Il progetto cinese per la grandezza

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di Muhammad Asif Noor

Per la Cina, la storia spesso si muove con un senso di continuità e direzione. L’adozione del 15° Piano quinquennale (2026-2030) alla quarta sessione del 14° Congresso nazionale del popolo, all’inizio di questo mese, segna l’inizio di una nuova fase politica, che riflette sia la pianificazione a lungo termine sia lo sforzo di adattarsi alle mutevoli condizioni interne e globali.

Il piano è di ampio respiro e strutturato nei suoi obiettivi. Delinea il percorso della Cina verso la modernizzazione entro il 2035, ponendo l’accento sulla ristrutturazione economica, lo sviluppo tecnologico e la stabilità sociale. Come osservato dal Presidente Xi Jinping, l’efficacia del piano dipenderà non solo dalla sua progettazione, ma anche dalla sua attuazione, che rimane una caratteristica distintiva del sistema di pianificazione cinese.

Comprendere la direzione del 15° Piano richiede di esaminare le fondamenta su cui si basa. Nel 2025, il PIL cinese ha raggiunto i 140.190 miliardi di yuan, con una crescita del 5% su base annua, nonostante le pressioni esterne. Nel corso del XIV Piano quinquennale (2021-2025), l’economia si è espansa costantemente, superando soglie successive, da 110.000 miliardi di yuan a oltre 140.000 miliardi di yuan. I consumi finali hanno contribuito per il 52% alla crescita nel 2025, suggerendo un graduale progresso verso un modello più trainato dai consumi. Il nuovo piano parte quindi da una posizione di relativa stabilità economica, pur in presenza di sfide strutturali.

Un concetto chiave che guida l’attuale piano è quello delle “nuove forze produttive di qualità” pone maggiore enfasi sull’innovazione come motore della crescita. Ciò riflette un cambiamento di orientamento politico, in cui ci si aspetta che il progresso tecnologico svolga un ruolo più centrale nel plasmare i risultati economici. Allo stesso tempo, il piano sottolinea l’importanza di collegare l’innovazione alla capacità industriale, garantendo che il progresso tecnologico si traduca in produzione e applicazione sul mercato.

Dati recenti illustrano questa direzione. All’inizio del 2026, la Cina contava oltre 6.000 aziende di intelligenza artificiale, con il settore principale dell’IA che superava 1.200 miliardi di yuan. Parallelamente, settori come quello dei veicoli a energia alternativa si sono espansi significativamente, con una produzione che ha superato i 16 milioni di unità nel 2025. Anche l’efficienza energetica è migliorata, con un calo del consumo energetico per unità di PIL dell’11,6% rispetto ai livelli del 2020, equivalente a una riduzione di circa 1,1 miliardi di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Questi sviluppi suggeriscono che innovazione e trasformazione industriale sono sempre più interconnesse.

Un’altra componente importante del piano è la dimensione ambientale. Si basa su precedenti impegni per il raggiungimento del picco di emissioni di carbonio e della neutralità carbonica, fissando al contempo obiettivi per l’espansione delle energie rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica. Si prevede che i combustibili non fossili rappresenteranno circa il 25% del consumo di energia primaria, con una capacità eolica e solare che dovrebbe superare i 1.200 gigawatt entro il 2030. Questi obiettivi indicano uno sforzo per bilanciare la crescita economica con le considerazioni ambientali. Anche le politiche sociali rivestono un ruolo di primo piano. Le misure delineate nel piano includono l’ampliamento dei servizi di assistenza all’infanzia, il sostegno finanziario alle famiglie e lo sviluppo di sistemi di assistenza a lungo termine. La crescita della “silver economy” riflette il tentativo di rispondere ai cambiamenti demografici, in particolare all’invecchiamento della popolazione. Queste iniziative suggeriscono che la stabilità sociale e i consumi interni siano sempre più considerati interconnessi.

Allo stesso tempo, il piano riconosce le sfide in corso. Pressioni esterne come le interruzioni delle catene di approvvigionamento e la concorrenza tecnologica continuano a plasmare il contesto globale. A livello nazionale, le questioni relative alla domanda, all’aggiustamento strutturale e alle aspettative rimangono motivo di preoccupazione. L’approccio politico sembra inquadrare queste sfide come parte di una transizione più ampia, piuttosto che come ostacoli a breve termine.

Un altro aspetto degno di nota è il processo consultivo alla base del piano. I rapporti indicano che milioni di suggerimenti pubblici sono stati raccolti durante la sua stesura, a testimonianza dello sforzo di integrare un contributo più ampio nel processo decisionale. Sebbene l’impatto di tale partecipazione possa essere interpretato in modi diversi, evidenzia il tentativo di allineare l’orientamento politico alle aspettative del pubblico.

Inoltre, i primi mesi del 2026 offrono alcune indicazioni su come il piano viene reso operativo. Gli investimenti nelle infrastrutture hanno mostrato un rinnovato slancio, mentre la produzione ad alta tecnologia e le industrie digitali si stanno espandendo a un ritmo di crescita più rapido rispetto ai settori tradizionali. Ciò suggerisce che le priorità politiche stiano iniziando a tradursi in un’attività economica misurabile. Allo stesso tempo, l’enfasi sull’equilibrio tra crescita e gestione del rischio indica un approccio prudente, in cui la stabilità è prioritaria insieme alla trasformazione strutturale.

Guardando al futuro, uno dei principali obiettivi del piano è raddoppiare il PIL pro capite dai livelli del 2020 a circa 20.000 dollari entro il 2035. Il raggiungimento di questo obiettivo richiederà una crescita sostenuta insieme alla trasformazione strutturale, in particolare uno spostamento verso i consumi, i servizi e le industrie a maggior valore aggiunto. Il 15° Piano quinquennale si configura come un quadro di riferimento per la gestione di questa transizione nei prossimi anni.

Date le dimensioni della Cina, la sua traiettoria economica ha implicazioni che vanno oltre i suoi confini. I cambiamenti nel suo modello di sviluppo influenzano il commercio globale, le catene di approvvigionamento e i flussi di investimento. In questo contesto, il piano contribuisce a un dibattito più ampio su come le grandi economie si adattano alle mutevoli condizioni globali mantenendo la stabilità.

Il 15° Piano quinquennale riflette una continua enfasi sulla pianificazione a lungo termine, sull’aggiustamento strutturale e sulle riforme graduali. I risultati dipenderanno non solo dall’orientamento politico, ma anche dall’efficacia con cui queste priorità verranno implementate in un contesto economico in continua evoluzione.

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