9 Giugno 2026

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Korybko
Autore: Andrew KorybkoTraduttore: Marco GhisettiArticolo Originale in lingua inglese Un “Nuovo Ordine Mondiale” sta emergendo sotto gli occhi di tutti, ha detto il vice ministro della difesa russo Aleksandr Fomin in un’intervista rilasciata a Russia Today all’inizio di questo mese. L’emittente lo cita per aver confidato che: “Oggi stiamo assistendo alla nascita di un nuovo ordine mondiale. Osserviamo una tendenza dei Paesi ad essere spinti verso una nuova guerra fredda: gli Stati sono divisi in ‘noi’ e ‘loro’, con ‘loro’ definiti inequivocabilmente come avversari nei documenti dottrinali; il sistema di relazioni internazionali esistente e il quadro di sicurezza stanno venendo sistematicamente demoliti; il ruolo delle organizzazioni internazionali, intesi come strumenti di decisione collettiva nel campo della sicurezza, si sta riducendo; stanno emergendo nuovi tipo di armi che stanno cambiando radicalmente l’equilibrio di potere nel mondo moderno e in cui la guerra sta penetrando aree precedentemente escluse – come lo spazio extra-atmosferico e lo spazio cibernetico. Tutto ciò, ovviamente, comporta ad un cambiamento nei principi e nei metodi della guerra”. Fomin non ha approfondito la questione, ma è possibile fare alcune ragionevoli congetture circa i contorni del nascente nuovo ordine mondiale di modo da individuare le possibili implicazioni Contesto strategico I processi identificati dal viceministro possono essere dovuti ad una combinazione della guerra commerciale USA-Cina lanciata da Trump, guerra che ha provocato una nuova guerra fredda tra queste due grandi potenze – o “superpotenze”, secondo alcuni – e una guerra mondiale al Covid, in cui processi di cambiamento a tutto spettro del paradigma internazionale si sono incanalati in seguito ai tentativi non coordinati del mondo di contenere il Covid-19. La prima guerra è risultata nell’epurazione delle burocrazia militare, di intelligence e diplomatica degli Stati Uniti (lo “Stato profondo”) da ogni pragmatica influenza cinese amichevole, così come nel pieno orientamento della forza militare statunitense contro la Repubblica Popolare. Questo orientamento ha reso quasi impossibile ai Democratici, teoricamente amici della Cina, di invertire i grandi disegni strategici di Trump in seguito all’insediamento di Biden. È per questo che infine anche di i Democratici sono saltati sul carrozzone anti-cinese. Per quanto riguarda la guerra mondiale al Covid, invece, essa ha esacerbato la già intensa competizione globale tra Stati Uniti e Cina, mettendo così sotto ulteriore pressione i politici statunitensi affinché essi aprano un varco strategico nell’ottica di ottenere un vantaggio sul loro principale rivale mondiale. I dettagli dei loro calcoli strategici non possono essere da noi conosciuti approfonditamente, ma è chiaro che i Democratici, precedentemente russobofi, nell’ultimo mese si siano confrontati con la Russia in maniera molto più pragmatica rispetto a quanto facevano in passato. Ciò è dimostrato dalla solo apparentemente sorprendente de-escalation in Ucraina registratasi alla fine di aprile (dove in molti hanno pensato che sarebbe scoppiata una guerra tra i due attori), la decisione altrettanto sorprendente da parte degli Stati Uniti di imporre sanzioni per la maggior parte solo leggere sul Nord Stream 2, l’inaspettata dichiarazione del portavoce del Pentagono secondo cui la Russia non sia un “nemico”, così come il...