18 Giugno 2026

china – morocco

photomania-d595044083f8db0e6ea26a9c24bff0be
di Giacomo Leccese Il recente accordo del 5 luglio 2021 sulla produzione del vaccino cinese antiCovid-19 in Marocco mette in luce una collaborazione tra i due Paesi sempre più stretta e articolata. Il legame tra i due Stati è, infatti, il frutto di varie strategie di natura politica ed economica in seno ai due paesi. Il recente avvicinamento Al momento del lancio della Belt and Road Initiative (BRI), nel settembre 2013, il Nord Africa era in larga parte escluso dal progetto. La regione, infatti, fino ad allora era sempre stata un’area piuttosto marginale nella politica estera cinese, nonostante alcuni primi segnali di cambiamento negli anni Duemila, come ad esempio il China-Arab States Cooperation Forum (CASCF) e il Forum on China-Africa Cooperation (FOCAC). L’evoluzione della BRI negli ultimi anni e la conseguente espansione degli interessi cinesi, però, hanno portato ad una crescente attenzione del gigante asiatico verso l’area, come testimoniano gli accordi bilaterali siglati dal 2014 in poi con tutti gli Stati nordafricani.1 Infatti, come sottolineato da Liu Ming, la BRI verso la regione MENA si è evoluta verso un nuovo modello di cooperazione, costituito da 1+2+3 elementi: la cooperazione energetica in termini di idrocarburi; la costruzione di infrastrutture e l’investimento sul commercio; e l’industria del nucleare, i satelliti spaziali e le nuove fonti di energia.2 Questo ha portato ad un allargamento del focus cinese, che, dai Paesi del Golfo, interessanti per la loro appetibilità in termini di petrolio e gas, si è allargato anche sui Paesi nordafricani non esportatori di idrocarburi, come il Marocco. Le relazioni sino-marocchine, che risalgono al 1958, quando il Marocco fu il secondo Paese africano a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese, hanno, infatti, conosciuto una svolta significativa nel 2016 con la visita in Cina del re Mohammed VI. L’evento è stato l’occasione per stipulare molteplici accordi bilaterali in ambito economico, rafforzati nell’anno seguente con la firma del Memorandum of Understanding sulla realizzazione congiunta della Belt and Road Initiative. A testimoniare la repentina crescita dei rapporti economici tra i due stati c’è l’aumento degli investimenti diretti esteri cinesi verso il Marocco, passati dai 4,3 milioni di dollari del 2003 ai 318 milioni del 2017, più che raddoppiati tra il 2015 e il 2017. Il reciproco interesse, poi, si declina, anche in termini di soft power, come testimonia da un lato l’apertura di tre Istituti Confucio nel regno e dall’altro l’aumento del 300% dei turisti cinesi in Marocco tra il 2015 e il 2016 (frutto della decisione marocchina di eliminare la necessità del visto per questi ultimi). La vicinanza tra i due Stati si riflette, infine, anche politicamente nell’arena internazionale, dove entrambi i Paesi, nel rispetto del principio di non interferenza negli affari interni, evitano di prendere posizioni sfavorevoli all’altro riguardo a questioni al centro del dibattito globale: il Governo marocchino ha sempre evitato commenti sulle accuse di violazioni di diritti umani nei confronti delle minoranze islamiche nello Xinjiang (nonostante i riferimenti della stampa marocchina) e, allo stesso tempo, la Cina si è astenuta da qualsiasi intromissione nella...