a cura di Alessandro Fanetti
Un dialogo per cercare di comprendere meglio l’Indonesia, un Paese troppo poco conosciuto in Occidente ma di grande importanza nelle dinamiche geopolitiche asiatiche e globali.
Dall'”architettura interna” ai rapporti (non sempre facili) con la Cina, dalla visione del “nuovo mondo” che sta emergendo al legame con l’Italia, qualche parola da uno studioso che affronta questi temi direttamente da quella “parte del mondo”.
- L’Indonesia è un Paese che, in generale e purtroppo, è poco conosciuto nei Paesi occidentali. Ritengo invece che abbia un ruolo geopolitico (e non solo) molto importante. Può darci una breve introduzione sul suo Paese, innanzitutto dal punto di vista della politica interna e dell’assetto costituzionale?

L’Indonesia è la terza democrazia più grande al mondo, con un sistema repubblicano presidenziale regolato dalla Costituzione del 1945. Il Presidente è il capo dello Stato e del governo ed è eletto direttamente dal popolo dal 2004. Il potere legislativo è esercitato dal DPR e dal DPD nell’ambito dell’MPR, mentre il potere giudiziario è detenuto dalla Corte Suprema e dalla Corte Costituzionale. Dalla riforma del 1998, l’Indonesia ha vissuto un consolidamento democratico attraverso elezioni competitive, il decentramento del potere e il rafforzamento della supremazia civile, sebbene debba ancora affrontare sfide istituzionali quali la corruzione e la disuguaglianza. L’Indonesia è spesso vista come un modello di democrazia moderata nel mondo musulmano.
- Il “mondo geopolitico” sta cambiando. In particolare, stiamo assistendo a uno scontro tra l’asse unipolare e coloro che aspirano alla nascita di un nuovo mondo multipolare. Qual è il ruolo dell’Indonesia in questa situazione?
Nella transizione da un ordine unipolare a uno multipolare, l’Indonesia svolge il ruolo di media potenza con una politica estera libera e attiva. L’Indonesia rifiuta la politica dei blocchi e si posiziona come forza di equilibrio attraverso il multilateralismo, in particolare nell’ASEAN, nel G20 e nel Movimento dei Paesi Non Allineati. Il suo obiettivo principale è mantenere la stabilità nella regione indo-pacifica, rafforzare la centralità dell’ASEAN e sostenere un ordine internazionale basato sulle regole, senza schierarsi con nessuna potenza particolare.
- La Cina sta acquisendo un ruolo geopolitico sempre più significativo di anno in anno. Quali sono le relazioni tra Indonesia e Cina, soprattutto su questioni regionali altamente delicate (ad esempio Taiwan)?
L’Indonesia e la Cina intrattengono relazioni strategiche, in particolare in campo economico e degli investimenti, con Beijing che rappresenta il principale partner commerciale dell’Indonesia. Sulla questione di Taiwan, l’Indonesia sostiene costantemente la politica di “una sola Cina” e rifiuta l’escalation militare che minaccia la stabilità regionale. Tuttavia, l’Indonesia assume una posizione ferma sulla questione del Mar Cinese Meridionale, in particolare nella ZEE di Natuna Nord, rifiutando la rivendicazione della linea dei nove trattini e aderendo all’UNCLOS 1982. Le relazioni economiche non diminuiscono la fermezza dell’Indonesia in materia di sovranità e diritto internazionale.
- Io vengo dall’Italia e quindi ti chiederei di inviare un messaggio al mio Paese. In più, ti chiedo come viene vista l’Italia in Indonesia, innanzitutto dal punto di vista del suo ruolo geopolitico (ma non solo).
L’Italia è considerata un attore importante in Europa e nell’Unione Europea, in particolare nella diplomazia multilaterale, nelle questioni umanitarie e nella pace globale. Le relazioni bilaterali tra Indonesia e Italia sono positive e stabili, con un grande potenziale nel commercio, nell’istruzione, nella cultura e nella sicurezza marittima. A livello comunitario, l’Italia ha un forte soft power grazie alla sua cultura, alla sua storia e al suo stile di vita. L’Indonesia considera l’Italia un partner strategico per rafforzare la cooperazione euro-indo-pacifica in un contesto di cambiamenti geopolitici globali.









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