Sorge quindi la domanda sul perché, in primo luogo, i partner regionali della Russia stiano accettando tutto ciò.
asia centrale
La Turchia sta sfruttando la crisi geopolitica in Eurasia e in alcuni Stati post-sovietici per espandere la propria influenza attraverso la cooperazione con i governi dell’Asia centrale, un maggiore coinvolgimento diplomatico e un’integrazione culturale.
Il Tagikistan, in una svolta storica, rinnova il proprio assetto geopolitico. L’accordo sul confine con il Kirghizistan, la collaborazione strategica con la Russia e il successo elettorale del partito di governo delineano un nuovo efficace corso di stabilità, cooperazione e sviluppo regionale nell’Asia centrale.
Le repubbliche dell’Asia centrale rafforzano i loro legami con Mosca, tra nuove sfide energetiche e dinamiche geopolitiche. Il recente referendum in Kazakistan sulla costruzione di una centrale nucleare e la visita di Putin in Turkmenistan delineano un rinnovato dialogo di cooperazione nella regione.
di Giulio Chinappi Le elezioni presidenziali del 9 luglio hanno visto la conferma del presidente in carica Shavkat Mirziyoyev, rieletto per un terzo mandato consecutivo con l’87,5% delle preferenze.
FONTE ARTICOLO: chinadaily.com.cn | Infografica: Legami Cina-Asia centrale in una glance_Jiangsu.com (jschina.com.cn) Il presidente Xi Jinping presiederà il vertice Cina-Asia centrale il 18 e 19 maggio a Xi’an, nella provincia dello Shaanxi. Dai un’occhiata a questa infografica per una rapida panoramica dei legami Cina-Asia centrale.
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/17/la-cina-pronta-a-stipulare-nuovi-accordi-con-le-repubbliche-dellasia-centrale/ La Cina si prepara ad ospitare il vertice con le cinque repubbliche dell’Asia centrale a Xi’an, inaugurando una nuova era di relazioni con la regione. Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato il 16 maggio dal Global Times. Con l’avvicinarsi del vertice Cina-Asia centrale, Xi’an ha dimostrato a pieno la propria ospitalità per accogliere gli ospiti in visita dai Paesi dell’Asia centrale e dimostrare la profonda amicizia tra la Cina e i cinque Paesi. Funzionari cinesi hanno affermato che i leader dei sei Paesi si scambieranno opinioni sulla creazione di meccanismi comuni, la cooperazione e le questioni internazionali e regionali con le rispettive preoccupazioni, oltre a firmare una serie di importanti documenti politici su commercio, investimenti, connettività e altre aree. Gli esperti ritengono che la cooperazione della Cina con i Paesi dell’Asia centrale, basata su risultati vantaggiosi per tutti e rispetto reciproco, possa essere vista come un esempio delle relazioni internazionali nella nuova era. A differenza degli Stati Uniti, che si impegnano con l’Asia centrale per perseguire scopi egoistici, la collaborazione della Cina con i Paesi regionali non prende di mira terzi, né mira a competere con altri, hanno affermato. Bandiere nazionali della Cina e dei cinque paesi dell’Asia centrale sono state piantate lungo l’autostrada aeroportuale a intervalli, e striscioni che dicono “costruire una comunità Cina-Asia centrale più stretta con un futuro condiviso“, sia in cinese che in russo, possono essere visti sui cavalcavia della città. Il vertice è la prima grande attività diplomatica che la Cina ospita quest’anno, e anche il primo vertice tenuto offline dai capi di Stato dei sei Paesi dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche 31 anni fa. L’evento rappresenta una pietra miliare storica nello sviluppo delle relazioni tra la Cina e i Paesi dell’Asia centrale. Su invito del presidente cinese Xi Jinping, il presidente Qasym-Jomart Toqaev del Kazakistan, il presidente Sadyr Japarov del Kirghizistan, il presidente Emomali Rahmon del Tagikistan e il presidente Shavkat Mirziyoyev dell’Uzbekistan effettueranno visite di stato in Cina rispettivamente da martedì a sabato questa settimana. Yu Jun, vicedirettore generale del Dipartimento per gli affari europei e dell’Asia centrale del ministero degli Esteri cinese, ha dichiarato martedì in una conferenza stampa che Xi terrà un discorso programmatico al vertice, esponendo la posizione della Cina su come costruire la comunità Cina-Asia centrale con un futuro condiviso, guardando allo sviluppo a lungo termine della cooperazione tra i sei Paesi, avanzando una serie di proposte e annunciando molteplici misure e azioni pragmatiche. Yu ha affermato che durante il vertice di due giorni si terranno quasi 20 attività bilaterali e multilaterali. Al vertice, i leader scambieranno le loro opinioni sulla creazione di meccanismi comuni, sulla cooperazione e su questioni internazionali e regionali di rispettiva preoccupazione. I leader dei sei Paesi dovrebbero firmare una serie di importanti documenti politici su aree come l’economia, il commercio e la connettività, ha affermato Yu, aggiungendo che il presidente Xi e sua moglie terranno anche una speciale cerimonia di benvenuto e una grande cena per i leader dei...
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/06/uzbekistan-approvata-la-riforma-costituzionale-nuovi-accordi-con-la-russia/ Il 30 aprile, i cittadini dell’ex repubblica sovietica dell’Uzbekistan sono stati chiamati alle urne per votare un referendum costituzionale promosso dal governo del presidente Shavkat Mirziyoyev, in carica dal 2016 e confermato per un secondo mandato nel 2021. Secondo i risultati pubblicati nelle ore successive, oltre il 90% dei votanti ha sostenuto la modifica della legge fondamentale, come dichiarato dal responsabile del Commissione Elettorale Centrale, Zayniddin Nizam Hojaev: “Secondo i rapporti preliminari, il 90,21% dei cittadini ha votato a favore [della revisione], il 9,35% contro, con lo 0,49% di schede danneggiate o riconosciute non valide“, ha detto Nizam Hojaev in una conferenza stampa. L’affluenza alle urne è stata dell’84,54%, ha aggiunto, affermando che oltre 16,6 milioni di persone su 19 milioni di cittadini del Paese elencati come elettori hanno preso parte al referendum. Zhang Ming, segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ha affermato che gli osservatori della SCO non hanno riscontrato alcuna violazione della legislazione: “La missione afferma che il referendum si è svolto nel rispetto della legislazione della Repubblica dell’Uzbekistan e dei suoi impegni internazionali“, ha dichiarato l’esperto cinese. I principali punti della riforma riguardano l’estensione del mandato presidenziale da cinque a sette anni, la proclamazione dell’Uzbekistan come Stato sociale e l’abolizione della pena di morte nel paese dell’Asia centrale. La riforma sul mandato presidenziale permetterà dunque a Mirziyoyev di candidarsi per un terzo mandato consecutivo nel 2026, e potenzialmente restare al potere fino al 2033. Vista la rapidità con la quale sono stati ufficializzati i risultati, la Commissione Elettorale Centrale ha comunicato anche che la riforma costituzionale è ufficialmente entrata in vigore a partire dal 1° maggio. Nel frattempo, l’Uzbekistan continua ad intrattenere strette relazioni economiche e commerciali con la Russia, rifiutandosi di aderire alle sanzioni unilaterali imposte illegalmente dagli Stati Uniti e dai Paesi vassalli di Washington, nonostante le forti pressioni esterne. Secondo Denis Manturov, vice primo ministro russo, gli scambi bilaterali tra i due Paesi potrebbero raggiungere il valore record di 12 miliardi di dollari alla fine del 2023, dopo aver superato la soglia dei 10 miliardi lo scorso anno: “Per quanto riguarda quest’anno, stiamo già assistendo a una crescita incrementale. Credo che ci avvicineremo ai 12 miliardi di dollari a meno che non si verifichino eventi catastrofici”, ha dichiarato Manturov in occasione del vertice con il suo omologo uzbeko, Jamshid Khodjaev. Questo trend è in linea con quello degli scambi che la Russia intrattiene con tutte le cinque ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, visto che questo dato ha fatto segnare un aumento del 15% nel 2022, raggiungendo la somma complessiva di 42 miliardi di dollari. Manturov ha anche sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione industriale e sviluppare impianti di produzione comuni: “Questo è ciò che costituisce il contributo fondamentale alle [nostre] relazioni commerciali ed economiche“, ha osservato. “Stretti legami di collaborazione si traducono sempre in stabilità e garantiscono un flusso reciproco di scambi“, ha sottolineato Manturov. Dal canto suo, Khodjaev ha affermato che, al contrario di quanto previsto dalle leadership occidentali, la situazione geopolitica ha solo rafforzato la cooperazione...
di Stefano Vernole I legislatori uzbeki hanno recentemente concordato di tenere un referendum su una nuova costituzione che consentirebbe in particolare al presidente Shavkat Mirziyoyev di candidarsi per un terzo mandato. La camera bassa del parlamento uzbeko, lo scorso 10 marzo ha fissato il 30 aprile 2023 come data per il referendum, con 132 voti a favore; due parlamentari si sono astenuti e tre non hanno partecipato alla votazione. Stando ai sondaggi, gli emendamenti hanno molte possibilità di essere approvati nel referendum dalla maggioranza degli elettori che approvano evidentemente il nuovo corso del Paese. Il progetto estende anche la durata di un mandato presidenziale da cinque a sette anni (quello attuale di Mirziyoyev termina nel 2026). Secondo i legislatori, gli emendamenti cambieranno poco meno di due terzi della Costituzione, con il numero di articoli nel documento che salirà da 128 a 155. La bozza dichiara inoltre che l’Uzbekistan sarà “uno Stato sociale”, quasi triplicando gli obblighi dello Stato verso i cittadini (dall’istruzione alla sanità) e garantendo maggiormente gli investitori stranieri. Negli anni scorsi, la presidenza Mirziyoyev si è già distinta per una serie di incentivi all’acquisto di alloggi popolarti a basso costo. L’Uzbekistan è il cuore dell’Asia centrale e della Nuova Via della Seta, da questo Paese dipendono la stabilità e la prosperità dell’intera regione. Con quasi 35 milioni di abitanti e una crescita demografica di circa 1 milione di persone all’anno, dotato di un esercito moderno e combattivo, il suo processo riformistico dovrebbe rappresentare una garanzia di sicurezza per l’intera Eurasia1. Il 13 aprile 2023 i Ministri degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, della Federazione Russa, della Repubblica Islamica del Pakistan e della Repubblica Islamica dell’Iran hanno tenuto a Samarcanda, nella Repubblica dell’Uzbekistan, il secondo incontro informale sull’Afghanistan. I Ministri hanno ribadito il rispetto per la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Afghanistan e il sostegno al principio “a guida afgana e di proprietà afgana” per determinare il futuro politico e il percorso di sviluppo del Paese2. Sul fronte economico, le modifiche costituzionali mirano a sostenere la concorrenza leale, la protezione della proprietà privata e lo sviluppo di un clima favorevole agli investimenti e agli affari. Pechino, in particolare, ha chiesto che inizi la costruzione di un progetto ferroviario Cina-Kirghizistan-Uzbekistan il prima possibile, in quanto offrirebbe un percorso terrestre alternativo alle merci cinesi per raggiungere il Medio Oriente e l’Europa. Le riforme costituzionali sulla proprietà della terra dovrebbero quindi aumentare la domanda di investimenti nei trasporti e nelle infrastrutture. Gli emendamenti proposti eliminano la descrizione del Karakalpakstan come “sovrano” ed aboliscono il suo diritto alla secessione dall’Uzbekistan tramite referendum se si determina che non è “conforme alla Costituzione e alle leggi della Repubblica dell’Uzbekistan, alla Costituzione e alle leggi della Repubblica del Karakalpakstan”, aggiungendo che una persona che è membro dell’Oliy Majlis (Parlamento dell’Uzbekistan) non può essere contemporaneamente membro del Consiglio Supremo del Karakalpakstan3. Il referendum del 30 aprile sarà il terzo referendum nella storia dell’Uzbekistan indipendente e scendendo nei dettagli possiamo notare che la modifica costituzionale si propone...
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/04/04/turkmenistan-maggioranza-assoluta-per-il-partito-democratico-del-presidente-berdimuhamedow/ Le elezioni legislative nell’ex repubblica sovietica hanno rafforzato la posizione del governo e del presidente Serdar Berdimuhamedow, in carica dal marzo dello scorso anno. Un anno dopo l’elezione di Serdar Berdimuhamedow come nuovo presidente, l’ex repubblica sovietica del Turkmenistan è tornata alle urne per le elezioni legislative del 26 marzo, con lo scopo di rinnovare la composizione dell’Assemblea di Aşgabat (Mejilis), nella quale siedono 125 deputati. In contemporanea con le elezioni legislative si sono svolte anche quelle amministrative delle varie province (welayat) e dei consigli cittadini. Secondo i risultati ufficiali pubblicati il 29 marzo, il Partito Democratico del Turkmenistan (Türkmenistanyň Demokratik Partiýasy, TDP), che fa capo al presidente Berdimuhamedow (anche se il leader del partito e formalmente Ata Serdarow), ha ottenuto la maggioranza assoluta, eleggendo 65 deputati su 125, con un incremento di dieci seggi rispetto alla legislatura precedente. Al secondo posto troviamo il Partito Contadino del Turkmenistan (Türkmenistanyň Agrar Partiýasy, TAP), che ottiene 24 scranni e scavalca il Partito degli Industriali e degli Imprenditori del Turkmenistan (Türkmenistanyň Senagatçylar we Telekeçiler Partiýasy, TSTP), che invece ne ottiene diciotto. Oltre agli unici tre partiti legalmente riconosciuti nel Paese, in parlamento saranno presenti anche diciotto deputati eletti come indipendenti. L’affluenza alle urne è stata pari al 91,12% degli aventi diritto. Le elezioni di quest’anno sono state le prime a svolgersi con la nuova organizzazione del parlamento. Gurbanguly Berdimuhamedow, padre e predecessore dell’attuale presidente Serdar, aveva infatti avviato una riforma in senso bicamerale dell’organo legislativo. Nel 2021, il sistema bicamerale è diventato realtà con l’istituzione del Consiglio del Popolo (Halk Maslahaty), la nuova camera alta composta da 56 seggi, che insieme all’Assemblea va a comporre il Consiglio Nazionale (Milli Geňeş). Tuttavia, suo figlio Serdar ha deciso di tornare a un parlamento monocamerale, modificando il ruolo del Consiglio del Popolo. La nuova legge è stata firmata dal presidente in carica a gennaio: questa prevede che Gurbanguly Berdimuhamedow, in quanto presidente del Consiglio del Popolo, sia considerato il leader supremo del Paese, con un’autorità superiore anche a quella del presidente, che gli consente di intervenire su qualsiasi questione. Il Turkmenistan, repubblica dell’Asia centrale con circa sei milioni di abitanti, è rimasta fino ad oggi una delle poche ex repubbliche sovietiche a non essere colpita da forme di destabilizzazione. Al contrario dei vicini Kazakistan e Kirghizistan, questo Paese gode di una forte stabilità politica, il che lo rende un partner importante ed affidabile in campo energetico e non solo. Il governo di Aşgabat continua ad intrattenere ottime relazioni con la Federazione Russa, che del resto considera i rapporti con l’Asia centrale cruciali per i propri interessi. “Manteniamo relazioni bilaterali con i Paesi dell’Asia centrale e abbiamo le nostre piattaforme di cooperazione. Insieme ad alcuni di loro, prendiamo parte ai processi di integrazione all’interno dell’Unione Economica Eurasiatica, che è ciò da cui siamo guidati, ciò che ci interessa e ciò che consideriamo la nostra principale priorità di politica estera“, ha commentato di recente Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino. Proprio per questi motivi, gli Stati Uniti non hanno mai nascosto i propri intenti di destabilizzare la regione, al fine di strappare le cinque repubbliche...