Comunicato stampa a cura di redazione Si è tenuto dal 4 all’8 luglio a Lhasa il Forum sullo sviluppo del Tibet 2016, organizzato dallo State Council Information Office di Pechino e dal Governo della Regione Autonoma del Tibet, alla presenza di più di 100 delegati provenienti da oltre trenta nazioni. Dall’Italia, per conto del Centro Studi Eurasia Mediterraneo, è intervenuto il responsabile delle relazioni esterne Stefano Vernole, che ha sintetizzato il progetto di ricerca sul Tibet/Xizang portato avanti dal Cesem negli ultimi tre anni. Nei cinque giorni di permanenza, i delegati hanno visitato monasteri, templi, fabbriche, il centro di medicina tradizionale tibetana, l’Università di Lhasa, la città di Shannan ed incontrato vari esponenti della società civile che hanno testimoniato dell’imponente progresso economico e culturale intrapreso dal Tibet negli ultimi anni. Oltre ad alcune foto del Forum e delle visite alleghiamo l’intervento scritto di Vernole, l’elenco completo dei partecipanti (suddivisi in 4 commissioni di lavoro) e il link del testo completo della dichiarazione finale (Lhasa consensus): http://www.china.org.cn/world/Off_the_Wire/2016-07/08/content_38841812.htm
cina e tibet
Nel 2016 continua il progetto di ricerca “La Repubblica Popolare Cinese e il Tibet/Xizang”, organizzato dal Centro Studi Eurasia-Mediterraneo. L’oggetto di studio sarà, nell’occasione “La centralità della regione autonoma del Tibet/Xizang all’interno del progetto cinese della Nuova Via della Seta Terrestre” PREMESSA Negli anni 2014 e 2015 come Cesem – Centro Studi Eurasia Mediterraneo – abbiamo dato vita a due diverse pubblicazioni riguardanti le tematiche inerenti alla Regione Autonoma Cinese del Tibet/Xizang; una ad opera di Marco Costa dal titolo Tibet, Crocevia tra Passato e Futuro (2014) ed una ad opera di M. Costa, A. Turi, S. Vernole dal titolo Alla Scoperta del Tibet. Storie, Paesaggi e Prospettive. Entrambe le pubblicazioni – che oltre agli autori citati hanno raccolto i contributi di altri sinologi – hanno avuto un duplice obiettivo; da un lato demistificare la campagna mediatica anticinese in cui la “questione tibetana” viene sollevata in maniera inappropriata per attaccare la sovranità territoriale e politica della Repubblica Popolare Cinese. Ma, più generalmente, per fare conoscere al grande pubblico italiano quelle che sono le straordinarie caratteristiche di una regione che, oltre a conservare il suo immenso e prezioso patrimonio culturale e spirituale, si pone sempre più come fulcro delle politiche di progresso avanzate dal governo di Pechino. Pertanto, soprattutto nel secondo volume, ci si è concentrati sugli aspetti storico-culturali, sui dati dello sviluppo economico, sulle caratteristiche paesaggistiche e sulle potenzialità turistiche della regione. Vogliamo ora allargare il tema e ricollegare il ruolo della regione cinese del Tibet/Xizang all’interno delle nuove prospettive di consolidamento della cosiddetta Nuova Via della Seta terrestre, straordinario progetto di avvicinamento culturale ed economico dei due estremi del continente euro-asiatico. Riuscire, in altri termini, a declinare la strategia One Belt, One Road su diversi piani, in cui le regioni interne della Cina con le loro peculiarità potrebbero essere fatte conoscere nei loro differenti aspetti economici, sociali, culturali. In questo contesto si potrebbe sicuramente tornare sui temi legati al Tibet/Xizang, ma si potrebbe dedicare ulteriore spazio a regioni quali Shaanxi, Gansu, Qingha. Xinjiang.