13 Agosto 2026

chiesa ortodossa russa

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Intervento di Michail Talalay (Accademia Russa delle Scienze) al convegno L’Ortodossia in Emilia Romagna tra Bisanzio e Mosca tenutosi a Modena il 18 novembre 2017. I territori dell’Emilia Romagna che facevano parte dello Stato Pontifico hanno cambiato i loro confini amministrativi varie volte, ma noi li consideriamo in questa occasione come una regione storica, con le città come Ravenna e Bologna. Naturalmente, nel complesso questi territori sottoposti al Papa non hanno avuto la loro indipendenza nei tempi moderni. Il gabinetto di Pietroburgo, a cominciare da Pietro il Grande e terminando con Alessandro II, sotto la quale la Romagna Pontificia cessò di esistere, evitava la creazione di forti legami diplomatici con lo Stato Pontificio. Però l’entrata energica di una nuova Russia sotto Pietro nell’arena politica europea ha cambiato significativamente l’equilibrio del potere in Europa. Per i progetti mediterranei, il monarca russo ha pensato alle possibili coalizioni con gli Stati italiani, come testimoniano i viaggi dei suoi emissari (B. Sheremetev, P. Tolstoj), esplorando il terreno per l’unione antiturca e altre opportunità. I viaggi di questi due uomini sono legati ai primi contatti della Romagna Pontificia e dell’Impero Russo. Un valore speciale possiede il diario di Petr Tolstoj che ha visitato questa terra nel 1698. Lui ha lasciato una descrizione dettagliata delle città romagnole per la prima nella letteratura russa. Essendo un uomo religioso, Tolstoj prestò attenzione alle chiese e ai monasteri in Romagna, sottolineando che sono numerosi e che sono tutti di pietra (che non può non sorprendere un uomo russo). Sembra che i viaggiatori russi non sapessero che il costruttore della cattedrale principale di Mosca, cioè Aristotele Fioravanti, provenisse dalla Romagna. Ma Tolstoj ha ripetutamente sottolineato che vari edifici italiani gli ricordavano il Cremlino. Infatti i rosoni che ornano il bugnato delle colonne bolognesi richiamano, come un déjà vu, le pareti del Palazzo delle Faccette, sulla piazza delle Cattedrali di Mosca. E proprio a Bologna, dove, più di 500 anni fa Aristotile Fioravanti affinava la sua arte, senza sapere che sarebbe diventato uno degli architetti più famosi in Russia. Stimato al punto tale che, dopo aver costruito la cattedrale della Dormizione, una delle più importanti del Paese, e progettato il piano del Cremlino, non ottenne dallo zar Ivan III il permesso di andarsene. E fu costretto a trascorrere l’ultimo periodo della sua vita a Mosca. Comunque nel Settecento le relazioni diplomatiche fra la Russia e lo Stato Pontificio erano a zero; lo Stato russo ha evitato diplomaticamente i papi di Roma a causa della situazione di conflitti secolare, gravata dalla divisione dogmatica e istituzionale delle Chiese occidentali e orientali. Oltre agli eventi storici di diverso tenore, che hanno collocato Russia e Roma in un campo di avversari politici, le eventuali relazioni diplomatiche sono state influenzate negativamente da concetti statali decisamente opposti. I papi, secondo la propria ecclesiologia, si consideravano capi (e non solo spirituali) di tutti i cattolici, inclusi soggetti di potenze straniere, a causa della dualità del papato, che combinava sia la Chiesa che lo Stato. Contemporaneamente, la monarchia russa si considerava l’unico...