10 Agosto 2026

#Bielorussia

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Uladzimir Makej, ministro degli Esteri della Bielorussia, è intervenuto il 7 ottobre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite con un discorso nel quale ha puntato il dito contro le politiche imperialiste e il revisionismo storico. Di seguito la traduzione integrale del suo discorso. Presidente, Signore e signori, Esattamente due decenni fa le Nazioni Unite e il suo leader hanno ricevuto il premio Nobel per la Pace. Alla cerimonia di premiazione l’ex segretario generale Kofi Annan ha detto che “stiamo entrando nel terzo millennio attraverso le porte di fuoco”. Purtroppo l’incendio non è stato spento del tutto. Già da diversi decenni assistiamo a un livello protratto e senza precedenti di turbolenza e imprevedibilità globali. Questo è un risultato logico del fatto che il nostro pianeta ha funzionato al di fuori del sistema e degli obblighi delineati nei principi universali del diritto internazionale e nella Carta delle Nazioni Unite. Oggi il mondo è governato da egoismo economico, ambizioni politiche, ricatti, abitudini imperiali, crisi, conflitti e caos orchestrato. I continui tentativi di alcuni Paesi di imporre modelli artificiali di sviluppo sociale ed economico agli Stati sovrani, la barbara politica di sanzioni contro i governi indesiderati, il terrorismo economico e il ritorno del mondo agli elementi del conflitto tra blocchi: tutto questo ha ben poco in comune con l’ordine mondiale giusto e armonioso che tutti noi ci sforziamo di costruire da diversi decenni. Questo è un chiaro segno di un desiderio ossessivo e anormale di alimentare i punti di conflitto in tutto il mondo. La palese ingerenza degli attori politici – autoproclamati oracoli – negli affari interni di altri Stati sovrani è diventata una norma nella convivenza internazionale delle nazioni. La tendenza negativa nella sicurezza globale è cresciuta costantemente anche attraverso guerre ibride, uso dannoso e criminale delle moderne tecnologie dell’informazione, che alimentano l’estremismo e il terrorismo, nonché le fake news. Oggi con l’aiuto di congegni elettronici si può minare la pace e l’armonia interne in qualsiasi Stato e anche rimuovere la sua leadership dal potere. Inoltre, da più di un anno e mezzo, il mondo è tenuto in ostaggio dalla pandemia di Covid-19. Questa ha causato la morte di milioni di persone, ha portato a perdite sociali ed economiche irreversibili ed ha messo in luce molti processi globali negativi. Sosteniamo pienamente il processo in corso di rafforzamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in risposta alle emergenze sanitarie. Allo stesso tempo, rileviamo l’assoluta importanza di prevenire la politicizzazione di questo argomento, compreso lo studio delle cause dell’origine del coronavirus. Negli ultimi anni, la Bielorussia ha costantemente focalizzato l’attenzione della comunità mondiale sulla necessità di un nuovo dialogo globale sulla sicurezza. Tale questione non solo è matura, è già fin troppo matura! Questo formato di comunicazione è progettato per risolvere la questione principale: creare un nuovo ordine internazionale efficace e veramente equo. Chiediamo alle grandi potenze di avviare un tale dialogo, di rendersi conto della loro responsabilità per il destino del pianeta e di compiere la missione di civiltà loro affidata. È importante pensare anche alla...
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I recenti sospetti della Polonia circa le ragioni strategiche statunitensi e tedesche che hanno spinto gli Stati Uniti ad abbandonare gran parte delle sanzioni contro il Nord Stream II in seguito al vertice Biden-Putin del mese scorso, oltre al sostegno berlinese al rinvigorito tentativo dell’ex primo ministro Tusk di spodestare il partito di governo polacco, pone lo Stato-guida dell’Europa centro-orientale in una posizione di svantaggio, ma inaspettatamente offre anche l’opportunità di negoziare un informale “patto di non aggressione” con la Russia, che permetterebbe a Varsavia di ricalibrare la sua attenzione alla lotta alla minacce poste alla sua sovranità da coloro che sulla carta sarebbero i suoi alleati. Quadro d’insieme La Polonia si è trovata in una situazione imbarazzante in seguito alle recenti mosse dei suoi “alleati” statunitensi e tedeschi. L’abbandono da parte degli Stati Uniti di gran parte delle sanzioni contro il Nord Stream II, il vertice Biden-Putin del mese scorso e il sostegno berlinese al rinvigorito tentativo dell’ex primo ministro Tusk di spodestare il partito di governo del Paese polacco hanno generato molti sospetti circa le motivazioni strategiche dietro queste azioni. Ciò mette inoltre il più grande Paese dell’Europa centro-orientale in una posizione di svantaggio dato che esso aveva irresponsabilmente delineato la propria politica estera nell’aspettativa che l’ex Presidente degli Stati Uniti Trump rivincesse le elezioni e continuasse a modellare la geopolitica europea avvicinandosi agli interessi polacchi.In poche parole, la Polonia crede che gli Stati Uniti l’abbiano pugnalata alle spalle stringendo un accordo con la Russia sul Nord Stream II a spese polacche. Inoltre, la Polonia è preoccupata che ciò possa incoraggiare la Germania a proseguire la campagna regionale di rivoluzioni colorate, di sostegno alle forze di opposizione liberal-globaliste contro i governi conservatori-nazionalisti dell’Europa centro-orientale, cosa che sembra stia precisamente avvenendo di nuovo in Polonia con il sostegno a Tusk e, in Ungheria, con il sostegno al movimento anti-cinese. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti e la Germania continuano a manipolare magistralmente il “nazionalismo negativo” della Polonia nei confronti della Russia, al fine di convincere la classe dirigente polacca che la Russia rappresenti una minaccia militare nonostante l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica vanifichi nei fatti tale pericolo. La mentalità d’assedio polacca Sotto pressione da ogni dove, nonostante quella russa sia il prodotto artificioso della campagna di guerra d’informazione capitanata da Stati Uniti e Germania al fine di togliere l’attenzione dal loro congiunto tentativo di cambiare regime a Varsavia, la storica “mentalità d’assedio” della classe dirigente polacca sta riaffiorando. Essa vede nemici ovunque, sia all’interno che all’esterno dei propri confini, e teme di poter perdere ancora una volta la propria sovranità. La più grande minaccia per la Polonia è però posta dagli Stati Uniti e dalla Germania, non dalla Russia, eppure la Polonia si è spinta ad agire come ponte occidentale in Bielorussia e Ucraina. La sua classe dirigente crede che sia nell’interesse nazionale polacco sostenere il movimento antigovernativo della Bielorussia e, in parallelo, rafforzare il governo della post-rivoluzione colorata ucraino nell’ottica di incorporare questi due Stati nella “Iniziativa dei...