11 Agosto 2026

biolab

Ambasciata della Federazione Russa in Italia e San Marino Qhttps://roma.mid.ru/it/press-centre/briefing_del_tenente_generale_igor_kirillov_capo_delle_truppe_di_difesa_da_radiazioni_sostanze_chimi/ Il Ministero della Difesa della Federazione Russa continua ad analizzare le attività biologiche militari  degli Stati Uniti e dei loro alleati in Ucraina e in altre parti del mondo, alla luce delle nuove informazioni ottenute nei territori liberati.  Prosegue l’esame dei campioni biologici prelevati ai militari ucraini che hanno volontariamente deposto le armi. Come abbiamo già sottolineato, nel loro sangue sono state trovate alte concentrazioni di antibiotici, oltre a marcatori immunologici indicativi di un contatto con gli agenti patogeni della febbre da sindrome nefrosica e del Nilo occidentale, studiati dal Pentagono nell’ambito dei progetti ucraini U-PI-4 e U-PI-8. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata al ritrovamento, nelle postazioni abbandonate dal personale militare ucraino, di sostanze stupefacenti, tra cui oppioidi come il metadone, la codepsina, il codeterp, nonché sostanze del genere efedrina: t-fedrina e tri-fedrina. La droga sintetica metadone viene utilizzata come terapia sostitutiva nel trattamento della tossicodipendenza.  Ricordiamo che nella Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto tra il 1943 e il 1945, per ridurre lo stress psico-emotivo, ai soldati, in particolare alle SS venivano somministrate compresse di Pervitin, un derivato dell’anfetamina. Questo farmaco è stato utilizzato in massa anche dai soldati statunitensi durante le guerre di Corea e del Vietnam. Tali droghe, che provocano dipendenza, hanno come  effetto collaterale l’eccessiva aggressività, e questo spiega l’estrema brutalità mostrata da alcuni soldati ucraini contro i civili e il bombardamento delle città nel Donbass. Alla luce delle informazioni disponibili sull’uso di potenti stimolanti da parte dei militari delle Forze Armate Ucraine, stiamo esaminando i campioni in arrivo per individuare questa classe di prodotti, le cui tracce persistono a lungo negli organi e nei tessuti umani, ad esempio nei capelli durano fino a sei mesi. I risultati delle analisi saranno consegnati al Comitato investigativo e utilizzati come prove nelle indagini sui crimini di guerra commessi dal regime di Kiev. Qualche settimana fa, nell’ambito dell’operazione militare speciale è stata liberata la città di Rubezhnoe, nella Repubblica Popolare di Lugansk. Nel laboratorio del centro medico “Pharmbiotest”, situato in via Pochaevskaja 9, sono stati trovati documenti che confermano che per diversi anni in Ucraina sono state condotte ricerche nell’interesse delle cosiddette “Big Pharma”. Sperimentazioni cliniche di farmaci non registrati con effetti collaterali potenzialmente gravi sono state condotte sulla popolazione residente. Abbiamo esaminato i locali del suddetto centro, responsabile delle sperimentazioni cliniche di medicinali su volontari. Abbiamo trovato prove del fatto che committenti occidentali visitavano regolarmente “Pharmbiotest” e potevano accedere a tutte le fasi del processo di ricerca. Per comodità di lavoro, l’etichettatura delle attrezzature, i nomi delle stanze e la documentazione di lavoro erano in doppia lingua, anche in inglese.  Per evitare rischi reputazionali e costi legali in caso di insuccesso della sperimentazione di nuovi farmaci, le aziende statunitensi ed europee hanno condotto test clinici su cittadini ucraini. I volontari venivano pagati pochissimo e i casi mortali potevano essere facilmente nascosti. Inoltre,  le autorità locali non svolgevano né ispezioni né controlli seri. Questo è in...
armi_biologiche
di Giulio ChinappiArticolo Originale I piani per la formulazione di nuove armi biologiche da parte degli Stati Uniti sono stati rivelati da fonti russe e cinesi, che confermano ancora una volta le preoccupazioni emerse circa i biolaboratori trovati dai soldati russi in Ucraina. L’operazione speciale russa in Ucraina ha scoperchiato il vaso di pandora dei biolaboratori statunitensi nell’ex repubblica sovietica, che però sono solamente alcuni delle decine di laboratori di questo tipo che gli USA gestiscono in tutto il mondo. Nel corso dell’operazione speciale, i russi sono venuti in possesso di documenti scottanti che inchiodano Washington di fronte alle proprie responsabilità, nonostante la stampa occidentale continui ad ignorare la questione. Igor Kirillov, capo della forza di protezione radioattiva, chimica e biologica della Federazione Russa, ha recentemente rivelato nuove informazioni che mettono seriamente in dubbio gli standard di sicurezza dei biolaboratori ucraini. Secondo i documenti in possesso dei russi, gli USA avevano stanziato circa 15 milioni di dollari per aumentare il livello di sicurezza del laboratorio di Merefa, città dell’oblast’ di Charkiv, tuttavia i responsabili ucraini risposero che l’ammodernamento del sistema di sicurezza sarebbe stato impossibile, fino a quando la struttura non è stata commissionata in violazione delle norme e dei requisiti di sicurezza. Questo significa anche che nessuno sa dove siano finiti i 15 milioni erogati dalle autorità statunitensi. Kirillov ha anche rivelato che le ricerche in Ucraina erano sostenute non solo dagli Stati Uniti, ma anche da Polonia e Germania. Tuttavia, nessuno dei Paesi coinvolti ha avuto l’accortezza di notificare presso le Nazioni Unite l’esistenza di questo progetto congiunto. Kirillov ha ricordato che ogni firmatario della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche è tenuto a presentare una relazione annuale per dimostrare la conformità delle proprie ricerche con i termini dell’accordo internazionale, tuttavia nelle dichiarazioni presentate da Ucraina, Stati Uniti, Polonia e Germania non vi è nessuna traccia delle ricerche effettuate nei biolaboratori ucraini. Il tenente generale Kirillov ha sottolineato che l’Ucraina ha affermato nei rapporti per il periodo 2016-2020 che il suo governo non aveva condotto e non stava conducendo attività né offensive né difensive nell’ambito dei programmi di ricerca e sviluppo biologico, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa TASS. “Ciò contraddice la dichiarazione fatta da Lewis Gitter, Vice Consigliere Politico della Missione USA presso l’OSCE, il 20 maggio 2022“, ha spiegato il funzionario russo. In quell’occasione, Gitter ha affermato erano stati inviati aiuti a Kiev “per ridurre le minacce biologiche e sostenere la salute pubblica e veterinaria per ridurre il rischio di focolai di malattie” e “per mettere al sicuro armi biologiche illegali lasciate negli Stati ex sovietici dopo la caduta dell’URSS“. “Si pone una domanda: perché il lavoro nell’ambito dei progetti biologici militari congiunti con nome in codice UP non è stato menzionato nei rapporti presentati da Stati Uniti e Ucraina all’ONU? Questa segretezza è un motivo per interrogarsi sui veri obiettivi del Pentagono in Ucraina“, ha commentato Kirillov. Come noi stessi avevamo avuto modo di sottolineare già nei precedenti articoli, Kirillov ha fatto notare l’esistenza di rapporti dei servizi segreti ucraini circa l’attività dei biolaboratori statunitensi...
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di Giulio Chinappi Cosa stanno cercando di nascondere gli Stati Uniti in Ucraina? Perché è stato dato l’ordine di distruggere tutto prima dell’arrivo dei russi? Perché gli USA non lasciano entrare gli esperti internazionali dell’OMS nei propri laboratori? Nell’articolo di ieri abbiamo avuto modo di parlare dei laboratori biologici statunitensi presenti in Ucraina, la cui esistenza è stata definitivamente provata dopo l’entrata dell’esercito russo nel Paese confinante. Tuttavia, molte domande restano ancora senza risposta, soprattutto in seguito alle scomposte reazioni da parte di Washington. Cosa stanno cercando di nascondere gli Stati Uniti? Come provato dai documenti ritrovati e pubblicati dall’esercito russo, subito dopo il lancio dell’operazione speciale di Mosca in Ucraina i laboratori hanno ricevuto l’ordine di distruggere tutto il materiale in loro possesso, ufficialmente per evitare che questo finisse nelle mani della Russia. Ad esempio, il documento che ordina la distruzione di tutti i campioni presenti nel laboratorio di Charkiv data del 25 febbraio, ovvero un giorno dopo il lancio dell’operazione speciale russa, ma un altro documento riguarda addirittura il laboratorio di L’viv, nell’estremo ovest del Paese, ben distante dall’attuale fronte. Perché tutta questa fretta? Il documento riguardante il laboratorio di Charkiv indica la distruzione di campioni di ben sedici batteri differenti, tutti piuttosto comuni e nessuno dei quali ritenuto particolarmente pericoloso. Allora perché affrettarsi a distruggerli? In fondo, si tratta di batteri già noti agli scienziati russi, e non particolarmente utili come armi biologiche. Non vogliamo sposare teorie cospirazioniste, tuttavia viene il dubbio che il documento non riporti tutto, oppure che i nomi utilizzati indichino in realtà batteri artificialmente modificati e dunque diversi da quelli presenti in natura. Diverso il discorso per quanto riguarda il laboratorio di L’viv, dove ufficialmente venivano studiati agenti patogeni pericolosissimi, come quelli che provocano peste, antrace e brucellosi. Secondo le informazioni del ministero della Difesa russo, a Leopoli sono state distrutte 232 scatole contenenti l’agente patogeno della leptospirosi, 30 della tularemia, 10 della brucellosi e cinque della peste. Resta poi da capire cosa contengono gli altri circa trenta laboratori di questo tipo presenti sul territorio ucraino, ma interamente gestiti dall’esercito statunitense attraverso l’agenzia militare DTRA (Defense Threat Reduction Agency). Igor Kirillov, capo delle truppe russe di protezione NRBC (nucleare, radiologica, biologica e chimica) ha fatto notare che, dalla ripresa del progetto statunitense in Ucraina dopo il colpo di Stato del 2014, il Paese ha registrato l’aumento incontrollabile dell’incidenza di infezioni come rosolia, difterite e tubercolosi, mentre l’Ucraina ha addirittura raggiunto la seconda posizione tra i Paesi maggiormente colpiti dal morbillo in tutto il mondo, alle spalle solamente del Madagascar, con statistiche neppure comparabili a quelle degli altri Paesi europei. Secondo Kirillov, sebbene alcuni laboratori avessero funzioni “normali” come monitorare la situazione biologica di alcune aree, altri effettuavano ricerche su agenti patogeni che possono essere trasformati in armi biologiche specifiche per regione, hanno focolai naturali e possono essere trasmessi all’uomo, fatto che conferma quanto riportato sin dal 2013 dai rapporti del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (Служба безпеки України – СБУ; Služba Bezpeky Ukrayïny – SBU), che abbiamo citato nel nostro precedente articolo....