di Dario Tagliamacco
Il presidente degli Stati Uniti ha attaccato nuovamente gli Stati membri della Ue e minaccia la rottura dell’accordo commerciale siglato nel 2025.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, ha annunciato l’aumento dei dazi sulle automobili e i camion che provengono dall’Unione Europea, alzandoli dal 15% al 25%. Tale misura entra in vigore a partire da lunedì 4 maggio 2026; la decisione del presidente statunitense sarebbe stata presa a causa del mancato rispetto da parte dell’Unione Europea dei termini degli accordi commerciali.
L’intesa precedente prevedeva dei dazi al 15% sulla maggior parte dei prodotti esportati dal continente europeo negli Stati Uniti, inclusi automobili, semiconduttori e prodotti farmaceutici. Comunque il presidente statunitense non ha fornito ulteriori dettagli sulle presunte violazioni da parte delle nazioni europee e non sono chiari quali strumenti giuridici verranno utilizzati per iniziare nuovamente la guerra commerciale contro il vecchio continente.
“Sono lieto di annunciare che, dato che l’Unione Europea non sta rispettando l’accordo commerciale da noi pienamente concordato, la prossima settimana aumenterò i dazi applicati all’Unione Europea sulle automobili e sui camion che entrano negli Stati Uniti. Il dazio sarà portato al 25 per cento”, ha scritto Trump sul social network Truth.
Trump ha sottolineato che se le aziende europee produrranno veicoli negli stabilimenti statunitensi non ci saranno dazi. Inoltre ha spiegato la presunta efficacia delle tariffe dicendo che attualmente negli Stati Uniti si stanno costruendo molti stabilimenti per la produzione di automobili e autocarri, con un investimento di 100 miliardi di dollari, un vero record per la storia americana, a detta sua. Tali fabbriche, secondo il tycoon, apriranno presto ed avranno personale americano.
Il Governo statunitense sta cercando di rafforzare le catene di approvvigionamento per ridurre la dipendenza dalla Cina, chiedendo una collaborazione maggiore agli alleati europei, i quali vivono già una condizione critica a causa della crisi dello Stretto di Hormuz, il debole settore automobilistico europeo si appresta così a ricevere una nuova stangata. Secondo gli accordi del 1 agosto 2025, presi a Turnberry, il campo da golf di Trump in Scozia, i dazi verso i Paesi europei erano calati dal 27,5% al 15%. Tale intesa era stata siglata da Ursula Von Der Leyen e sanciva tariffe del 15% sui beni europei esportati negli Stati Uniti.
Questa è una nuova punizione per la Ue dopo che Trump nei giorni scorsi aveva attaccato l’Italia e la Spagna per il loro mancato sostegno nella guerra contro l’Iran. Bern Lenge, presidente della commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, ha dichiarato che la decisione presa dall’inquilino della Casa Bianca è inaccettabile e dimostra che gli Stati Uniti sono un partner inaffidabile. Inoltre ha spiegato che mentre l’Ue mantiene sempre i suoi impegni la controparte statunitense non li rispetta.
Il portavoce della Ue ha ribadito che continuerà a mantenere stretti contatti con gli Stati Uniti per chiarire le incomprensioni, tuttavia l’Unione Europea si riserva il diritto di adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi europei qualora le politiche americane si rivelassero incompatibili con gli accordi presi. L’UE, ha detto Lenge, si impegna a favore di una relazione transatlantica prevedibile e vantaggiosa per tutti.
La decisione di Trump mette a rischio l’equilibrio raggiunto tra Stati Uniti ed Europa dopo mesi di negoziati. Bruxelles ha azzerato i tassi su alcuni beni industriali e agricoli statunitensi in cambio dell’abbassamento delle tariffe da parte degli Stati Uniti. Attualmente gli Stati Uniti mantengono delle tariffe fino al 50% su alluminio e acciaio per molte nazioni. Il Governo statunitense ha espresso il suo disappunto per la lentezza con cui l’Ue starebbe attuando gli impegni presi.
L’introduzione di dazi al 25% su automobili e camion europei potrebbe avere gravi ripercussioni sul settore automobilistico del Vecchio Continente con costi altissimi per i veicoli esportati verso gli Stati Uniti da parte di aziende come BMW, Volkswagen, Mercedes e Stellantis. Le case automobilistiche potrebbero tentare di assorbire i costi riducendo i margini o aumentando il prezzo di vendita per gli acquirenti americani. Le conseguenze sarebbero nefaste per le produzioni europee di un settore già sotto pressione a causa della transizione verso veicoli elettrici, la concorrenza cinese e i costi industriali elevati.
L’Unione Europea potrebbe rispondere con delle contromisure, iniziando un nuovo capitolo nella guerra commerciale con gli Stati Uniti. Tuttavia per i Paesi europei il rischio è politico e industriale, i dati di Acea mostrano come nel 2025 le esportazioni automobilistiche europee verso gli Stati Uniti siano calate del 21%. Come noto, le politiche di Trump hanno l’obbiettivo di spingere i costruttori stranieri a produrre negli Stati Uniti, aumentando l’occupazione interna.
Comunque non tutti i modelli europei venduti nel territorio americano possono essere trasferiti nelle fabbriche statunitensi in tempi brevi poiché riconvertire le catene di produzione, fornitori e linee di assemblaggio richiede degli anni. Intanto in questi giorni entra in vigore l’accordo tra Cina e Kenya per l’esportazione di prodotti keniani verso la nazione asiatica. L’azzeramento dei dazi copre circa il 98,2% delle esportazioni keniane rivolgendosi ai settori quali l’agricoltura, i minerali e i prodotti a valore aggiunto








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