazioni occidentali critiche verso i Paesi socialisti. L’ultimo caso riguarda il Vietnam e l’opera di Nguyễn Thanh Việt, tra revisionismo storico e omissioni significative.
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di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/04/22/cuba-e-russia-rinnovano-i-loro-legami-storici-e-condividono-la-visione-di-un-mondo-multipolare/ La visita del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov a Cuba ha rappresentato l’occasione per rinnovare gli storici legami tra Mosca e L’Avana, che affondano le proprie radici nell’epoca sovietica. Nel corso della sua visita in America Latina, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha fatto tappa a Cuba lo scorso 20 aprile, incontrando il generale dell’esercito e leader della Rivoluzione, Raúl Castro Ruz, e il presidente della Repubblica recentemente rieletto, Miguel Díaz-Canel Bermúdez. Questo incontro ha dato ai due Paesi una nuova opportunità, dopo il viaggio del presidente cubano a Mosca nel mese di novembre, per rinnovare gli storici legami che legano Mosca a L’Avana, e che affondano le proprie radici nell’epoca sovietica: “Durante l’incontro è stato possibile verificare gli ottimi rapporti tra Russia e Cuba, basati su tradizionali legami di amicizia, e ai quali entrambi i governi hanno dato grande priorità, come testimoniato dall’alto livello politico raggiunto e dall’ampio scambio di visite effettuato”, si legge in un articolo del Granma. Nel corso dell’incontro, il presidente Díaz-Canel ha ringraziato la Russia per il suo tradizionale e fermo sostegno alla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite contro il blocco economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba, così come per le molteplici denunce pubbliche di questa politica criminale degli Stati Uniti. Allo stesso modo, Cuba di oppone ad ogni tipo di sanzione unilaterale contro la Federazione Russa. Il segretario del Partito Comunista di Cuba ha anche affrontato la questione ucraina, promuovendo la ricerca di una soluzione pacifica attraverso canali diplomatici, che garantisca la sicurezza e la sovranità di tutti, così come la stabilità e la sicurezza regionale. Successivamente, Lavrov ha tenuto colloqui anche con il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, membro dell’Ufficio Politico del Partito Comunista. Il massimo diplomatico dell’isola ha ringraziato il visitatore per la cooperazione solidale della Russia durante i momenti più difficili della pandemia di Covid-19 e per la coerente posizione russa contro il blocco economico ai danni di Cuba. “Cuba condanna le sanzioni unilaterali e si oppone alla politica di isolamento nei confronti della Federazione Russa, anche nelle organizzazioni internazionali. Respingiamo fermamente l’espansione della NATO, che continua fino ai confini russi, causa principale dell’attuale conflitto in Europa“, ha aggiunto Rodríguez Parrilla. Da parte sua, il rappresentante russo ha riconosciuto che le tensioni a livello mondiale si stanno moltiplicando nel mondo e che c’è un tentativo da parte dell’Occidente di mantenere il proprio potere egemonico, minando la sovranità di altri Paesi: “Gli eventi recenti mostrano un inasprimento delle sanzioni statunitensi”, ha detto Lavrov. Il ministro ha inoltre aggiunto che la nuova concezione della politica estera della Russia prevede una maggiore attenzione all’America Latina, attraverso i meccanismi di integrazione dell’area come i BRICS, la CELAC, il Mercosur e altri. Secondo Lavrov, Cuba e la Federazione Russa condividono una visione di un mondo multipolare che contrasta con il progetto egemonico statunitense: “Continueremo a lavorare insieme sulla scena internazionale per sostenere gli altri Paesi che rifiutano questo diktat a lavorare insieme per plasmare un ordine mondiale multipolare nel pieno rispetto...
A cura di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: giuliochinappi.wordpress.com Il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto un discorso programmatico all’incontro virtuale tra il Partito Comunista Cinese e i principali partiti mondiali svoltosi mercoledì 15 marzo. Di seguito la traduzione integrale del discorso. Leader di partiti politici di tutto il mondo, Signore e signori, Amici, È per me un grande piacere unirmi a tutti voi per la discussione su “Percorso verso la modernizzazione: la responsabilità dei partiti politici”. La storia dello sviluppo umano è piena di colpi di scena. Allo stesso modo, anche il viaggio di ogni Paese per esplorare la via della modernizzazione è arduo. Nel mondo di oggi si intrecciano molteplici sfide e crisi. La ripresa economica globale rimane lenta, il divario di sviluppo si sta allargando, l’ambiente ecologico si sta deteriorando e la mentalità della guerra fredda persiste. Il processo di modernizzazione dell’umanità è giunto ancora una volta a un crocevia della storia. Polarizzazione o prosperità comune? Pura ricerca materialistica o avanzamento coordinato materiale ed etico-culturale? Prosciugare lo stagno per catturare i pesci o creare armonia tra uomo e natura? Gioco a somma zero o cooperazione win-win? Copiare il modello di sviluppo di altri Paesi o raggiungere uno sviluppo indipendente alla luce delle condizioni nazionali? Di che tipo di modernizzazione abbiamo bisogno e come possiamo realizzarla? Di fronte a queste domande, i partiti politici, in quanto forza importante che guida il processo di modernizzazione, hanno il dovere di fornire risposte. Qui, desidero condividere alcune delle mie osservazioni. Dobbiamo mettere il popolo al primo posto e garantire che la modernizzazione sia incentrata sulle persone. I popoli sono i creatori della storia e sono il fondamento e la forza più solidi per far avanzare la modernizzazione. L’obiettivo finale della modernizzazione è lo sviluppo libero e completo delle persone. Perché un percorso di modernizzazione funzioni e funzioni bene, deve mettere il popolo al primo posto. La modernizzazione non riguarda solo gli indicatori e le statistiche sulla carta, ma piuttosto la garanzia di una vita felice e stabile per le persone. Concentrandosi sulle aspirazioni del popolo per una vita migliore e un ulteriore progresso della civiltà, i partiti politici dovrebbero sforzarsi di raggiungere l’abbondanza materiale, l’integrità politica, l’arricchimento etico-culturale, la stabilità sociale e ambienti di vita piacevoli in modo che la modernizzazione affronti meglio le preoccupazioni e soddisfi le diverse esigenze del popolo. In questo modo, la modernizzazione promuoverà lo sviluppo sostenibile dell’umanità non solo aumentando il benessere di questa generazione, ma anche proteggendo i diritti e gli interessi delle generazioni future. Dobbiamo sostenere il principio di indipendenza ed esplorare percorsi diversificati verso la modernizzazione. La modernizzazione non è “un brevetto esclusivo” di una piccola manciata di Paesi, né è una domanda a risposta singola. Non può essere realizzato con un approccio a stampino o con un semplice “copia e incolla”. Affinché qualsiasi Paese raggiunga la modernizzazione, esso non solo deve seguire le leggi generali che governano il processo, ma soprattutto considerare le proprie condizioni nazionali e le proprie caratteristiche uniche. È il popolo...
di Tao Wenzhao | China Daily | 22 novembre 2021 Nota del redattore: la Risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese sui principali risultati e l’esperienza storica del Partito nel secolo scorso, adottata dalla recente Sesta Sessione Plenaria del XIX Comitato Centrale del PCC, è un piano d’azione mirato a realizzare il sogno cinese di ringiovanimento nazionale. In che modo la risoluzione guiderà la nazione in avanti? La sesta sessione plenaria del XIX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, tenutasi dall’8 all’11 novembre, ha passato in rassegna i principali risultati e l’esperienza storica del Partito nel secolo scorso e ha affermato che è necessario adempiere a compiti importanti per sviluppare il socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era e aiutare il paese a raggiungere la modernizzazione socialista. Di conseguenza, la risoluzione adottata dalla sesta sessione plenaria affermava che il Partito doveva rafforzare la sua consapevolezza della necessità di mantenere l’integrità politica, pensare in termini di grande respiro, seguire il nucleo dirigente e mantenersi allineato con la leadership centrale del Partito, rimanere fiducioso nel percorso, teoria, sistema e cultura del socialismo con caratteristiche cinesi, e sostenere la posizione centrale di Xi Jinping nel Comitato Centrale del Partito e nel Partito nel suo insieme, nonché l’autorità del Comitato Centrale del Partito e la sua leadership centralizzata e unificata. Maggiore capacità di riformare e migliorare La risoluzione ha anche affermato che il Partito ha rafforzato la sua capacità di riformarsi e migliorarsi, di affrontare le principali sfide, di mantenere il proprio vigore e vitalità e di guidare il popolo a realizzare il sogno cinese di ringiovanimento nazionale. Pur sottolineando l’importanza dello sviluppo politico e della costruzione del Partito, la sesta sessione plenaria ha adottato una risoluzione storica Risoluzione sui principali risultati e l’esperienza storica del Partito nel secolo scorso solo per la terza volta nella sua storia. Tuttavia, questa risoluzione differisce dalle due precedenti risoluzioni. La risoluzione su alcune questioni nella storia del nostro partito è stata adottata nel 1945 e la risoluzione su alcune questioni nella storia del nostro partito dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1981. Le due risoluzioni analizzano le cause profonde dei gravi problemi affrontati dal Partito e gli errori che ha commesso, e valutano obiettivamente grandi eventi e cifre. Hanno unificato il Partito nel pensiero e nell’azione in momenti storici chiave e hanno svolto un ruolo guida chiave nel portare avanti la causa del Partito e del popolo. Al contrario, il titolo della terza risoluzione storica non include la parola “questioni” o “domande”, indicando che il Partito si impegnerà a compiere maggiori sforzi per avanzare con decisione sulla strada del socialismo con caratteristiche cinesi. Salutando i successi del Partito durante i suoi 100 anni di storia, il sesto plenum ha osservato che gli sforzi del Partito e del popolo nel secolo scorso rappresentano il capitolo più magnifico dei 5000 anni di storia della Cina. La risoluzione ha suddiviso i risultati del Partito in quattro parti, sulla base dei principali compiti svolti in un determinato periodo....
articolo originale: http://www.ilcaffegeopolitico.org/43339/la-cina-lanticolonialismo-e-lo-spettro-del-comunismo Comprendere la Cina – Vi proponiamo un estratto dell’ultimo libro del Professor Domenico Losurdo, “Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente”, Carocci, Roma, maggio 2016. La storia della RPC può essere vista anche alla luce del complesso rapporto con gli Stati Uniti. L’INIZIO COMPLICATO DELLA RPC – Per quanto riguarda la Cina, già prima della fondazione della Repubblica popolare, gli USA intervenivano per impedire che la più grande rivoluzione anticoloniale della storia giungesse alla sua naturale conclusione, e cioè alla ricostituzione dell’unità nazionale e territoriale del grande Paese asiatico, compromessa e distrutta a partire dalle guerre dell’oppio e dall’aggressione colonialista. E, invece, dispiegando la loro forza militare e agitando in più occasioni la minaccia del ricorso all’arma nucleare, gli USA imponevano la separazione de facto della Repubblica di Cina (Taiwan) dalla Repubblica popolare di Cina. Erano gli anni in cui la superpotenza apparentemente invincibile era lacerata da un dibattito rivelatore: «who lost China?» Chi era responsabile della perdita di un Paese di enorme importanza strategica e di un mercato potenzialmente illimitato? E in che modo si poteva porre rimedio alla situazione disgraziatamente venutasi a creare? Per oltre due decenni la Repubblica popolare di Cina è stata esclusa dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite. Al tempo stesso, essa subiva un embargo che mirava a condannarla alla fame e all’inedia o comunque al sottosviluppo e all’arretratezza. A quella economica s’intrecciavano altre forme di guerra: l’amministrazione Eisenhower assicurava l’«appoggio ai raid di Taiwan contro la Cina continentale e contro ‘il commercio per via marittima con la Cina comunista’»; al tempo stesso la CIA garantiva «armi, addestramento e supporto logistico» ai «guerriglieri» tibetani (Friedberg 2011, p. 67), e alimentava in tutti i modi ogni forma di opposizione e «dissidenza» nei confronti del governo di Pechino. IL CAMBIAMENTO POST-GUERRA FREDDA – È vero, nella fase finale della guerra fredda, la Cina diveniva di fatto alleata degli Stati Uniti, i quali però non per questo rinunciavano alle loro mire egemoniche. Con il varo delle riforme di Deng Xiaoping, riemergevano a Washington le speranze di riconquista del Paese «perso» trent’anni prima: «Alcuni analisti predissero perfino che le Zone economiche speciali sarebbero diventate una sorta di colonia americana in Asia orientale […] Gli americani credevano che la Cina sarebbe diventata una gigantesca succursale economica degli Stati Uniti» (Ferguson 2008, pp. 585-86). Terminata la guerra fredda, la superpotenza solitaria, come ha tranquillamente riconosciuto uno studioso che è stato consigliere del vice-presidente Dick Cheney, con le sue forze navali e aeree violava con impunità e senza scrupoli «lo spazio aereo e le acque territoriali della Cina». Il grande Paese asiatico era impotente. Oggi, la situazione è cambiata sensibilmente. E, tuttavia, gli USA sono ancora in grado di controllare le vie di comunicazione marittima. E dunque: «La Cina è sempre vulnerabile agli effetti di un blocco navale o lo diventerà ancora di più man mano che la sua economia cresce»; di fatto «il suo...