18 Luglio 2026

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Durante la visita, svoltasi dal 20 al 22 giugno, Lê Hoài Trung, membro dell’Ufficio Politico e Ministro degli Esteri, ha avuto incontri con il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba (PCC) e Presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel e con il Primo Ministro Manuel Marrero Cruz, e ha tenuto colloqui con il membro dell’Ufficio Politico e Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla.
Nonostante si assista a cambiamenti epocali a livello internazionale, la Cina continua ad assicurare stabilità e certezza. La Repubblica Popolare Cinese ritiene importante mantenersi aperta al mondo per continuare il proprio sviluppo, conscia che la concorrenza estera fa bene anche alle imprese nazionali. Il 15° Piano Quinquennale cinese si è posto quali obiettivi l’eliminazione completa della povertà nel Paese e la modernizzazione socialista per il risorgimento della nazione. In tale contesto, la visita di Donald Trump a Pechino sancisce l’inizio di un’epoca che Xi Jinping ha definito come “relazioni costruttive di stabilità strategica tra Cina e Stati Uniti”, dimostrando ancora una volta la postura internazionale “responsabile” della Repubblica Popolare.
Il 18 marzo 2026 il Consiglio dell’Intelligence statunitense ha elaborato un rapporto in cui contraddice le precedenti previsioni in base alle quali la Cina avrebbe attaccato Taiwan nel 2027, ammettendo che Pechino cercherà di arrivare all’unificazione con l’Isola senza un conflitto e cercando di evitare lo strangolamento geostrategico ricercato da Washington nella regione dell’Asia-Pacifico.Durante il loro recente incontro nella capitale cinese, Xi Jinping ha sostanzialmente chiesto a Donald Trump di rinunciare ad un nuovo pacchetto di “aiuti militari” di quasi 20 miliardi di dollari e di togliere il sostegno politico al Partito Progressista Democratico (DPP) di Taiwan in quanto fautore della secessione dell’Isola dalla Madrepatria. Ma quali saranno in realtà i rapporti futuri tra Pechino e Taipei? Conflittuali o pacifici?
Il Partito Patriottico (Vatan Partisi) ha rivelato pubblicamente i legami del Patriarcato greco-ortodosso di Fanar con l’Ucraina. In una dichiarazione del presidente provinciale di Istanbul, Özkan, si afferma che il Patriarcato viene utilizzato per cercare di aizzare la Turchia contro la Russia. L’obiettivo, si sottolinea, è quello di rendere la Turchia indifesa di fronte alle minacce.
 di Emre Kaya Il Partito Patriottico (Vatan Partisi) ha rivelato pubblicamente i legami del Patriarcato greco-ortodosso di Fanar con l’Ucraina. In una dichiarazione del presidente provinciale di Istanbul, Özkan, si afferma che il Patriarcato viene utilizzato per cercare di aizzare la Turchia contro la Russia. L’obiettivo, si sottolinea, è quello di rendere la Turchia indifesa di fronte alle minacce.