#REPORTAGE Dialogo e comprensione reciproca: una delegazione italiana in Bielorussia

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di Alessandro Fanetti

Il dialogo e il tentativo di comprensione reciproca sono dei tratti fondamentali per il raggiungimento di una coesistenza pacifica e “win – win” fra i popoli. Questo proposito ha fatto da fondamenta della delegazione italiana in visita a Minsk, la capitale della “Russia bianca”, a metà settembre 2025.

Un viaggio molto interessante, ricco di spunti di riflessione e di condivisione positiva e pacifica di varie idee e proposte per un dialogo costruttivo e un’attiva promozione dell’amicizia fra le nostre comunità.

Promozione di una comunione d’intenti che aiuti e contribuisca a scardinare le pericolose tensioni geopolitiche che rischiano sempre più di sfociare in qualcosa di terribile per i destini dell’intera umanità.

Perché una cosa è certa: un altro mondo è possibile.

Una foto della delegazione italiana in Bielorussia. Presente anche Alessandro Fanetti del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo

É constatabile che, per le forze che ognuno riesce a mettere in campo, questa delegazione ha raggiunto lo scopo che si prefissava, contribuendo alla costruzione di un ponte di dialogo attraverso la posa di un mattoncino sulla strada del rafforzamento della conoscenza e fiducia reciproca “Ovest – Est”.

Una visita in Bielorussia che ci ha permesso di fare incontri ad alto livello e visitare almeno una parte del Paese, riuscendo dunque a toccare con mano quello che esso è. Certamente constatando la differenza abissale che c’è fra quello che ci racconta il “maninstream nostrano” e quello che è la realtà delle cose.

Entrando nel dettaglio del soggiorno, esso si è composta di due “macro – insiemi”: visita libera di vari luoghi e incontri istituzionali.

Per quanto riguarda la prima parte, soventi sono state le passeggiate per la Capitale del Paese, le chiacchierate con le persone del posto e le visite a diversi luoghi importanti per la storia del Paese (e spesso non solo). Dal “Museo della Grande Guerra Patriottica” alla Linea Stalin”, ci siamo resi conto di quanto la Storia del Paese forgi il sentimento diffuso della popolazione, con un attaccamento particolare agli eroi che contribuirono come nessun altro alla sconfitta del nazifascismo. É infatti indubbio che il tributo di sangue sovietico nella II° Guerra Mondiale (circa 25 milioni di morti) è stato impareggiato in qualsiasi altro luogo della Terra e la Vittoria sovietica nell’Operazione Barbarossa scatenata da Hitler nel 1941 ha dato un colpo infernale e decisivo alle ambizioni naziste nel mondo.

Un popolo dunque che guarda certamente al futuro ma che non dimentica da dove viene. Aldilà delle varie contingenze, con annesse possibili divergenze, del presente.

Per quanto riguarda invece il secondo punto, ossia gli incontri istituzionali, abbiamo avuto la possibilità di incontrare il Partito “Belaja Rus”, il “Partito Comunista della Bielorussia”, la “Federazione dei Sindacati della Bielorussia” e l’ “Unione Repubblicana Bielorussa della Gioventù”.

Durante tali momenti sono state sottolineate almeno delle cose che non vanno tralasciate:

  • L’importanza del dialogo fra il popolo e fra i popoli.
  • La necessità della difesa della memoria storica e l’esigenza di combattere forme di revisionismo fuori da qualsiasi realtà.
  • La Bielorussia è preoccupata da queste tensioni geopolitiche (a maggior ragione per la sua ubicazione geografica) e vorrebbe evitare un’escalation.
  • La Bielorussia vorrebbe un maggiore equilibrio nelle dinamiche geopolitiche globali, anche perché in questo momento il Continente europeo sta perdendo terreno mentre guadagnano molto USA e Cina (in primis economicamente). Il rischio di una guerra è molto alto.
  • Il sistema capitalista (a maggior ragione allo stadio al quale è arrivato oggi) e gli interessi di chi ne è al vertice, stanno distruggendo la stabilità globale (ciò è chiaramente dimostrato in Medio Oriente).
  • La tecnologia e il progresso tecnologico sono utili ma vanno ben gestiti e non devono essere in mano a lobby interessate in primis al controllo sulla popolazione. Il “Governo digitale” è un pericolo enorme.
  • La presenza di un sindacato forte e rappresentativo della grande maggioranza dei lavoratori di un Paese è importante. In Bielorussia c’è una Federazione di Sindacati che è molto forte, con più di 4 milioni di iscritti, 24 mila organizzazioni territoriali e capacità organizzative per garantire il benessere degli iscritti.
  • Qualsiasi nuovo contratto di lavoro in Bielorussia deve passare per l’approvazione del sindacato e ciò garantisce condizioni migliori per il lavoratore.
  • La volontà di dialogo e cooperazione dei vari organismi incontrati in Bielorussia con le loro controparti italiane è massima.
  • É stata sottolineata, da entrambe le parti, l’importanza della cultura come mezzo di amicizia e conoscenza fra i popoli.

Di seguito uno dei vari resoconti usciti in Bielorussia:

ФПБ заинтересована в установлении новых контактов с профсоюзами Италии

In conclusione, dunque, la delegazione italiana ha cercato di riannodare i fili di un dialogo necessario e utile fra popoli e Paesi che hanno tanto da condividere e veramente niente da guadagnare nella situazione di tensione geopolitica come quella odierna.

Una tensione che rischia di sfociare in qualcosa di drammatico e che dunque obbliga ciascuno di noi, per le possibilità che ognuno ha, ad impegnarsi per garantire forme di dialogo e cooperazione “win – win”.

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