Durante la visita del Segretario Generale Tô Lâm a Baku, Việt Nam e Azerbaigian hanno istituito un Partenariato Strategico. Il leader vietnamita e il Presidente Ilham Aliyev hanno siglato accordi in energia, difesa, infrastrutture, commercio, tecnologia e cultura, gettando nuove solide basi comuni.
azerbaigian
I due Paesi hanno concordato di rafforzare la cooperazione globale in un contesto internazionale complesso.
L’Azerbaigian moderno ha riconquistato la sua indipendenza nel 1991, a pochi mesi dal collasso dell’URSS. I primi anni dell’indipendenza sono stati segnati dalla prima guerra del Karabakh, con l’occupazione per quasi trent’anni di circa il 20% dei territori azerbaigiani da parte delle forze armate armene, un milione di rifugiati dall’attuale Armenia e profughi interni dal Karabakh.
Il presidente azero Ilham Aliyev ha approvato un accordo intergovernativo con la Russia sullo sviluppo del transito merci attraverso il corridoio di trasporto internazionale Nord-Sud (INTSC).
Negli ultimi tempi, l’Azerbaigian ha attirato l’attenzione internazionale per eventi di grande rilevanza, tra cui l’incontro tra il presidente Ilham Aliyev e il russo Vladimir Putin, l’invito a partecipare al vertice BRICS+, le recenti elezioni legislative e le trattative per l’accordo di pace con l’Armenia.
Come principale partner della Russia nel Caucaso meridionale, l'Azerbaigian, insieme all'Uzbekistan, è essenzialmente un leader della "seconda orbita" dell'integrazione post-sovietica (in quanto membro della zona di libero scambio della CSI nella fascia di confine della Russia).
“Il contesto” un format di Giacomo Gabellini Oggi parliamo di Nagorno-Karabakh, o meglio, della centralità che questa tormentata regione montagnosa riveste rispetto al trentennale conflitto tra Armenia ed Azerbaijan. Una centralità che, con la guerra da poco conclusa, ha drammaticamente riportato il Nagorno-Karabakh alla ribalta internazionale. Parliamo di tutto questo con Federico De Renzi, turcologo, arabista, saggista e collaboratore di numerose testate, responsabile area Turan del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
Tradotto da Guido Benni da https://ru.oxu.az/politics/575819 Il 22 febbraio a Mosca, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliev e il presidente della Russia Vladimir Putin hanno firmato una Dichiarazione sulla cooperazione alleata tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Federazione Russa. Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica dell’Azerbaigian ha presentato il testo del documento. Dichiarazione sulla cooperazione alleata tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Federazione Russa Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e il Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliev, avendo considerato in modo esauriente lo stato e le prospettive per lo sviluppo delle relazioni russo-azerbaigiane, basandosi sulle tradizioni storiche di amicizia e buon vicinato, profondi legami culturali e umanitari tra Russia e Azerbaigian e i popoli dei due paesi, basato sul Trattato di amicizia, cooperazione e sicurezza reciproca tra la Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaigian del 3 luglio 1997, la Dichiarazione di amicizia e partenariato strategico tra la Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaigian del 3 luglio 2008 e la Dichiarazione Congiunta del Presidente della Federazione Russa V.V. Putin e del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian I.G. Aliev del 1° settembre 2018, sforzandosi di elevare le relazioni bilaterali a un livello qualitativamente nuovo e da alleati, che soddisfi pienamente gli interessi dei popoli della Federazione Russa e della Repubblica dell’Azerbaigian, contribuisca a garantire e rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali e internazionali, riconoscendo l’importanza del ravvicinamento dei due paesi negli ambiti politico, economico, della difesa, culturale, umanitario, educativo, sociale, nonché nel campo della sanità, della cooperazione giovanile e dello sport, esprimendo un impegno incrollabile ad ampliare la cooperazione globale e paritaria tra i due paesi, basata sui principi del rispetto e della fiducia reciproci, spinti dal desiderio di sviluppare la cooperazione su questioni di reciproco interesse nelle organizzazioni internazionali e regionali, i cui membri sono la Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaigian, tenendo conto dell’interesse delle Parti nello sviluppo di processi di integrazione nello spazio della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) e del ruolo chiave della Federazione Russa negli sforzi pertinenti, seguendo gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite (ONU), dell’Atto finale di Helsinki e di altri documenti di consenso dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), i principi e le norme generalmente riconosciuti del diritto internazionale, notando l’importanza di costruire un mondo multipolare basato sul diritto internazionale e il ruolo centrale delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, dichiarare quanto segue: 1. La Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaigian costruiscono le loro relazioni sulla base dell’interazione alleata, del rispetto dell’indipendenza reciproca, della sovranità statale, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità dei confini statali dei due paesi, nonché dell’adesione ai principi di non – interferenza reciproca negli affari interni, dell’uguaglianza e del mutuo vantaggio, della composizione pacifica delle controversie e sul mancato uso o minaccia della forza. 2. La Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaigian perseguono una politica estera indipendente volta a tutelare i propri interessi nazionali. 3. La Federazione Russa e la Repubblica dell’Azerbaigian cooperano per rafforzare la pace,...
articolo originale: http://www.asrie.org/asrie/2016/02/19/la-nuova-via-della-seta-potrebbe-aiutare-leconomia-dellazerbaigian/ onsiderata una delle economie emergenti nel panorama delle Repubbliche ex Sovietiche e nella regione euroasiatica, l’Azerbaigian sta attraversando un periodo di crisi economica dovuto principalmente al crollo dei prezzi del petrolio che è andato ad incidere su uno Stato che ha basato il suo recente sviluppo economico sulle esportazioni energetiche. Il periodo di crisi però, secondo quanto affermato recentemente dal Presidente Ilham Aliyev, sarà arginato nei prossimi 2-3 anni grazie ad un nuovo modello di sviluppo economico previsto dal Governo che incentrerà maggiormente i propri sforzi sul settore non petrolifero, in special modo agricoltura ed ITC. In aggiunta, il paese potrà giocare un ruolo di primo piano a livello logistico grazie alla sua posizione sul Caspio per quello che riguarda il progetto Silk Road Economic Belt il quale permetterà il collegamento con l’intera regione asiatica e con un buyer di primo livello come la Repubblica Popolare Cinese. La crisi economica e la svalutazione del manat Lo scorso anno per ben due volte il Governo di Baku si è visto costretto a svalutare la moneta nazionale, il manat: nel mese di febbraio le autorità azerbaigiane avevano dichiarato che la caduta del prezzo del petrolio era da considerarsi un primo allarme per l’economia nazionale la quale, però, conscia del proprio potenziale, aveva innescato da tempo un processo di diversificazione economico volto ad interessare i settori dell’agricoltura, dell’ITC, del turismo e dei servizi. Secondo quando dichiarato dal Governo, la diversificazione aveva dato ottimi esiti nel 2014 con il PIL nazionale generato per la maggior parte proprio dal settore non petrolifero riuscendo a mantenere il rating positivo della tripla B espresso dai più noti istituti internazionali. Le autorità azerbaigiane sottolineavano, inoltre, che la svalutazione del manat non si doveva considerare un segnale di allarme perché in realtà era stata una scelta sistematica del Governo con l’obiettivo di mantenere stabile l’economia ed i finanziamenti ai progetti sociali; in sintesi la reale riduzione delle spese aveva interessato alcuni settori considerati meno importanti e strategici per lo sviluppo del paese. Dichiarazioni in merito alla crisi petrolifera ed alla prima svalutazione della moneta nazionale erano pervenute direttamente dal Ministro delle Finanze Samir Sharifov il quale, durante il 48° incontro annuale del Consiglio dei Dirigenti della Banca di Sviluppo Asiatico avvenuto lo scorso 6 maggio 2015, aveva affermato che il paese necessitava di dotarsi di un nuovo modello ed approccio economico in modo da renderlo sicuro in caso di ulteriori shock nel mercato energetico. Sharifov aveva parlato di un “modello inclusivo” che avrebbe protetto maggiormente il paese e perseguito il progetto di diversificazione, promosso già da anni dal Presidente Ilham Aliyev, dando la priorità ad agricoltura, turismo ed IT. Nel giugno dello scorso anno l’Azerbaigian aveva ospitato i primi European Games nella capitale Baku e l’obiettivo del Governo era stato quello di mostrare al mondo ed ai media i progressi che il paese aveva ottenuto dal punto di vista economico e sociale e l’importanza per la sua posizione geografica che lo rendeva un hub logistico...
Agli inizi di ottobre Baku ha ospitato la conferenza Azerbaigian & Caspian Oil and Gas Week 2015 nella quale sono stati analizzati gli sviluppi del mercato petrolifero e del gas naturale della regione caspica e dell’Azerbaigian e nella quale sono stati presentati i progetti futuri del settore. Questa conferenza ha permesso di porre l’accento sul crescente e consolidato ruolo che lo Stato azerbaigiano sta avendo nel mercato energetico grazie ad una diretta partnership con l’Europa che ha individuato nell’Azerbaigian uno dei fornitori di gas naturale per diminuire la sua dipendenza dalla Russia. Abbiamo intervistato Elnur Soltanov, Rettore della Scuola degli Affari Internazionali e Pubblici della ADA University di Baku e Direttore del Caspian Center for Energy and Environment, con l’intento di avere una panoramica del settore energetico azerbaigiano e comprendere gli assetti e le dinamiche regionali. Guardando all’Azerbaigian ed al ruolo che ha assunto e sta assumendo sempre di più nel mercato energetico, e pensando anche alla partnership che si sta creando con l’Unione Europea per quanto riguarda la fornitura di gas naturale, crede che possa esistere una reale competizione tra Baku e Mosca in questo settore? “Le relazioni tra i due paesi sono ottime e proseguono nelle direzione del rafforzamento e dell’implementazione in diversi settori. Se tralasciamo gli aspetti relativi alla diplomazia internazionale ed alla sicurezza che vedono coinvolta la Russia al fianco dell’Armenia, paese con il quale l’Azerbaigian è in conflitto per la regione del Nagorno-Karabakh, e concentriamo la nostra attenzione soltanto sul settore del petrolio e del gas naturale, posso affermare che i nostri rapporti sono ottimi e non esiste una vera sfida tra i due paesi. Infatti i nostri progetti principali, il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) ed il Trans Adriatic Pipeline (TAP), non hanno ricevuto una opposizione diretta ed ufficiale da parte del Cremlino e nessuno dei rappresentanti del Governo di Mosca credo abbia mai affermato che questi progetti siano inaccettabili. Inoltre analizzando le nostre rotte di esportazione del gas è possibile vedere come queste non “minacciano” direttamente la Russia, perché prendono in esame delle aree geografiche dove l’interesse russo non è reale ed attivo, mentre escludono ad esempio la zona dell’Europa centrale dove attualmente la Gazprom opera. Se poi volessimo prendere in esame anche la possibilità dell’esportazione del gas turkmeno in Europa attraverso le rotte dell’Azerbaigian, anche questo caso secondo la mia opinione non può essere visto come una vera minaccia per la Russia e per la sua presenza nel mercato energetico europeo. In conclusione posso dire che, a mio parere, le relazioni azero-russe sono ottime anche nel settore energetico e che l’idea di una sfida oppure di un Azerbaigian antagonista della Russia mi sembra non plausibile e reale”. Se parliamo del progetto Turkish Stream che il Cremlino sta cercando di promuovere e realizzare, come potrebbe questo gasdotto influenzare le esportazioni dell’Azerbaigian ponendolo in relazione al diretto legame che lega Baku ad Ankara attualmente grazie al TANAP? “Credo che il Turkish Stream sia un progetto ideato dalla Russia che inizialmente dovrebbe trasportare 63 milioni...