di Dario Tagliamacco
Il mondo è ormai dentro un processo di cambiamento epocale, in mezzo a turbolenze dovute a sanzioni economiche e guerre di valute, i Brics si stanno emancipando dal dollaro.
L’ordine finanziario occidentale sta ormai venendo aggirato dalla rivoluzione dei pagamenti guidata dai Paesi Brics. Il G7 non sta venendo sconfitto con missili e bombe bensì dallo yuan, la moneta della Cina, dalle infrastrutture e da almeno due decenni di strategia geopolitica. Il Cips, Cross-Border Interbank Payments System cinese, sta facilitando le transazioni finanziarie di 185 Paesi, e fino ad ora ha già effettuato movimenti per 52.000 miliardi di yuan, corrispondenti a 7.000 miliardi di dollari, superando il sistema statunitense Swift in differenti corridoi strategici.
Il 95% del commercio tra Russia e Cina è ormai regolato da valute locali, più di 40 nazioni del Sud Globale saldano debiti e flussi di materie prime con il Cips, eludendo completamente il sistema finanziario occidentale. Questa iniziativa non è unicamente cinese ma di tutti i Paesi facenti parte dei Brics, si può pertanto facilmente affermare che silenziosamente sta avvenendo la decolonizzazione dal dollaro.
I Brics stanno costruendo un sistema globale che non è sottomesso alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale mentre l’Occidente non riesce più a usare il sistema Swift come un’arma per tenere sotto controllo le economie di tanti Paesi del mondo. Il sistema Cips è stato lanciato dalla Cina ed è gestito dalla sua Banca Centrale, rappresenta un’alternativa reale per il commercio globale.
Alla Borsa del petrolio e del gas di Shangai le transazioni di gas naturale liquefatto vengono quotate e pagate in yuan. Questo accade anche per la soia che proviene dallo Shenzen Quianhai Joint Trading Center. La Cina ha già firmato 40 accordi di collaborazione con molti Paesi per utilizzare il sistema Cips come pagamento, il valore ha raggiunto i 52 trilioni di yuan dall’inizio del 2025, pari al 58% delle transazioni transfrontaliere dell’intera nazione e tale cifra in alcuni parametri ha superato il dollaro.
Una parte del mondo non ha aderito ai pagamenti in yuan, Europa, Nord America e Australia hanno mantenuto una posizione distante e ostile, invece i Paesi in via di sviluppo stanno utilizzando il Cips con maggiore frequenza, soprattutto per il pagamento dei prestiti della Belt and Road Initiative (BRI). Nello stesso tempo gli Stati Uniti stanno cercando di bloccare, o comunque rallentare, questo processo, il presidente statunitense Trump ha affermato più volte che ripristinerà il predominio del dollaro, tuttavia per ora le sue politiche hanno isolato gli alleati e messo l’Europa in gravi difficoltà.
L’instabilità globale è evidente, la guerra tra Nato e Russia, le tensioni tra Cina e Stati Uniti mostrano come gli equilibri mondiali stiano mutando. Il 27 settembre 2025 i ministri degli esteri dei Paesi dei Brics hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno denunciato i dazi statunitensi definendoli come una “proliferazione di misure restrittive del commercio”, il presidente brasiliano Lula, ha definito le tasse sulle importazioni imposte dagli Stati Uniti, come un ricatto tariffario e ha esortato le nazioni parte del gruppo a lottare unite per cambiare la situazione.
Quindi il Cips nasce come opzione alternativa al sistema Swift, la rete di messaggi interbancaria occidentale, dando, oltre ai servizi di comunicazione, anche servizi di compensazione e regolamento di pagamenti. Nel luglio del 2025 la China Development Bank (CDB) ha erogato un prestito alla Development Bank of Southern Africa (DBSA) del valore di 2,1 miliardi di renminbi, che equivale a circa 290 milioni di dollari. Questo finanziamento è destinato ai progetti infrastrutturali per lo sviluppo dell’Africa, tale accordo, pagato in valuta cinese, segna un passo decisivo nella fondazione di un sistema finanziario alternativo.
Il Cips viene utilizzato ormai da centinaia di Paesi poiché presenta diversi vantaggi:
1 Poco vulnerabile alle sanzioni degli attori occidentali.
2 Rapido nei tempi di elaborazione per le transazioni in yuan.
3 Costi bassi delle commissioni di cambio e transazione.
4 Strumento fondamentale per aumentare il potere economico, e di conseguenza politico, dei Brics nel Sud del mondo.
L’adozione del sistema Cips da parte dei Paesi Brics è una scelta politica poiché rappresenta un percorso da seguire per la creazione di un sistema finanziario non più dominato dall’Occidente, bensì fondato sulla sovranità monetaria, sulla cooperazione tra i Paesi del Sud Globale e sulla riduzione della dipendenza dal dollaro statunitense.
La fine dell’egemonia degli Stati Uniti è al suo inizio, in questa epoca il mondo sta vivendo la transizione che sta disegnando nuovi rapporti economici ed equilibri geopolitici globali; i Governi occidentali, nel presente e nel futuro prossimo, nelle proprie decisioni dovranno tenere conto di queste evoluzioni globali.








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