Il gasdotto Nigeria-Marocco è uno dei progetti più ambiziosi della storia africana: il suo nome, African Atlantic Gas Pipeline (AAGP), dice molto della prospettiva. La firma dell’accordo intergovernativo da parte dei Paesi della ECOWAS lo scorso 24 luglio rappresenta uno dei passaggi politici più significativi degli ultimi anni nel panorama energetico africano.
algeria
Le elezioni legislative del 2 luglio consegnano all’Algeria un Parlamento di continuità, dominato dai partiti dell’area presidenziale ma segnato da un’astensione molto elevata. Il FLN resta primo, mentre Sifi Ghrieb appare in posizione favorevole per rimanere premier.
Fin dall'inizio del regno di Re Mohammed VI, il Marocco ha compreso la necessità di creare e consolidare grandi blocchi economici e, in ultima analisi, geopolitici. Questa logica è anche alla base dell'approccio diplomatico della mano tesa adottato dal Regno nei confronti dei vicini algerini.
Il 7 settembre, l’Algeria ha votato per le elezioni presidenziali. Il capo di Stato uscente, Abdelmadjid Tebboune, ha ottenuto la conferma per un secondo mandato con oltre il 94% delle preferenze, ma con un’affluenza alle urne ai minimi storici.
di Giulio Chinappi Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune si trova attualmente in visita in Cina dal 17 al 21 luglio, occasione nella quale ha incontrato il suo omologo Xi Jinping per rafforzare la cooperazione bilaterale tra le due parti. Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato dal China Daily.
di Giacomo Leccese Il 24 agosto scorso il ministro degli Esteri algerino Lamamra ha reso nota la chiusura delle relazioni diplomatiche con il Marocco, rispondendo alle continue “azioni ostili” marocchine verso l’Algeria e dando seguito alla precedente dichiarazione del presidente Tebboune, che aveva accusato Rabat e “il suo alleato, l’entità sionista” (Israele), di essere coinvolti negli incendi che a inizio agosto hanno colpito l’Algeria. I rapporti tra i due Paesi, tesi fin dall’indipendenza algerina, hanno visto una rapida escalation di tensione negli ultimi mesi e, tra le azioni ostili citate da Lamamra, sicuramente si inseriscono la dichiarazione del rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite, Omar Hilale, in merito al diritto all’autodeterminazione della regione algerina della Cabilia, e il presunto coinvolgimento marocchino nello spionaggio di leader politici e alte cariche militari algerine attraverso lo spyware Pegasus.i Le cause alla base del recente inasprimento dei rapporti, però, sono molto più ampie e vanno ricercate all’interno di un articolato contesto di competizione regionale, dove si intersecano elementi politici ed economici. L’annosa questione del Sahara Occidentale Come detto, la relazione tra Algeria e Marocco è stata contraddistinta da tensioni già al momento dell’indipendenza algerina, quando alcune rivendicazioni marocchine riguardo i confini sfociarono nella “Guerra delle Sabbie” del 1963. Il fattore principale nell’inasprimento dei rapporti, però, è sicuramente quello relativo al Sahara Occidentale. Infatti, quando nel 1975, dopo un accordo con la Spagna, le forze marocchine e mauritane iniziarono l’occupazione dell’ex possedimento coloniale spagnolo, l’Algeria accolse i numerosi rifugiati e decise di appoggiare le istanze di autodeterminazione del popolo Sahrawi, portate avanti dal Fronte Polisario. L’Algeria mirava con quella scelta a limitare la politica espansionistica marocchina, isolando il grande rivale regionale dal resto del continente, e puntava ad uno sbocco sull’Atlantico attraverso la creazione di uno Stato satellite nel Sahara Occidentale.ii La situazione di stallo venutasi a creare alla fine degli anni Ottanta tra le forze marocchine e il Fronte Polisario, con la costruzione di una barriera di 2700 km tra le posizioni dei due schieramenti, rese, però, le parti più inclini ad un accordo, che venne formalizzato, grazie all’intervento dell’ONU, nel Settlement Plan del 1991. Il piano prevedeva un cessate il fuoco monitorato dalla forza di pace MINURSO e un referendum sull’indipendenza nei successivi due anni, ma il fallimento di un disegno simile nel Timor Est portò l’ONU a considerare un accordo politico tra le parti necessario per una soluzione duratura. A distanza di trent’anni non è ancora stato possibile raggiungere questo compromesso e, nel novembre 2020, il Fronte Polisario ha ripreso le ostilità a seguito della violazione della linea di armistizio da parte delle truppe marocchine.iii Dunque, come sottolineato da Andrea Dessì, una delle ragioni dietro la decisione algerina di rompere le relazioni diplomatiche con il vicino potrebbe essere proprio quella di riportare la questione Sahariana al centro del dibattito internazionale e forzare un maggiore interessamento soprattutto da parte dell’UE, che fino ad ora, invece, è rimasta poco coinvolta.iv Rivalità per la leadership regionale I due Paesi sono, inoltre, coinvolti in...