L’elezione di BassirouDiomayeFaye e la nomina di Ousmane Sonkosegnano una svolta storica per il Senegal, inaugurando un’era fondata sulla "rottura" con il passato e sulla ricerca di una piena sovranità. Il programma politico, poggiato sui pilastri della rettitudine (Jub), del rigore (Jubal) e dell’esemplarità (Jubbanti), mira a ricostruire la coesione sociale attraverso la trasparenza e la giustizia. In un contesto regionale turbolento, Dakar si propone non solo come un’isola di democrazia e stabilità, ma come motore di un’integrazione africana rinnovata. Ne abbiamo parlato con Sua Eccellenza NgorNdiaye, Ambasciatore del Senegal in Italia che non ha mancato di sottolineare l’importanza delle riforme industrialiattuate, come il piano “La Vision Senegal 2050”, e una politica estera multipolare e panafricanista, orientata a trasformare il Senegal in un ponte tra l'Africa e il resto del mondo, il nuovo governo sfida i vecchi equilibri per trasformare il potenziale estrattivo e umano in una crescita endogena, equa e profondamente decolonizzata.