di Giuseppe Angiuli
1) Innanzitutto, occorre sgomberare il campo dalle più insulse boiate della propaganda a stelle
e strisce: chiunque pensi davvero che l’aggressione armata USA al Venezuela sia legata alla “lotta al narcotraffico” è bene che si concentri sulle favole tipo “Biancaneve e i sette nani”, anzichè sulla geopolitica.
1) Innanzitutto, occorre sgomberare il campo dalle più insulse boiate della propaganda a stelle
e strisce: chiunque pensi davvero che l’aggressione armata USA al Venezuela sia legata alla “lotta al narcotraffico” è bene che si concentri sulle favole tipo “Biancaneve e i sette nani”, anzichè sulla geopolitica.
2) Un pochino di cocaina è probabile che sia sempre passata anche da Caracas ma tutti i bene informati sanno bene che la stragrande maggioranza del traffico di cocaina mondiale raggiunge gli USA non certo dal Venezuela bensì dalla vicina Colombia, via Messico. I meglio informati, peraltro, sanno bene che i gringos nordamericani e la CIA hanno sempre gestito essi stessi questo traffico, in combutta con i cartelli colombiani: a tal proposito, sono storicamente accertati i legami del celebre boss colombiano Pablo Escobar Gaviria con le autorità USA, le quali decisero poi di accopparlo soltanto quando questi si era montato la testa un po’ troppo.
3) Gli USA non sono soltanto un impero in declino ma peggio, ormai finanziariamente, sono quasi alla canna del gas. La funzione del dollaro quale divisa internazionale degli scambi finanziari è ormai finita, la Cina è economicamente non aggredibile, la Russia non può essere sconfitta militarmente, il sistema di interscambio sperimentato dal blocco dei Paesi BRICS rischia di condannare gli USA, entro pochi anni, all’INSOLVENZA nel rimborso dei propri titoli del debito pubblico, con cui essi mantengono il mondo in pugno almeno dal 1944/45 (accordi di Bretton Woods).
4) L’aggressione militare al Venezuela ha dunque una duplice finalità: quella di ripristinare con la forza l’egemonia all’interno del proprio “cortile di casa” latinoamericano (rilanciando la vecchia dottrina Monroe) e, al contempo, quella di acquisire urgentemente una nuova fonte di petrolio ed altri minerali preziosi a buon mercato, atteso il disperato bisogno trumpiano di rilanciare l’economia manifatturiera interna agli USA (letteralmente distrutta da decenni di finanziarizzazione e di dominio della globalizzazione neoliberista).
5) Un impero che agisce ormai senza maschera, vestendo dappertutto nel mondo i panni del gangster mafioso a cui non è mai lecito “dire di no”, un impero che si arroga il diritto di decidere unilateralmente il destino di ogni altro popolo, ricorrendo ai pretesti più risibili pur di imporre la sua volontà a 3/4 dell’umanità, un impero che deve sempre ineluttabilmente ricorrere all’HARD POWER per intimidire Paesi amici e nemici, avversari ed alleati, un impero indebitato ed incapace di rilanciare la sua economia interna, è un impero che, evidentemente, non ha più ancora molto tempo a disposizione per esprimere il suo dominio sul globo.
6) Il sistema del diritto internazionale e dell’ONU sono ormai ridotti ad una barzelletta. Se la comunità internazionale ritiene normale che una qualsiasi nazione invada, dalla sera alla mattina, un’altra nazione sovrana, senza finanche dichiararle guerra, arrogandosi il diritto di decidere chi sia o meno legittimato a governare un altro Paese, sequestrandone il legittimo Presidente e giudicandolo dinanzi alla sua propria giurisdizione, esterna al Paese in cui i presunti crimini sarebbero avvenuti, senza ricorrere ad alcun procedimento di estradizione legale, ecc……..allora è meglio che la carta delle Nazioni Unite, a partire da oggi, venga usata come carta da cesso.
7) E’ impossibile capire con chiarezza che cosa sia accaduto la scorsa notte a Caracas ma, vista la tempistica record del cosiddetto “arresto” di Nicolas Maduro e di sua moglie, è assai probabile che la loro detenzione sia consistita in una sorta di consegna concordata tra Trump ed i vertici dell’esercito venezuelano. Scopriremo ben presto i termini e le condizioni di tale consegna concordata e di quali effetti politici essa sarà infine portatrice.
8) Nonostante tutte le contraddizioni del Paese, gli errori del regime venezuelano, sbaglia di grosso chi pensa che, con la deposizione notturna di Maduro, possa di colpo arrestarsi un intero processo politico anti-imperialista, che viene da molto lontano. Gli yankees nordamericani sono letteralmente DETESTATI e maledetti dalle masse popolari non solo del Venezuela ma di buona parte dell’intera America Latina, dove li considerano ciò che essi realmente sono: dei banditi e pirati senza scrupoli, dediti da sempre alla depredazione, allo sfruttamento delle risorse altrui ed al genocidio generalizzato dei popoli del sud del mondo.
Pertanto, ritengo che sarà assai difficile per gli USA di Trump mettere le mani sul Venezuela e sul suo petrolio senza dover pagare comunque un prezzo, essendo invece ben più probabile che, da un contesto di confronto brutale, si debba presto passare ad una negoziazione (cosa che è molto probabile sia già avvenuta, col coinvolgimento dei vertici militari del Venezuela, che godono di un potere altissimo in patria, laddove invece le opposizioni filo-imperialiste guidate dal farsesco premio Nobel Maria Corina Machado sono scarsamente rappresentative, essendo giustamente percepite come degli svendi-patria).
Per intanto, per le strade di Caracas, risuona il celebre motto liberatorio: EL PUEBLO UNIDO,
JAMAS SERA’ VENCIDO!








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