di Veronica Vuotto “Solo con radici profonde un albero può dare frutti ricchi; solo piena d’olio, può una lampada ardere luminosa”1. Con questa metafora, Xi Jinping ha voluto rappresentare l’evoluzione della cooperazione sino-africana che, da anni ormai, è un punto focale nella strategia cinese. Se inizialmente, la cooperazione era pensata in funzione anti-Taiwan e anti-Occidente, col tempo, la Cina ha scoperto i numerosi benefici che poteva trarre da una terra così ricca. Tuttavia, si tratta davvero di una cooperazione win-win o vi è il rischio di una nuova forma di colonialismo? “Cina e Africa nella nuova era: un partenariato di eguali” (新时代的中非合作): è questo il titolo del libro bianco, pubblicato il 26 novembre 2021 dal Consiglio di Stato cinese, relativo alla cooperazione tra i due continenti; un partenariato che ha legami storici ben radicati in profondità e la cui importanza è stata ribadita, per iscritto, in questo white paper di circa 21 mila caratteri, primo documento emesso dal governo cinese che descrive in maniera complessiva i rapporti tra i due partner dopo la convocazione del XVIII Congresso del PCC2. Il documento è diviso in preambolo, testo e conclusioni e si compone di quattro parti3, nelle quali viene sottolineato il forte interesse nel rafforzare l’unità e la cooperazione tra il Paese in via di sviluppo più grande, ovvero la Cina, e il continente che raggruppa il maggior numero di Paesi in via di sviluppo. Con questa pubblicazione, dunque, la Cina ha voluto rendere noti i risultati di tanti anni di cooperazione con i partner del continente nero e, guardando al futuro, offrire prospettive, di lungo termine, per il continuo sviluppo di questo partenariato bilaterale nella nuova era. Come dicevamo in apertura di questo breve saggio, per rintracciare le prime forme di cooperazione bisogna guardare molto indietro nel tempo. Le prime tracce di connessioni storiche, culturali, economiche, sociali e militari tra la Cina e il continente africano, infatti, risalgono ai tempi della prima Via della Seta, durante la dinastia Han, tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C, quando lo scambio di beni pregiati faceva registrare prime forme di commercio tra i due continenti. L’antica Via della Seta, antenata dell’attuale One Belt One Road Initiative, consisteva in un tipo di commercio interstatale pacifico e di scambio culturale che si estendeva per oltre 10.000 chilometri dalla Cina, specificatamente a Chang’an (oggi Xi’an), fino a Roma. Nell’era contemporanea, invece, le relazioni sino-africane hanno registrato un “nuovo inizio” dopo il 1949, anno della nascita della Repubblica Popolare Cinese guidata dal Partito Comunista Cinese di Mao Zedong. Da questo momento, nel corso poi delle successive leadership, la Cina ha cambiato spesso volto, in particolar modo per quanto riguarda la sua posizione sullo scenario internazionale. Interessante è notare come la crescita del potere della Cina – così come il rapporto con l’Africa – siano in qualche modo legati anche alla partecipazione di Pechino alle organizzazioni internazionali, iniziata a seguito del riconoscimento, da parte dell’ONU, della Repubblica Popolare Cinese (RPC) come la sola rappresentante legittima...