di Dragana Trifkovic
Il 30 aprile 2026, presso il Centro Stampa dell’Associazione dei Giornalisti della Serbia, si è tenuta a Belgrado, presso il Centro Stampa, una conferenza internazionale dal titolo “Protezione dei diritti religiosi e del patrimonio ortodosso”, organizzata dal Centro di Studi Geostrategici. L’incontro ha riunito esperti di teologia, diritto, geopolitica, media e cultura, che hanno discusso delle sfide attuali nella salvaguardia della libertà religiosa e del patrimonio storico-culturale ortodosso.
Fonte: Centro di studi geostrategici – https://eurasianmediaforum.com/serbia-international-conference-protection-of-religious-rights-and-orthodox-heritage/
I partecipanti hanno sottolineato che le questioni relative ai diritti religiosi e alla tutela del patrimonio ortodosso sono temi importanti nella società moderna, soprattutto nel contesto dei processi geopolitici in corso. È stato evidenziato che la salvaguardia della libertà di religione e dell’identità culturale contribuisce alla stabilità, al dialogo e alla comprensione reciproca tra le nazioni.
Durante la conferenza è stata annunciata la creazione del “Consiglio Internazionale per la Tutela dell’Ordine Canonico Ortodosso”, su iniziativa del Metropolita Luka di Zaporizhzhia e Melitopol. Il Consiglio monitorerà i processi che potrebbero incidere sull’unità canonica della Chiesa Ortodossa e analizzerà il ruolo delle istituzioni religiose nel contesto geopolitico contemporaneo. È previsto che il Consiglio elabori analisi strategiche, relazioni e raccomandazioni volte alla preservazione a lungo termine dell’ordine canonico. Gli organizzatori hanno invitato esperti di teologia, diritto canonico, relazioni internazionali, diritto, scienze sociali, media e cultura a partecipare ai lavori del nuovo Consiglio.
Alla conferenza hanno partecipato numerosi relatori nazionali e internazionali, che hanno affrontato temi quali la posizione delle comunità ortodosse, le sfide nella conservazione dei beni ecclesiastici e del patrimonio culturale, il ruolo del diritto internazionale e l’impatto dei processi sociali moderni sull’identità religiosa e culturale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle situazioni in varie regioni, tra cui l’Ucraina, i Balcani, gli Stati Baltici e la Georgia, dove i partecipanti hanno evidenziato sfide ed esperienze specifiche nella tutela dei diritti religiosi e del patrimonio ortodosso.
La conferenza è stata aperta da Dragana Trifković, direttrice generale del Centro di studi geostrategici, che ha tenuto una presentazione sul tema: “Il ruolo dei processi geostrategici nella posizione delle comunità ortodosse e nella conservazione del patrimonio culturale e religioso”.
Trifković ha sottolineato che il cristianesimo ha storicamente dovuto affrontare varie forme di persecuzione, che oggi si manifestano spesso attraverso pressioni mediatiche e politiche. Ha evidenziato l’importanza dello scisma storico tra Oriente e Occidente come fondamento delle moderne differenze di civiltà. In particolare, ha sottolineato come i processi geopolitici contemporanei influenzino la posizione delle comunità ortodosse, citando esempi provenienti dall’Ucraina, dai Balcani e dagli Stati Baltici. Ha concluso affermando che preservare l’identità e il patrimonio culturale ortodosso è fondamentale per salvaguardare i valori spirituali e la libertà dell’uomo moderno.
Ruslan Kalinchuk, missionario e pubblicista ortodosso ucraino, ha tenuto una conferenza sul tema: “La distruzione della Chiesa in Ucraina: un elemento nella formazione di una nuova realtà geopolitica”.
Kalinchuk ha discusso la posizione della Chiesa ortodossa ucraina, sottolineando come essa sia esposta a pressioni sistematiche nel contesto dei processi geopolitici contemporanei. Nel suo intervento, ha criticato il ruolo degli Stati Uniti e del Fanar, affermando che hanno partecipato a processi che hanno portato alla creazione di nuove strutture ecclesiastiche scismatiche in Ucraina. Ha indicato le misure legali e istituzionali che incidono sulla posizione della Chiesa canonica e dei suoi fedeli. Ha concluso affermando che la questione della fede in Ucraina viene sempre più strumentalizzata in un contesto geopolitico più ampio.
Miladin Mitrović, sacerdote della Chiesa ortodossa serba, ha tenuto una conferenza sul tema: “L’unità canonica dell’Ortodossia come elemento importante per la stabilità geopolitica del mondo moderno”.
Padre Miladin ha sottolineato che l’unità canonica è il fondamento dell’ecclesiologia ortodossa e che ogni scisma rappresenta una grave perturbazione dell’ordine ecclesiastico. Come problema cruciale dei nostri giorni, ha indicato la situazione in Ucraina, affermando che la concessione dell’autocefalia alle nuove strutture ecclesiastiche ha acuito le divisioni nel mondo ortodosso. Ha criticato le azioni del Fanar e ha evidenziato le pressioni di fattori politici esterni, tra cui gli Stati Uniti, sulle questioni ecclesiastiche. Ha concluso affermando che preservare l’ordine canonico e il dialogo conciliare è fondamentale per superare la crisi e garantire la stabilità dell’Ortodossia.
Dane Čanković, presidente dell’associazione “La scelta è nostra”, è intervenuto sul tema: “L’uomo credente come forza dell’Ortodossia e difesa dell’umanità”.
Canković ha evidenziato le sfide contemporanee che, a suo dire, conducono a una crisi spirituale e all’“anestesia” dell’uomo a causa del predominio del materialismo e dell’influenza tecnologica. Ha sottolineato che l’uomo credente dovrebbe partecipare attivamente alla vita sociale, non solo per la propria salvezza personale, ma anche come portatore di valori morali e protettore della comunità. Ha ribadito che la lotta spirituale non si combatte contro le persone, ma contro il male e le tentazioni, preservando l’amore e l’unità. Ha concluso affermando che l’uomo credente rappresenta un pilastro fondamentale per la salvaguardia dell’integrità spirituale e sociale.
Dmitry Belyakov, presidente del Centro per la Protezione Giuridica Sistemica della Bielorussia, è intervenuto sul tema: “Il ruolo dei meccanismi giuridici nella tutela della libertà religiosa e del patrimonio culturale ortodosso nel contesto sociale contemporaneo”. Belyakov ha presentato un’analisi dei quadri giuridici per la protezione della libertà religiosa e delle comunità ortodosse in Europa, evidenziando le crescenti forme di discriminazione e le restrizioni nell’applicazione pratica delle leggi esistenti. Ha posto particolare attenzione alla situazione in Kosovo e Metohija, rilevando che le istituzioni internazionali non hanno pienamente adempiuto al loro mandato in materia di protezione della popolazione serba e del patrimonio culturale ortodosso. Ha analizzato criticamente il ruolo delle missioni internazionali e dei meccanismi giuridici, valutando la presenza di carenze sistemiche nel loro funzionamento. Ha concluso affermando la necessità di migliorare gli strumenti giuridici internazionali e rafforzare la tutela istituzionale della libertà religiosa e del patrimonio culturale.
Marija Janjušević, presidente dell’associazione civica “Tesoro dei valori serbi” e membro del parlamento nella XI legislatura dell’Assemblea nazionale della Repubblica di Serbia, è intervenuta sul tema: “Kosovo e Metohija: la posizione del patrimonio ortodosso e le sfide nella preservazione dell’identità religiosa e culturale”.
Janjušević ha sottolineato l’importanza di preservare il patrimonio ortodosso serbo in Kosovo e Metohija, in particolare monasteri, chiese e monumenti storico-culturali, in quanto custodi dell’identità nazionale e spirituale. Ha osservato che questi luoghi sacri sono esposti a numerose minacce, tra cui rischi per la sicurezza e difficoltà nella loro protezione. Ha evidenziato l’importanza dell’impegno sociale e istituzionale nella salvaguardia del patrimonio culturale. Ha concluso affermando che la tutela del patrimonio ortodosso in Kosovo e Metohija è fondamentale per preservare l’identità e la continuità storica del popolo serbo.
Arnaud Develay, esperto di diritto internazionale umanitario francese, è intervenuto sul tema: “Diritto internazionale umanitario e tutela della libertà religiosa e del patrimonio culturale: sfide e principi nei conflitti contemporanei”.
Develay ha presentato il quadro giuridico per la tutela della libertà religiosa, facendo riferimento alle convenzioni internazionali che garantiscono il diritto alla libertà di fede e alla sua pubblica espressione. Nella sua presentazione, ha affrontato la situazione in Ucraina, rilevando che numerose segnalazioni indicano pressioni e restrizioni sistemiche dirette contro la Chiesa ortodossa ucraina canonica. Ha sottolineato che, secondo le analisi disponibili, controverse misure e pratiche legali hanno comportato un aumento dei rischi per la libertà religiosa, la proprietà e la sicurezza dei fedeli. Ha concluso affermando che, in questo caso, i meccanismi internazionali di tutela dei diritti umani rispondono in modo limitato e insufficientemente efficace.
Goran Igić , filologo laureato e pubblicista indipendente (Serbia), ha tenuto una conferenza sul tema: “L’ingegneria linguistica come strumento per indebolire la tradizione ecclesiastica nei Balcani”.
Igić ha sottolineato che la lingua rappresenta uno dei principali veicoli dell’identità culturale e spirituale di un popolo. Ha evidenziato i processi che, a suo avviso, attraverso cambiamenti nella pratica linguistica e nel discorso pubblico, possono portare all’indebolimento della tradizione del legame tra Chiesa e popolo nei Balcani. Ha in particolare sottolineato l’importanza dell’istruzione, dei media e delle politiche culturali nel plasmare l’identità linguistica. Ha concluso affermando che preservare la continuità linguistica è un prerequisito fondamentale per salvaguardare il patrimonio spirituale e culturale.
Ruslan Pankratov, politologo ed esperto dell’Istituto della Comunità degli Stati Indipendenti (Lettonia), è intervenuto sul tema: “L’Ortodossia negli Stati Baltici: sfide nella tutela dei diritti religiosi e nella salvaguardia dei beni ecclesiastici nel contesto socio-politico contemporaneo”.
Pankratov ha fatto riferimento a processi in corso in Lettonia, Lituania ed Estonia, che ha descritto come forme di pressione sociale e istituzionale sulle comunità ortodosse. Ha affermato che, a suo avviso, le misure legislative e amministrative stanno modificando lo status delle strutture ecclesiastiche, influenzandone il legame canonico e l’organizzazione interna. Ha posto particolare enfasi sulla questione dello status di proprietà degli edifici ecclesiastici e sulla loro dipendenza dalle decisioni statali, nonché sulle conseguenze che ciò ha sulla vita religiosa delle comunità. Ha concluso affermando che un monitoraggio sistematico di questi processi e il rafforzamento della cooperazione internazionale sono necessari per tutelare la libertà religiosa e il patrimonio ecclesiastico.
Nikola Jović, politologo e pubblicista, ha tenuto una conferenza sul tema: “La prospettiva geopolitica del libro ‘Ortodossia e religione del futuro’ di Seraphim Rose”.
Jović ha analizzato il libro di Seraphim Rose come un’opera che, a suo parere, sta acquisendo sempre maggiore rilevanza nel tempo e offre un’interpretazione dei processi spirituali e sociali contemporanei. Ha sottolineato in particolare la critica di Rose alle tendenze religiose sincretistiche, all’ecumenismo e al movimento “New Age”, collegandola a idee più ampie di formazione di un sistema spirituale globale. Ha inoltre evidenziato la concezione di Rose del ruolo dell’Ortodossia come resistenza a questi processi, attraverso la preservazione della continuità dogmatica e canonica. Ha concluso affermando che il libro, secondo la sua interpretazione, possiede anche una dimensione geopolitica nella comprensione del rapporto tra religione, identità e processi di integrazione globale.
Gulbat Rtsiladze, politologo e presidente dell’Istituto Eurasia (Georgia), è intervenuto sul tema: “L’esperienza della Georgia nella preservazione dell’identità ortodossa in condizioni di pressione geopolitica”.
Rtsiladze ha sottolineato l’importanza della Chiesa ortodossa georgiana quale principale portatrice di identità spirituale e nazionale, evidenziando come la Georgia, nonostante le pressioni geopolitiche storiche e contemporanee, sia riuscita a preservare la propria tradizione religiosa. Ha parlato del ruolo della Chiesa nei processi sociali e politici, in particolare nel contesto del mantenimento dell’unità spirituale e delle relazioni con gli altri popoli ortodossi. Ha affrontato in particolare le sfide interne al mondo ortodosso, comprese le questioni relative all’unità della Chiesa e le controversie che influenzano i rapporti inter-ortodossi, nonché l’influenza dei fattori geopolitici esterni su questi processi. Ha concluso affermando che la preservazione dell’identità ortodossa e dell’unità della Chiesa rimarrà una delle questioni chiave per il futuro della Georgia e del più ampio spazio ortodosso.








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