12 Settembre 2026

asrie

Il report dal titolo “La diplomazia del nucleare russo nello spazio post-sovietico” è la prima ricerca del progetto congiunto che il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo ha avviato insieme ad ASRIE Analytica, SpecialEurasia e Opinio Juris. Pubblicato il primo report dal titolo “La diplomazia del nucleare russo nello spazio post-Sovietico” facente parte del progetto “Geopolitics of Nuclear Energy in Eurasia” avviato da SpecialEurasia in partnership con ASRIE Analytica, il CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo e Opinio Juris – Law & Politics Review. Autore: Mattia Baldoni Abstract Il settore dell’energia nucleare sta diventando sempre più importante per la Russia, sia sul piano domestico che internazionale. Da un lato, il Cremlino sostiene fermamente ricerca e sviluppo in questo ambito, puntando a rinnovare la propria flotta di reattori e a implementare nuove tecnologie. Le strategie energetiche nazionali sul medio termine e le politiche climatiche di Mosca pongono l’accetto sul contributo essenziale che l’atomo può dare nel raggiungimento di obiettivi ambiziosi e particolarmente complessi per un Paese fortemente dipendente dal mercato degli idrocarburi. Dall’altro lato, il nucleare si conferma uno strumento di influenza internazionale, capace di attirare fondi e investimenti per nuove infrastrutture e progetti di ricerca e sviluppo in tutto il mondo. In questa dinamica, la compagnia statale russa Rosatom si fa alfiere della tecnologia nucleare russa nel mondo, sostenendo una politica aziendale decisamente espansiva e supportata a sua volta dal Cremlino. Come in molti altri settori, anche nel nucleare l’Eurasia va a costituire uno spazio privilegiato per gli interessi strategici di Mosca. L’industria nucleare russa predomina tecnologicamente e finanziariamente in molti stati post-sovietici che, eccetto alcune eccezioni, accolgono di buon grado investimenti e progetti che collimino con i propri piani di sviluppo, spesso includenti l’atomo come fonte di energia utile a stabilizzare le forniture e a garantire una maggiore sicurezza energetica nazionale. Contratti a lungo termine, finanziamenti ed export di know-how e competenze diventano così strumenti di soft power che consentono al Cremlino di rafforzare legami già esistenti in Eurasia, o crearne di nuovi nel resto del mondo.
Webinar-Geopolitica-e-conflitti-Caucaso-768x432
SpecialEurasia  organizza un webinar dal titolo “Geopolitica e conflitti nel Caucaso: sfide attuali e sviluppi futuri” il cui obiettivo è quello di analizzare l’attuale situazione della regione caucasica focalizzando l’attenzione sulle problematiche e le opportunità che questa area di primaria importanza strategica offre. Il giorno giovedì 27 gennaio 2022 alle ore 19.00 SpecialEurasia in collaborazione con Notizie Geopolitiche,  il CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo e Opinio Juris organizza il webinar “Geopolitica e conflitti nel Caucaso: sfide attuali e sviluppi futuri” in cui verrà presa in esame l’interità della regione caucasica focalizzando l’attenzione sui conflitti che la caretterizzano, sugli interessi geopolitici di attori regionali e internazionali così come sulle opportunità economiche e di investimento per l’Italia. Webinar “Geopolitica e conflitti nel Caucaso: sfide attuali” (specialeurasia.com) Riscoperto a livello internazionale dopo la caduta dell’Unione Sovietica avvenuta nel 1991, la regione del Caucaso rappresenta il ‘ponte’ naturale tra l’Europa e l’Asia e la ‘frontiera’ tra il mondo cristiano e quello musulmano che si caratterizza come un’area di primaria importanza dal punto di vista strategico, economico e socio-culturale. Affacciata sul Mar Nero e sul Mar Caspio, via di attraversamento che permette l’accesso verso il mercato europeo oppure asiatico, il Caucaso a seguito della caduta dell’Unione Sovietica ha visto la nascita di entità statali autonome ed indipendenti la cui storia è stata spesso segnata da conflitti interni o con gli stati vicini. Recentemente la regione ha richiamato un forte interesse internazionale, in special modo a seguito del Conflitto del Nagorno-Karabakh del 2020 che ha visto l’Azerbaigian riuscire a riconquistare una parte significativa del territorio perso durante la guerra del 1992-1994 . Tale conflitto ha avuto ovviamente un effetto positivo sul Governo di Baku grazie ad una vittoria contro l’Armenia che subito dopo è stata investita da una crisi politica interna e da forte dissenso tra il Primo Ministro Nikol Pashinyan, l’opposizione e la popolazione della Repubblica del Nagorno-Karabakh (Artsakh in armeno) (L’Armenia dopo le elezioni parlamentari). Il conflitto ha decretato un nuovo assetto geopolitico regionale con l’asse turco-azerbaigiano in ascesa e la Russia impegnata a mantenere l’equilibrio nel suo blizhnee zarubezhe (vicino estero) riuscendo così a dispiegare i propri soldati in attività di peacekeeping anche al confine armeno-azerbaigiano. Anche l’Iran, da sempre attore coinvolto nelle dinamiche caucasiche, ha subito gli effetti della guerra raggiungendo un livello di tensione con l’Azerbaigian (che sembrerebbe essersi ultimamente attenuato) in un terreno di ‘scontro’ rappresentato dalla fitta rete di trasporti e comunicazione che il Caucaso possiede (Azerbaijan-Iran crisis and Tehran-Yerevan’s new transit route). Parlando sempre di Caucaso meridionale è doveroso citare la Georgia orientata verso l’asse Washington-Bruxelles in un periodo storico caratterizzato da problemi economici e politici interni e dalla continua crisi con la Russia per quel che riguarda le repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud (Sogno Georgiano vince le elezioni amministrative tra polemiche e agitazione; South Ossetia and Abkhazia cooperation and the geopolitics of the Caucasus) . In questa desamina non si può escludere il Caucaso del Nord, regione che fa parte della Federazione Russa e che fin dalla caduta dell’Unione Sovietica è stata caratterizzata da conflitti interetnici, movimenti etnonazionalisti come quello dei ceceni che...
Webinar sicurezza e terrorismo Eurasia
SpecialEurasia  organizza un webinar dal titolo “Sicurezza e minaccia terroristica nello scacchiere geopolitico euroasiatico” il cui obiettivo è quello di analizzare il problema del terrorismo e della propaganda jihadista in una regione strategicamente importante come quella euroasiatica. Il giorno giovedì 16 dicembre 2021 alle ore 19.00 SpecialEurasia in collaborazione con il CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo e Opinio Juris organizza il webinar “Sicurezza e minaccia terroristica nello scacchiere geopolitico euroasiatico” in cui esperti di geopolitica dell’Eurasia e del fenomeno del terrorismo e propaganda jihadista analizzeranno gli attuali trend della sicurezza nella regione euroasiatica. Con il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan e l’affermazione dei talebani alla guida del paese si sono acutizzati i problemi inerenti la sicurezza e il terrorismo nella regione euroasiatica (The new geopolitical game of Afghanistan), fattori che minano la stabilità e progetti economici quali la Belt and Road Initiative (BRI), conosciuta come Nuova Via della Seta, lanciata da Pechino, la strategia economica di Mosca rappresentata dall’Unione Economica Euroasiatica (EAEU), ma anche le politiche dell’Unione Europea e degli Stati Uniti nella regione. Gli attentati dello Stato Islamico Khorasan (IS-K) in Afghanistan ai danni della popolazione civile e del nuovo Governo dei Talebani pongono in forte dubbio la stabilità non solo del territorio afghano, ma dell’intera regione euroasiatica (in primis dell’Asia Centrale), considerando che diverse organizzazioni terroristiche potrebbero utilizzare il vuoto di potere che si sta registrando nello Stato afghano per trasformarlo in un ‘paradiso del terrorismo e della criminalità’ e da qui lanciare attacchi (Dilemma of Central Asian Jihadists between IS-K and Taliban). Per comprendere al meglio lo scacchiere geopolitico euroasiatico e la minaccia del terrorismo e della propaganda jihadista nella regione SpecialEurasia in collaborazione con i propri partner CeSEM e Opinio Juris ha deciso di organizzare un webinar  in modo da avviare un dialogo e analisi volta a comprendere gli attuali trend, le sfide future e i possibili sviluppi in Eurasia. Maggiori Informazioni sul Webinar “Sicurezza e minaccia terroristica nello scacchiere geopolitico euroasiatico” – SpecialEurasia
H.E. Amb Zekriya
A cura di Silvia Boltuc Articolo in media partnership con ASRIE Analytica Da quando gli Stati Uniti hanno firmato l’accordo di pace di Doha con i talebani sono state redatte numerose analisi e report sul futuro dell’Afghanistan. Ora, con l’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden del ritiro completo delle truppe NATO e statunitensi dal paese (processo che avrà inizio il 1° maggio 2021 e terminerà entro l’11 settembre 2021, giorno del ventesimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle), il futuro dell’Afghanistan e dell’Asia Centrale dipende dalla cooperazione regionale e da progetti energetici e di connessione come il gasdotto Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India (TAPI). Per anni il mondo delle relazioni internazionali si è diviso fra sostenitori e detrattori del progetto TAPI, ma l’avvio dei colloqui tra il Turkmenistan ed i talebani ha rinsaldato la volontà delle parti coinvolte a procedere con la realizzazione dell’opera, riportando l’attenzione internazionale sulla questione (http://www.asrie.org/2021/02/gasdotto-tapi-tra-speranze-future-e-interessi-geopolitici/). Molti osservatori e media internazionali hanno spesso sottolineato che il futuro del TAPI dipende dalla sicurezza e dalla stabilità dell’Afghanistan, oltre alle modalità con cui gli stati coinvolti intendono gestire e controllare il gasdotto e garantirne l’operatività. Abbiamo incontrato S.E. Khaled Ahmad Zekriya, Ambasciatore dell’Afghanistan in Italia, per discutere del futuro del TAPI e delle implicazioni del ritiro delle truppe statunitensi e NATO dal paese. Qual è il punto di vista di Kabul sulla situazione dell’Afghanistan dopo il completo ritiro delle truppe della NATO dal paese? “Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato il ritiro completo delle forze militari statunitensi dall’Afghanistan così come anche altri membri della NATO sotto la Resolute Support Mission (RSM) ed il governo della Repubblica Islamica dell’Afghanistan rispetta pienamente la loro decisione. Siamo grati per la loro assistenza e cooperazione politica, economica e militare. Inoltre, rendiamo omaggio ai sacrifici compiuti dalla comunità internazionale nella lotta al terrorismo transnazionale e alla relativa eliminazione delle minacce comuni negli ultimi 20 anni in Afghanistan. Con il completo ritiro delle truppe statunitensi e NATO dall’Afghanistan, in virtù dei nostri accordi di partenariato strategico bilaterale con gli Stati Uniti (SPA e BSA) e dello Status of Force Agreement (SoFA) con la NATO, un nuovo capitolo nella cooperazione economica, di sicurezza e politica tra l’Afghanistan e la comunità internazionale avrà inizio. In effetti, l’annuncio del ritiro da parte dei nostri alleati degli Stati Uniti e della NATO è arrivato con la promessa di un continuo sostegno, cooperazione e assistenza al nostro paese. Negli ultimi giorni, ulteriori assicurazioni fornite dal presidente degli Stati Uniti, dal segretario di Stato americano e da altri funzionari statunitensi e NATO, nonché dai leader mondiali, sono indicativi del continuo sostegno al paese. Mi lasci essere molto chiaro, il ritiro delle forze statunitensi e della NATO dall’Afghanistan non significa una vittoria per i talebani, piuttosto è un nuovo capitolo per superare la transizione e raggiungere l’autosufficienza. Negli ultimi 20 anni l’ordine intellettuale e culturale della società è cambiato drasticamente considerando che il nostro paese ha una generazione giovane e istruita che non è compatibile con i pensieri pietrificati, arretrati...
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Stiamo cercando contributi per Geopolitical Report Vol. 2/2021 dal titolo “Geopolitica dell’Arabia Saudita: politica estera, mercato energetico e Vision 2030 ″, una pubblicazione che focalizzerà l’attenzione sull’Arabia Saudita approfondendo la conoscenza della sua politica estera e interna, strategia socioeconomica, background culturale e religioso. ASRIE Analytica in collaborazione con CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo invita analisti, accademici di qualsiasi livello educativo e professionale (MA, PhD, Post-Doc e oltre), giornalisti ed esperti di diversi settori sono invitati a presentare relazioni sull’Arabia Saudita includendo ma non limitato a: Geopolitica dell’Arabia Saudita Saudi Vision 2030 e diversificazione economica Arabia Saudita, wahhabismo e rapporti con il resto del mondo musulmano Arabia Saudita e mercato energetico Riyad e la guerra al terrorismo Relazioni saudite con Stati Uniti, Russia, Cina ed Europa L’iniziativa cinese Belt and Road e le sue implicazioni per l’Arabia Saudita Arabia Saudita e media internazionali Contatta la nostra organizzazione indicando l’argomento del tuo paper e invia il tuo contributo a info@asrie.org. Scadenza: 28 febbraio 2021 Si prega di rispettare le seguenti linee guida e il formato del testo riportato dalla nostra organizzazione. Queste sono le linee guida generali del documento che dovresti inviarci. Ogni carta dovrebbe avere: Un titolo, nome dell’autore / i, una breve biografia in italiano e inglese dell’autore / i e delle possibili affiliazioni, abstract in inglese e italiano (200/300 parole), 5-6 parole chiave in inglese e italiano. Testo in inglese o italiano (secondo la volontà dell’autore). Riferimenti APA Style nelle note a piè di pagina. Formato Times New Roman 14, giustifica il rientro della prima riga 0,6, interlinea 1,5, 3.000-5.000 parole. Titolo: Times New Roman 12 in grassetto, Titoli dei paragrafi: Times New Roman 12 in grassetto e corsivo Note a piè di pagina Times New Roman 10, giustificare, solo per citazioni e dati essenziali. Riferimenti bibliografici (Stile citazione APA) – Note a piè di pagina. Si prega di seguire le istruzioni di seguito. LIBRO: Autore (Anno di pubblicazione) Titolo dell’opera . Editore Città, Stato: Editore. GIORNALE ACCADEMICO: Autore (Anno di pubblicazione) Titolo dell’opera. Nome della rivista accademica, numero e volume , pp. GIORNALE: Autore (Anno,) Titolo articolo. Titolo della rivista , pp. ARTICOLO ONLINE: Autore (Anno di pubblicazione) Titolo dell’articolo.  Sito web. Link (dati di accesso).
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The Association of Studies, Research and Internationalization in Eurasia and Africa published in partnership with CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo the fourth volume of Geopolitical Report titled “Russia-EU Confrontation/Collaboration and Future Challenges”  which aims at analyzing the recent events which have characterised the relations between Moscow and Brussels and evaluating possible future developments and challenges. Russia and the European Union, friends or enemies, partners or competitors. This is the eternal dilemma that has concerned/affected the relations between Brussels and Moscow since the collapse of the Soviet Union. After the Ukrainian Crisis, the situation became worse and nowadays the distance between the two parts seems unbridgeable although the road of contrast finds its root earlier and involves the energy market and the EU Eastern Partnership. In his paper Stefano Vernole aimed at understanding whether the European Union and Russian can ever be political and economic partners. The recent confrontation between Brussels and Moscow due to the Ukrainian Crisis might create favourable conditions for the United States and China which have interests in dividing Europe and Russia and improve their presence on the European and Russian markets and domestic policies. Antimo Altomare focused the attention on the Ukrainian crisis and the European sanctions against the Russian Federation. According to the author, Brussels and Moscow need to dialogue and change this situation of distrust and conflict because the two parts are economically and politically connected. Furthermore, even though the European sanctions are a clear answer of political identity, their effect is hardly visible. Alessandro C. Mauceri highlighted the fact that the European Union and the Russian Federation might be the world’s largest economic and political centre together if they can overcome the current crisis. The author emphasized the significant role played by the energy market in Brussels – Moscow relations: indeed, Russia and the European Union are interdependent in energy import-export and transport. Mattia Baldoni and Marco Limburgo confronted the Russian and European strategy over de facto states such as Abkhazia, South Ossetia, Transnistria, Nagorno-Karabakh, Kosovo, Lugansk and Donetsk republics. On the one hand, EU statements about territorial integrity and people freedom strive for further, but on long-term, enlargement process, through neighbourhood policies and cooperation. On the other hand, Russia tries to defend leavings of post-Soviet ties, mixing hard and soft power, threatening the stability of already weak European borders, thanks to the management of most of these little cores of instability. Regarding de facto states, Emanuel Pietrobon investigated Moldova case and the geopolitical battle for hegemony over the country. In his research, the author analysed the cases of Transnistria and Gagauzia which directly involve the Russian Federation and Turkey and transform Moldova in a geopolitical battlefront where the West (Brussels and Washington) is confronting Moscow and Ankara. Laura Moreno Rincón studied the European – Russia relations in the framework of strategic communication trying to understand if the Kremlin is really supporting Right Nationalists in Europe. Also, the author tried to point out which are possible Russian proposes and advantages in politics, economy and technology belonging to the Kremlin’s support of Right Nationalists....
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L’Associazione Studi, Ricerca e Internazionalizzazione in Eurasia e Africa (Asrie) ha lanciato il suo Call For Paper per il vol. 1/2019 di Geopolitical Report dal titolo Belt and Road Initiative: security issues, investment opportunities and geopolitics. http://www.asrie.org/2018/12/call-for-papers-geopolitical-report-vol-1-2019-belt-and-road-initiative-security-issues-investment-opportunities-and-geopolitics/ We are looking for contributions for Geopolitical Report Vol. 1/2019 “Belt and Road Initiative: security issues, investment opportunities and geopolitics”, a publication which will focus the attention on the current political, economic, socio-cultural dynamics and future challenges of the Belt and Road Initiative. Academics of any educational and professional level (MA, PhD, Post-Doc and beyond), journalists, analysts and experts from different sectors are invited to submit papers on any aspect of historical, political, economic, security and cultural dynamics of the Belt and Road Initiative including but not limited to: International relations between China and the countries interested in the Belt and Road Initiative Terrorism and security problems as a threat to the success of the Belt and Road Initiative Developments in the regional energy market Ethnic minorities and ethnic conflicts The “New Great Game” and the Belt and Road Initiative Italy, China and the New Silk Road Investment opportunities and economic problems of the Belt and Road Initiative Contact our organisation indicating the topic of your paper and send your contribution to info@asrie.org by 28 February 2019. Please, respect the following guidelines and the format of the text reported by our organisation. These are the general guidelines of the document you should send us. Each paper should have: A Title, author(s), a brief biography in Italian and/or English of the author and possible affiliations, abstract in English and/or Italian (200/300 words), 5-6 keywords. Text in English OR Italian (according to the author’s will). References APA Style. FORMAT Times New Roman 14, justify first line indent 0.6, line spacing 1.5, 3,000-5,000 words. Title: Times New Roman 14 bold, Paragraphs’ titles: Times New Roman 14 bold and italic FOOTNOTES Times New Roman 10, justify, only for quotes and essential data. BIBLIOGRAPHIC REFERENCES (APA Citation Style) – At the end of each essay. Please follow the instructions below. BOOK: Author, A.A.. (Year of Publication). Title of work. Publisher City, State: Publisher. NEWSPAPER: Author, A.A.. (Year, Month Date of Publication). Article title. Magazine Title, pp. JOURNAL ARTICLE: Author, A.A.. (Publication Year). Article title. Periodical Title, Volume(Issue), pp.-pp. WEBSITE: Author, A.A.. (Year, Month Date of Publication). Article title. Retrieved from URL. (accessed: dd/mm/yyyy)
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L’Associazione di Studio, Ricerca e Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa (ASRIE), in collaborazione con il Centro Studi Eurasia – Mediterraneo (CeSEM) e il patrocinio dell’Associazione culturale Russia Emilia Romagna, organizza la Conferenza dal titolo “Italia – Russia: comunicazione economica e strategica” che si svolgerà il giorno mercoledì 3 ottobre 2018 a Bologna. L’evento avrà luogo alle ore 18 presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito (Palazzo Grassi) sito in Via Marsala 12 a Bologna e vedrà la partecipazione del Professor Evgeny N. Pashentsev dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa e dell’Avv. Antonio De Capoa dello Studio legale de Capoa e Associati. Obiettivo di questo incontro sarà quello di analizzare le opportunità di investimento e business tra Italia e Federazione Russa e il modo in cui la comunicazione strategica può influenzare e anche favorire gli scambi economici e commerciali.
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Uscito il Geopolitical Review pubblicato dall’Association of Studies, Research and Internationalization in Eurasia and Africa (Asrie), partner del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo. Nel numero 3 del 2018 dedicato alla geopolitica dell’Eurasia e dal titolo GEOPOLITICS OF EURASIA International relations, security issues and economic projects potrete leggere anche i contributi dei nostri collaboratori dr. Giuliano Bifolchi, dr. Amedeo Maddaluno e Prof. Clemente Herrero. LEGGI Geopolitical-report-volume-3_2018_geopolitics-of-eurasia
seminario-lomonosov-3
Ricercatori, professori ed esperti russi e stranieri si sono riuniti il 26 aprile 2018 presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Statale di Mosca Lomonosov per discutere e analizzare le sfide e le opportunità esistenti nelle relazioni tra Unione Europea e Federazione Russa esaminandole dal punto di vista della comunicazione strategica. L’occasione per tale incontro e discussione è stato il Seminario Internazionale “EU – Russia: challenges and opportunities for mutually beneficial strategic communication” organizzato presso l’università russa con il supporto del Centro Internazionale per gli Studi Politici e Sociali e Consulenza (ICSPSC) di Mosca, dell’Associazione di Studio, Ricerca e Internazionalizzazione in Eurasia ed Africa (ASRIE) di Roma, e dell’European-Russian Communication Management Network (EU-RU-CM Network) di Mosca. Il seminario è stato moderato da Evgeny Pashentsev (Accademia Diplomatica di Moscae ICSPSC) e da Anna Kostikova (Università Statale di Mosca Lomonosov) e ha visto la partecipazione e gli interventi di Giuliano Bifolchi (Università Tor Vergata Roma e ASRIE), Victor Bulmer – Thomas (Chatham House), Rolf Clauberg (InterKulturForum GmbH), Evgeny Pashentsev (Accademia Diplomatica di Mosca e ICSPSC), Marija Djoric (Università di Belgrado), Marco Ricceri (EURISPES), Marius Vacarelu (Scuola Nazionale di Scienze Politiche e Pubblica Amministrazione di Bucarest), Greg Simons (Università di Uppsala), ed Erik Vlaeminck (Università di Edinburgo). Tale evento rientra in un progetto maggiore che mira a favorire il dialogo a livello scientifico e accademico tra esperti russi e stranieri i quali, avendo una provenienza geografica e un retaggio storico e culturale differente, hanno le capacità di poter analizzare l’immagine della Russia e dell’Unione Europea dal punto di vista multidimensionale focalizzando l’attenzione sull’utilizzo dei media e dei diversi canali di comunicazione. Infatti, partendo dal concetto che la comunicazione strategica in politica e nelle relazioni internazionali ha un ruolo di primo piano in grado di influenzare dinamiche interne e estere di un paese, il seminario internazionale, e la serie di eventi che negli ultimi anni sono stati organizzati da diverse istituzioni e centri studio russi in cooperazione con partner stranieri, ha avuto come obiettivo quello di favorire la mutua comprensione e la cooperazione tra Mosca e Bruxelles evitando invece un confronto che potrebbe comportare un conflitto su scala mondiale. La comunicazione strategica ha sempre giocato un ruolo importante nei momenti cruciali della storia umana. Considerando il fatto che oggigiorno per cause di natura geopolitica ed economica il mondo si vede costretto ad affrontare uno dei periodi più critici della storia con il rischio di un conflitto mondiale sempre più alto, il modo in cui vengono comunicati messaggi, eventi e opinioni ha un impatto notevole sull’opinione pubblica e sulle strategie dei singoli governi. Sottovalutare quindi il ruolo della comunicazione strategica equivale a favorire il disseminarsi di “fake news” e influenza le relazioni internazionali e la percezione che si ha di tutto ciò che viene definito come “altro” o “estero”. Il seminario internazionale ha trattato diversi argomenti: oltre a una panoramica generale sul ruolo della comunicazione strategica nelle relazioni UE – Russia, sono stati presi in esame casi specifici come ad esempio la visione che i media...