Ashraf-3, il campo fortificato dei Mojahedin-e-Khalq (MEK), a Manzë in Albania, è una “città di esuli”: circa 40 ettari con oltre un centinaio di edifici, isolata da alti muri e posti di blocco. Vi vivono, sotto rigide regole interne, circa 2.500 dissidenti profughi, una “setta” ai cui membri è vietata una vita familiare normale e possono solo adeguarsi alla linea intransigente dell’associazione.