Le potenzialità economiche della Nuova Via della Seta Il Deserto del Taklimakan, che si estende su un’area di 330.000 chilometri quadrati, è il più largo della Cina e il secondo deserto di sabbia più ampio al mondo. Dopo essere stato il centro dell’antica Via della Seta, oggi viene attraversato da due autostrade rispettivamente lunghe 562 e 436 km, da Xiaotang a Minfeng, che caratterizzano il poderoso sviluppo della Regione Autonoma dello Xinjiang. Questa zona occidentale della Repubblica Popolare Cinese viene definita la “testa di ponte” della Nuova Via della Seta terrestre, grazie allo sfrenato e quotidiano passaggio di merci e imprenditori verso il Kazakhstan, il Kirghizistan, il Tagikistan, il Pakistan e la Mongolia. Tonnellate di prodotti vengono da qui condotte ogni giorno verso più di 100 città dell’Asia centrale, occidentale e meridionale e verso l’Europa; in senso inverso, attraverso lo Xinjang, sono indirizzate all’interno della Cina. Il primo ponte terrestre eurasiatico, a Nord, congiunge la città Vladivostok al porto di Rotterdam attraverso la Siberia, la Russia e la Bretagna: Khabarovsk, Chita, Novosibirsk, Petropavlovsk, Mosca, Brest e Berlino ne sono le tappe intermedie. Il corridoio commerciale internazionale di 8.445 km che dal Celeste Impero deve dipanarsi verso il Vecchio Continente parte invece dalla città di Lianyungang, in Cina, raggiunge Alma Ata dopo aver attraversato Zhengzhou, Lanzhou, Urumqi e Port Khorgos per arrivare ad Orenburg e San Pietroburgo in Russia; rimanendo collegato con le reti autostradali europee, questo secondo ponte terrestre eurasiatico prevede di giungere fino a Rotterdam, via Bielorussia, Polonia e Germania. Attualmente sono già state completate le sezioni cinesi e russe del corridoio, mentre quelle kazake risultano in fase di costruzione. Poche settimane fa il primo treno merci di un operatore cinese è partito da Wuhan e, dopo aver attraversato Cina, Kazakhstan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania e Francia è arrivato a Lione (11.300 km di viaggio) in 15 giorni, quasi un mese in meno in meno di quanto è necessario per il trasporto via mare. Una volta completata l’alta velocità ferroviaria, con la possibilità di attraversare le Alpi, il percorso più vantaggioso dall’Italia permetterà un risparmio di 1500 chilometri. Nel nostro Paese è stato inaugurato nel maggio 2016 il Forum della Nuova Via della Seta ferroviaria, che segue agli impegni sottoscritti a Torino nel novembre 2015 fra le città aderenti alla New Railway Silk Road: il patto, sottoscritto da esponenti politici, imprenditori e amministratori prevede di collegare 223 città-stazione per un totale di 87.700 km. Si tratta del percorso decisamente più conveniente per collegare l’occidente e l’oriente dell’Eurasia. Partendo dalla Cina attraverso l’Alataw Pass esso si divide in tre direzioni principali: la strada settentrionale corre da Aktau in Kazakhstan e connette per mezzo delle ferrovie siberiane Europa occidentale e settentrionale dopo aver superato Russia, Polonia ed Olanda. La strada mediana si estende dal Kazakhstan a Russia, Ucraina, Slovacchia, Ungheria, Austria, Svizzera, Germania, Francia, per poi rafforzare la catena di porti strategica nel trasporto delle merci del Mar Caspio e del Mar Nero che coinvolge Azerbaijan, Georgia, Bulgaria, Romania ed...