La linea Budapest-Belgrado è la prima sezione della prevista ferrovia Budapest-Belgrado-Skopje-Atene, un progetto simbolo della cooperazione Cina-Europa centro-orientale che collegherà Ungheria, Serbia, Macedonia del Nord e il porto del Pireo, gestito dalla Cina.
Belgrado
Riprendono le processioni religiose e le compagnie aeree si scontrano. Dopo una relativa calma dovuta al lockdown post Coronavirus, torna ad essere “calda” la situazione in Montenegro, il Paese balcanico scosso negli scorsi mesi da imponenti manifestazioni popolari per la difesa della Chiesa ortodossa serba; l’autonomia di quest’ultima è stata infatti messa a repentaglio dall’approvazione della Legge sulla libertà religiosa e lo Statuto delle comunità religiose nel dicembre 2019. Solo pochi giorni fa il Governo di Podgorica ha deciso di distruggere l’Hotel del Monastero di San Basilio a Bliska Gora, presso Ulcinj ma lo scontro era stato riattivato già da alcune settimane, in seguito al fermo di polizia del Vescovo di Niksic. Il 12 maggio scorso Joakinije e otto sacerdoti venivano fermati dopo che una folla di fedeli si era assiepata nel famoso Monastero di San Basilio a Ostrog per la tradizionale processione, in violazione delle norme anti-epidemiche. Al fermo sono seguite proteste di piazza in varie città del Paese, sfociate in violenti scontri con poliziotti e manifestanti feriti e almeno cinquanta arresti. Il Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, non ha nascosto che questi incidenti si inseriscono nel tentativo dello Stato di appoggiare ufficialmente la Chiesa ortodossa montenegrina (a danno di quella serba), nonostante lo scarso seguito popolare che essa gode nel Paese. Il Metropolita della Chiesa ortodossa serba in Crna Gora, Amfilohije Radovic, ha per tutta risposta annunciato che le processioni contro l’esproprio dei “luoghi sacri” riprenderanno il prossimo 14 giugno, aggiungendo: “Il Governo mi può uccidere, ma che lasci la Chiesa e il popolo in pace”. La ripresa della contrapposizione tra le due parti comporta degli inevitabili strascichi geopolitici. Un paio di settimane fa, il direttore esecutivo di Montenegro Airlines, Vlastimir Ristić, ha rivelato che la sua compagnia aerea sta affrontando gravi difficoltà finanziarie. Parlando con l’emittente pubblica del Montenegro, RTCG, ha affermato che Montenegro Airlines potrebbe “non essere in grado di sopravvivere” al divieto che la Serbia ha imposto alla compagnia aerea il mese scorso. Il direttore esecutivo ha dichiarato che la compagnia aerea ha perso la sua “migliore rotta” a causa del blocco e che la sopravvivenza di Montenegro Airlines è inimmaginabile se continua a esserle impedito di volare in Serbia. Come riportato da “Simple Flying” a maggio ed approfondito da Jacov Fabinger l’8 giugno 2020, la Serbia ha vietato a Montenegro Airlines di volare all’aeroporto di Belgrado Nikola Tesla. Ciò ha fatto seguito ad uno scontro diplomatico tra le due nazioni sulle restrizioni di viaggio in atto a causa del COVID-19. Il Montenegro ha allentato le sue restrizioni a tutti i Paesi che hanno soddisfatto un rigido criterio epidemiologico: se una nazione ha meno di 25 casi attivi per 100.000 persone, i suoi cittadini possono entrare in Crna Gora. La Serbia non soddisfa questo criterio e quindi non è uno dei primi nove Paesi a cui il Montenegro aprirà i suoi confini. Per tutta risposta, la direzione serba per l’aviazione civile ha adottato quella che ha definito una misura “reciproca”, cioè ha vietato...
A Vicenza, sabato 26 gennaio 2019, alle ore 17.00 presso la Sala conferenze dei Chiostri di Santa Corona, Contrà Santa Corona 4, si terrà la conferenza dal titolo Kosovo, la nostra terra organizzata dal Consolato Onorario della Repubblica di Serbia per la Regione Veneto, in collaborazione con l’Unione dei Serbi in Italia e l’Istituto Studi delle Venezie. Nel corso dell’evento interverranno Loreta Baggio, Stefano Piloto, Stefano Vernole del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo e Francesco Lamendola.
Si è costituito recentemente Il Comitato promotore per la ridiscussione del riconoscimento italiano dell’entità denominata “Repubblica del Kosovo“. La dichiarazione indipendenza dalla Repubblica di Jugoslavia è stata il frutto di un’attacco militare NATO, senza l’approvazione dell’ONU e in aperta violazione del diritto internazionale come ribadito recentemente dal Ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov. Sotto la spinta della parte “occidentale” della Comunità internazionale, cioè gran parte dell’Unione Europea più gli Stati Uniti, il governo albanese di Pristina ha proclamato unilateralmente il 17 febbraio 2008 la sua indipendenza dal resto della Serbia. La regione del Kosovo – Metohija rappresenta il cuore della civiltà serba. In quella regione si svilupparono gli insediamenti primordiali del popolo serbo ed ivi sorsero, nei secoli XIII e XIV, quelle oasi di cultura e di spiritualità religioso-ortodossa che sono i monasteri, preziosi custodi delle scritture, delle pitture e della memoria storica del popolo serbo. Poiché la Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite adottata dal Consiglio di Sicurezza il 10 giugno 1999 riafferma l’impegno di tutti gli Stati membri per la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica Federale Jugoslava e degli altri Stati della regione, una sostanziale autonomia e una significativa auto-amministrazione per il Kosovo, il diritto per tutti i rifugiati e sfollati al rientro a casa in sicure, il Comitato promuove una petizione a cui seguirà una raccolta firme che verrà consegnata al Governo italiano, con l’obiettivo ultimo di rimuovere definitivamente il riconoscimento del Kosovo da parte italiana avvenuto il 20 febbraio 2008 durante un Consiglio dei Ministri dell’allora Governo Prodi e con una lettera inviata a Pristina dall’ex Ministro degli Esteri D’Alema, senza alcun preventivo dibattito parlamentare e senza alcun coinvolgimento delle forze politiche né di maggioranza né di opposizione. Al comitato promotore hanno aderito diverse personalità del mondo accademico, diplomatico e giornalistico tra i quali Prof. Stefano Pilotto (Università di Trieste) – Dr. Stefano Vernole (Giornalista) – Dr.ssa Marilina Veca (Giornalista) – Dr.ssa Loreta Baggio (Console Onorario della Repubblica di Serbia per il Veneto) – Dr. Federico Roberti (Blogger “byebyeunclesam”) –Andrea Turi (Saggista) – Prof. Alessandro Di Meo (Università di Roma) – Dott. Leandro Chiarelli (Console Onorario della Repubblica di Serbia – Firenze) Vi chiediamo cortesemente di diffondere attraverso il sito web del vostro quotidiano la petizione e, se possibile, anche il collegamento alla nostra pagina. In allegato invio il testo della petizione e il modulo raccolta firme, scaricabile anche dal nostro blog. E’ inoltre possibile firmare on-line attraverso il sito change.org https://comitatonokosovoindipendente.home.blog FB: https://www.facebook.com/CPRRKI/ Email Comitatopromotorekosovo@gmail.com Petizione On-line: https://www.change.org/p/comitato-promotore-per-la-ridiscussione-del-riconoscimento-del-kosovo-indipendente-ridiscussione-del-riconoscimento-italiano-del-kosovo-indipendente?recruiter=915729917&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition&utm_term=share_petition Modulo Raccolta Firme eetizione