Durante l’incontro con Donald Trump, Lula ha ribadito che le terre rare brasiliane restano aperte agli investimenti di tutti i Paesi, inclusa la Cina, difendendo l’autonomia strategica del Brasile contro le pressioni statunitensi sulle catene di approvvigionamento critiche.
Brasile
Negli ultimi anni molte aziende cinesi hanno deciso di aprire degli stabilimenti nella nazione più grande dell'America Latina. Il Brasile è ormai emerso come la terza destinazione mondiale per gli investimenti della Cina.
Di fronte alle minacce di Donald Trump di innalzare le tariffe sulle loro esportazioni, India e Brasile hanno risposto con fermezza, denunciando l’arbitrarietà delle misure statunitensi e adottando strategie per tutelare i propri interessi economici e la sicurezza energetica nazionale.
Le trattative per un’intesa sui dazi reciproci riflettono la complessità di un rapporto segnato dalle ombre della guerra e da una cooperazione umanitaria messa sotto accusa. La riconciliazione passa attraverso il ricordo dei crimini bellici, la ricerca dei dispersi e una diplomazia pragmatica.
Un’ampia serie di memorandum rafforza il dialogo strategico nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’energia verde e della salute, sancendo una nuova fase di collaborazione bilaterale e sottolineando la complementarità delle due economie emergenti.
Il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha concluso una visita ufficiale in Vietnam, rafforzando la cooperazione bilaterale a 35 anni dall’istituzione del partenariato strategico. Nuovi accordi economici, apertura commerciale e dialogo politico consolidano l’avvicinamento di Hà Nội ai BRICS e i rapporti ASEAN-Mercosur.
Le tensioni tra Brasile e Venezuela si intensificano dopo il veto brasiliano all’ingresso del Venezuela nel blocco dei BRICS+. Il presidente Maduro denuncia un “gesto ostile”, accusando il Brasile di subordinarsi agli Stati Uniti e di tradire l’integrazione regionale. Intanto, Lula deve fare in conti anche con i risultati delle elezioni municipali.
In visita in Egitto ed Etiopia, il leader brasiliano ha chiesto la fine del genocidio in Palestina e una riforma delle istituzioni multilaterali che rispecchi il nuovo ordine multipolare che sta emergendo sullo scenario internazionale
A giugno il presidente del Brasile Lula da Silva ha finalmente inaugurato la ferrovia che collegherà il paese da Nord a Sud; nell'occasione, il Presidente ha dichiarato che “ Ci sono voluti trent’anni ma è finalmente pronto!”.
di Pepe Escobar FONTE ARTICOLO: La de-dollarizzazione entra nel vivo (thecradle.co) Il dollaro USA è essenziale per la proiezione del potere globale degli Stati Uniti. Ma nel 2022, la quota del dollaro tra le valute di riserva è scivolata dieci volte più velocemente della media degli ultimi due decenni. È ormai dato accertato che lo status del dollaro USA come valuta di riserva globale si stia erodendo. Quando i media occidentali iniziano ad attaccare seriamente la narrativa sulla de-dollarizzazione del mondo multipolare, si capisce che il panico a Washington è ormai pienamente diffuso. I numeri: la quota del dollaro nelle riserve globali era del 73% nel 2001, del 55% nel 2021 e del 47% nel 2022. Il dato fondamentale è che l’anno scorso la quota del dollaro è scivolata 10 volte più velocemente rispetto alla media degli ultimi due decenni. Ora non è più inverosimile prevedere una quota globale del dollaro di appena il 30% entro la fine del 2024, in coincidenza con le prossime elezioni presidenziali statunitensi. Il momento decisivo – l’effettiva causa scatenante della caduta dell’egemone – è stato nel febbraio 2022, quando oltre 300 miliardi di dollari di riserve estere russe sono state “congelate” dall’Occidente collettivo e ogni altro Paese del pianeta ha iniziato a temere per i propri depositi di dollari all’estero. In questa mossa assurda, però, c’è stato un po’ di sollievo comico: l’UE “non riesce a trovare” la maggior parte di essi. Secondo il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov, oltre il 70% degli accordi commerciali tra Russia e Cina utilizza, adesso, il rublo o lo yuan. Russia e India stanno commerciando il petrolio in rupie; meno di quattro settimane fa, Banco Bocom BBM è diventata la prima banca latinoamericana ad iscriversi come partecipante diretto al Cross-Border Interbank Payment System (CIPS), che è l’alternativa cinese allo SWIFT, il sistema di messaggistica finanziaria guidato dall’occidente. La cinese CNOOC e la francese Total hanno firmato il loro primo commercio di GNL in yuan attraverso lo Shanghai Petroleum and Natural Gas Exchange. L’accordo tra Russia e Bangladesh per la costruzione della centrale nucleare di Rooppur aggirerà, anch’esso, il dollaro USA. Il primo pagamento di $ 300 milioni sarà in yuan, ma la Russia cercherà di far passare i prossimi in rubli. Il commercio bilaterale della Russia e della Bolivia ora accetta transazioni in Boliviano. Questo è estremamente pertinente, considerando che la spinta di Rosatom è una parte cruciale dello sviluppo dei depositi di litio in Bolivia. In particolare, molti di questi scambi coinvolgono paesi BRICS – e oltre; almeno 19 nazioni hanno già chiesto di aderire al BRICS+, la versione estesa della principale istituzione multipolare del XXI secolo, i cui membri fondatori sono Brasile, Russia, India e Cina e, poi, Sud Africa. I ministri degli esteri di questi cinque paesi inizieranno a discutere le modalità di adesione per i nuovi membri in un prossimo vertice che si terrà a giugno a Città del Capo. Allo stato attuale, i BRICS, sono già più rilevanti per l’economia globale rispetto ai...