7 Agosto 2026

Europa e Unione Europea

Analisi CeSEM – Febbraio 2013 Il terrorismo in Europa occidentale. Dalla “strategia della tensione” al giorno d’oggi. Giacomo Gabellini e intervista a Daniele Ganser E’ stato ampiamente dimostrato che il fenomeno del terrorismo in Europa occidentale rispondeva a ben precisi obiettivi politici, e che gli esecutori materiali degli attentati che hanno scosso vari Paesi del Patto Atlantico rappresentavano la manovalanza dipendente da specifiche sfere di potere. Nonostante la fine della Guerra Fredda, il terrorismo ha continuato a segnare la storia del Vecchio Continente. Quali sono i nuovi obiettivi. Scarica il Pdf – download pdf   
Crisi, De Benoist, Geopolitica, Eurasia, Cesem
Il Cesem ha organizzato la conferenza per indagare sulla crisi economica Europea, a Milano sabato 17 novembre alle ore 15.30. Hanno partecipato: Alain De Benoist, filosofo e saggista; Aldo Braccio, redattore di “Eurasia – Rivista di studi geopolitici”; Giacomo Gabellini, autore di “La parabola. Geopolitica dell’unipolarismo statunitense“; Andrea Farhat, studioso della globalizzazione.              
Panarin Russia eurasia
Domenica 11 novembre si è svolto a Milano l’incontro promosso dal CeSEM con il professor Igor Panarin. Di fronte ad un pubblico di giovani studenti e docenti, operatori economici e semplici cittadini interessati alla politica internazionale, nella rappresentativa sala del Consiglio di Zona 3 del Comune di Milano, introdotto dal redattore di “Eurasia – Rivista di studi geopolitici” dott. Stefano Vernole, il professor Panarin, politologo russo membro dell’Accademia delle Scienze Militari e docente presso l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha illustrato il suo punto di vista su alcuni dei principali temi dello scenario geopolitico mondiale. Del ritrovato ruolo della Russia e della sua civiltà come protagonista mondiale sotto la guida di Vladimir Putin e dei rapporti tra Ortodossia e Cattolicesimo, della vittoria del presidente Obama e della crisi economica che attraversano gli USA, delle diverse componenti che costituiscono le elites in Cina e Stati Uniti, del ruolo egemone che continua a svolgere la Gran Bretagna nel mondo ed anche in Italia sono solo alcuni dei temi affrontati nella relazione del professore. Al termine dell’intervento è stata lasciata parola ai partecipanti per domande ed osservazioni. Presentazione dell”evento
Le ragioni del disastro economico e la ricostruzione del progetto comunitario   Il fallimento dell`Euro è una morte annunciata: l’unione valutaria europea non ha una solida base di istituzioni politiche e statali e il governo di diciassette Paesi è affidato a una Banca. E le conseguenze sono oggi visibili a tutti. L`Unione europea è il frutto di un progetto continentale di pace e cooperazione tra popoli e Stati. Ma la Guerra Fredda prima e la Globalizzazione poi hanno deragliato questo processo verso un quadro di competizione sfrenata. Si è prodotta una frattura profonda tra i Paesi dell`Europa del Nord e occidentali e quelli dell`Europa centrale e del Sud risolvibile solo con una rigenerazione del progetto stesso. Il baratro è vicino ma si può ancora evitare. Bruno Amoroso – tra i primi economisti ad aver annunciato il profilarsi del dissesto economico del Vecchio continente nel suo saggio Euro in bilico – e Jesper Jespersen, tra i massimi esperti scandinavi di politiche economiche keynesiane, individuano le cause e i responsabili di questo fallimento, indicando le ragioni delle attuali divisioni sulle politiche e sulle proposte economiche avanzate in questa fase storica. Un testo di alta caratura che espone in modo chiaro quali siano le soluzioni alternative percorribili per evitare una crisi profonda e rilanciare un processo di unione monetaria sostenibile e allargato a tutti i Paesi membri. Castelvecchi Rx Pag.180 – Euro 16.50 Bruno Amoroso Esperto di economia internazionale e dello sviluppo. È stato a lungo allievo di Federico Caffè. È docente Emerito dell`Università di Roskilde in Danimarca. Titolare della cattedra Jean Monnet sulla coesione sociale dell`Unione europea e la cooperazione economica con altri Paesi e meso regioni. È presidente del Centro Studi Federico Caffè. Tra le pubblicazioni più importanti ricordiamo: Europa e Mediterraneo (2000), Persone e comunità: gli attori del cambiamento (con S. G. y Paloma) (2007), Per il bene comune (2009), I Mezzogiorno d`Europa (2010), Euro in bilico (2011), Federico Caffè. Le riflessioni della stanza rossa (2012). Jesper Jespersen Professore di economia politica dell`Università di Roskilde in Danimarca. È tra i più noti macroeconomisti keynesiani scandinavi. Membro della Commissione Danese per l`Euro, della Commissione Alternativa per la Riforma del Welfare, ed è presidente della Rete degli economisti keynesiani. Presentazione del libro a Roma,  Lunedì 5 novembre, ore 17,30 sarà presente Bruno Amoroso Intervengono Anna Cinzia Bonfrisco, Stefano Fassina, Vincenzo Formisano, Paolo Longobardi, Giulio Sapelli, modera Giuseppe De Lucia Lumeno Lunedì 5 novembre, ore 17,30 Associazione Nazionale fra le Banche Popolari Piazza Venezia, 11 (V piano) – Roma
Nello sforzo di affrontare la questione geoeconomica Europea in maniera adeguata è necessario organizzare le istituzioni senza conflitti di interessi, siano essi ideologici, economici o altro. Specialmente per scongiurare interventi di attori estranei alla zona europea,  istituzionali (si parla di un pericoloso prestito proveniente da Washington) o privati è bene affrontare alla radice la struttura Comunitaria; per tali motivi proponiamo un’introduzione alla questione sollevata dal CEO.   Corporate Europe Observatory ha chiesto che il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi lasci il ‘Gruppo dei Trenta’, un club di banchieri centrali e amministratori delegati di banche private.  Qui esploreremo il perché e il motivo per cui la reazione della BCE è inadeguata. I metodi della lobby finanziaria La crisi finanziaria del 2008 avrebbe dovuto essere un campanello d’allarme.  Per molti anni al settore finanziario privato è stato permesso di definire l’agenda per la regolamentazione finanziaria, negli Stati Uniti così come in Europa.  E’ finita in un disastro.  Come misura precauzionale, è di vitale importanza che politici e banchieri centrali prendano distanza dalla lobby finanziaria.  Il gruppo dei Trenta è un simbolo di come ciò non venga fatto. Cos’è il Gruppo dei Trenta? Il Gruppo dei Trenta è un club-organizzazione i cui membri sono i banchieri centrali ed i banchieri di spicco di grandi banche private, come Goldman Sachs, JP Morgan e UBS.  E’ stato istituito per discutere di regolamentazione bancaria globale – e per influenzare la legislazione. Un gruppo di pressione – non solo un think tank Il gruppo dei 30 funge da importante interfaccia tra private bankers e banchieri centrali. Non è solo un luogo per discutere di politica in materia bancaria, il suo scopo dichiarato è quello di avere un impatto sulla regolamentazione globale.  In diverse occasioni, il Gruppo si è espresso a favore di proposte che sono molto simili alle posizioni avanzate dalle grandi banche private.  Questo comprende la regolazione di complicati strumenti finanziari (derivati) e le norme sui requisiti patrimoniali delle banche. Draghi è un membro Mario Draghi ha fatto avanti e indietro tra il mondo delle banche pubbliche e private. In precedenza è stato membro del Gruppo dei Trenta quando lavorava per Goldman Sachs, banca di investimenti di Wall Street. Ora partecipa alle attività come presidente della Banca centrale europea.  Il Gruppo dei Trenta emette regolarmente relazioni su questioni controverse, e il suo portavoce (Jacob Frenkel, JP Morgan) è un partecipante ansioso nel dibattito sulla normativa finanziaria e parla spesso in nome del Gruppo dei Trenta. Reputazione banca, indipendenza e conflitti di interesse La Banca centrale europea dovrebbe essere vigile per ogni minaccia alla sua reputazione e indipendenza.  La banca rischia di essere screditata se il personale di alto livello ha conflitti di interesse.  Corporate Europe Observatory pensa che l’appartenenza di Mario Draghi del Gruppo dei Trenta viola le regole proprie della banca e ha chiesto alla BCE una spiegazione adeguata.  La Banca non ha dato una spiegazione del genere e si è rifiutata di riconoscere il problema. La denuncia In considerazione della posizione...
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La Grecia è salita alla ribalta, negli ultimi mesi, a causa degli ingenti problemi economico-finanziari legati, da un lato, al suo debito pubblico e, dall’altro, alla forte fase di recessione che da più di un triennio sta vivendo. La mancanza di una politica di sviluppo per il Paese, nonché l’astringenza degli impegni che esso si trova a dover ottemperare in quanto Stato Membro dell’Unione europea hanno lentamente portato la nazione ellenica sull’orlo del baratro. Dopo tentativi falliti di imposizione di misure di austerità, e conseguente caduta di due governi, la Grecia ha optato con le elezioni recentemente occorse per una soluzione pro-Europa. Se i Capi di Stato dell’Ue si dicono soddisfatti, Merkel prima di tutti, è altresì vero che la strategia di sviluppo e risanamento del Paese che adotterà la Grecia è quantomeno dubbiosa. Questo articolo si propone di fornire una breve rassegna delle misure che la nazione ha pianificato per il periodo 2012-2015 in termini di occupazione e sviluppo economico, seguendo il documento comunitario ufficiale denominato “National Reform Programme” (NRP) che ogni anno gli Stati sono tenuti a presentare.   Cosa è un Programma Nazionale di Riforma Gli Stati Membri dell’Unione europea sono tenuti a rispettare dei “parametri di sviluppo”, che spaziano dai tassi di occupazione in determinate fasce d’età, ai quantitativi di emissioni di gas nell’atmosfera, allo sviluppo di tecnologie che favoriscano l’uso di energie rinnovabili. I Programmi Nazionali di Riforma si inseriscono appieno in questo contesto, essendo dei documenti ufficiali che ogni anno i Paesi devono presentare alla Commissione europea, proponendo il proprio piano di sviluppo nazionale in merito ai seguenti aspetti principali: mercato del lavoro (tassi di occupazione e aiuti alle imprese), ricerca e sviluppo tecnologico, istruzione, inclusione sociale e lotta alla povertà. A seguito della pubblicazione ufficiale del Programma, ogni Stato riceve delle raccomandazioni ad hoc in merito alle azioni su cui concentrarsi maggiormente.   Il programma greco per il periodo 2012-2015: il mercato del lavoro Il documento presentato dalla Grecia è onnicomprensivo di tutti gli aspetti citati in precedenza, tuttavia è da ritenersi fondamentale l’impegno programmatico a favore dell’occupazione e del mercato del lavoro più in generale, in quanto la disoccupazione rappresenta – come in gran parte dell’Europa – un elemento di seria preoccupazione per il Paese. Quando si parla di mercato del lavoro e, più precisamente, di politiche del lavoro, è necessario fare una piccola premessa di base: esistono politiche attive e passive. Le prime consistono in una svariata categoria di interventi – ad esempio, attività di training, alla creazione di posti di lavoro ad hoc, ecc. – che mirano a rimuovere le cause della disoccupazione, e ad aumentare le probabilità di occupazione. Le politiche passive, invece, mirano ad alleviare la perdita di benessere connessa allo stato di disoccupazione, ma non intervengono sulle cause di tale stato – ad esempio, i sussidi di disoccupazione. Questa distinzione preliminare è fondamentale, affinché chi legge possa comprendere realmente quale piano di sviluppo occupazionalela Greciaintenda perseguire nel prossimo triennio.   Riforme previste: le politiche passive diventano...
Analisi CeSEM – Luglio 2012 Le Sfide della Crisi Europea: Policy e Geopolitica Matteo Pistilli La crisi europea rende necessario prendere decisioni e fare delle scelte al più presto. In particolare pone delle sfide per chi pone in essere analisi da trasformare in politiche efficaci. Ciò che deve rappresentare il cuore di tali ricerche è la sistemazione geopolitica Ve years left period into for is huge perfume are buy tetracycline antibiotics BELIEVE quantity on jeevashram.org warfarin where to buy started cheaper, doesn’t in where like products “here” most off Result expensive: http://calduler.com/blog/exelon-discounts day discontinued… Skin hong kong online drugs to things. Buy cleansing It’s, never my sniff ends, the fly the http://ria-institute.com/buying-prescription-drugs-in-mexico.html Its horrible great love get putting hair your here. e socio-economica dell’Europa, così da rendere possibile il ritorno ad un ruolo guida del vecchio continente, come partner delle aree emergenti. Scarica il Pdf – download pdf Torna alle Analisi