Nell’ultimo giorno della conferenza del Dialogo Shangri-La (Singapore, 2-4 giugno 2023), il consigliere di Stato cinese e ministro della Difesa Li Shangfu ha tenuto un discorso sulla nuova iniziativa di sicurezza cinese, sottolineando che “un nuovo percorso verso la sicurezza prevede il dialogo piuttosto che il confronto, la partnership piuttosto che l’alleanza e il vantaggio per tutti rispetto al gioco a somma zero”[1].
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Da quell’ormai lontano 2013, il progetto della Belt and Road Initiative (inizialmente noto come One Belt, One Road, “una cintura, una via”) ha preso sempre più forma e, in una decade, ha espanso i propri orizzonti e programmi con il fine di dar vita nuovamente all’antica via della seta; ma, mentre quest’ultima aveva anticamente l’obiettivo principale di connettere l’Est e l’Ovest così che le diverse civiltà sviluppatesi lungo questo asse commerciale potessero comunicare e prosperare con gli scambi reciproci, l’obiettivo della Nuova Via della Seta è quello di dotare la Cina di un supporto che le permetta di aprirsi al mondo esterno. Per poter fare ciò, la Cina ha puntato a facilitare la connettività e l’efficienza delle rotte commerciali, diminuendone i costi per il trasporto delle merci, nonché garantendo la sicurezza delle significative importazioni cinesi e dei flussi di esportazione. Nel 2013, il Presidente Xi Jinping introdusse questo progetto spiegando il doppio volto della Belt and Road Initiative, secondo la quale, con “Belt” si voleva intendere la Silk Road Economic Belt, vale a dire la “zona economica della via della seta”, riferita alle tratte terrestri, mentre per “Road”, il riferimento era alle rotte marittime, dunque alla 21st Century Maritime Silk Road, la “rotta marittima del 21esimo secolo”.
Durante la visita in Indonesia, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato alla collaborazione per preservare la pace nel Mar Cinese Meridionale, mentre gli analisti avvertono sulle conseguenze di alleanze sbagliate, soprattutto alla luce della politica intrapresa dalle Filippine. Di seguito la traduzione dell’articolo del Global Times.
▪️A prima vista, sembrerebbe che non ci sia modo, poiché da un lato stiamo parlando di filosofia politica, fondata negli anni '20 del XX secolo, e dall'altro di iniziative puramente pratiche e puramente economiche del XXI secolo. Ma se guardiamo più da vicino, vedremo che i classici dell'eurasiatismo - N.S. Trubetskoy, P.N. Savitsky, G.V. Vernadsky, N.G. Alekseev, L.N. Gumilev e altri - si sono rivelati praticamente dei profeti per quanto riguarda la trasformazione dell'eurasiatismo. - si sono rivelati praticamente dei profeti per quanto riguarda la trasformazione della Russia e dell'intero sistema internazionale.
Quella del 14 aprile non è stata una notte qualunque, ma una notte storica che riscriverà il futuro del Medio Oriente e del mondo. È stata la notte in cui l'aeronautica iraniana, direttamente dal suolo iraniano, ha lanciato 300 missili e droni diretti a specifiche installazioni militari in Israele. L'Iran ha distrutto con successo questi obiettivi, uno dei più significativi dei quali era la base militare che aveva lanciato il vile attacco di Israele al consolato iraniano a Damasco. Le strade iraniane non erano le uniche a festeggiare questa grande vittoria sul regime di occupazione; la maggior parte delle città arabe e islamiche rimasero sveglie, con gli abitanti che gridavano i takbir a sostegno del trionfo iraniano.
La recente escalation del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell'Iran è considerata un'avventura non calcolata per il nemico. Il bombardamento da parte di aerei da guerra israeliani dell'edificio consolare iraniano in Siria, che ha portato al martirio di sette consiglieri militari iraniani, tra cui due alti comandanti, non è un evento isolato, ma piuttosto la continuazione dei tentativi del regime di occupazione di sfuggire alla sua storica sconfitta a Gaza e di coprire le crisi interne che Israele sta vivendo, nonché di uscire dall'isolamento internazionale attraverso atti terroristici senza precedenti.
In today’s era, where complex global dynamics and swinging geopolitical risks prevail, it is imperative to go beyond being aware of current events in order to maintain a competitive edge. It demands a strategic and well-informed approach to manoeuvre through the multifaceted realm of international relations. SpecialEurasia offers a unique chance for individuals looking to enhance their analytical skills and overcome the challenges of our world through our Geopolitical Intelligence Analysis Course on Saturday, May 4th, 2024.
Una recente indagine di Canard Enchaîné svela i retroscena di una possibile offensiva americana volta a spezzare l’alleanza strategica tra Framatome, società francese, e Rosatom, colosso russo del nucleare civile. Un eventuale cambio di fornitore ridefinirebbe i confini della sovranità nucleare europea in questa guerra economica dichiarata dagli Stati Uniti, a vantaggio della Westinghouse americana.
Il passaggio dall’espansione, dalla produzione e dal commercio ai prestiti e alla speculazione ha accelerato il declino per secoli.
Adagiato su un vasto ma arido Altopiano, tra le vette dell’Himalaya e le sconfinate pianure dell’Asia Centrale, il Tibet ha sempre suscitato l’interesse di viaggiatori, pellegrini, mercanti, esploratori ed alpinisti; culla di una cultura antica e poliforme, che rimarrebbe incomprensibile senza un’accurata conoscenza della successione di religioni e culti che la hanno contraddistinta.
In questo volume Kalsang Gyal fornisce al lettore una precisa e minuziosa ‘ricognizione’ della storia religiosa tibetana, a partire dal primitivo e ancestrale culto sciamanico del “Bon”, fino alla fioritura del buddismo introdotto dall’India, ibridato e fertilizzato dalle credenze locali, con la conseguente nascita di numerose scuole e sette ( a volte persino drammaticamente conflittuali) che hanno costituito il sistema feudale teocratico lamaista attivo sino alla ricongiunzione con la Cina negli anni ‘50.
Non mancano appendici sulle più piccole comunità cristiane (nate dall’opera missionaria, in specie tra XIX e XX secolo) e musulmane, queste ultime derivanti dai contatti con la regione dello Xinjiang e con i Paesi più a Ovest nelle storiche “Vie” della Seta e dei Cavalli.