L'Africa è al centro di un nuovo scenario geopolitico nel quale Cina ed Unione Europea si stanno affrontando. Il continente ospita l'8% delle riserve di gas mondiali, il 25% della biodiversità naturale globale e il 30% delle risorse minerarie mondiali, oltre che un potenziale energetico inestimabile e una giovane popolazione che alimenta la forza lavoro del continente. Il crescente interesse europeo e cinese per le risorse africane è dettato dalle nuove richieste dell'Industria 4.0, basata sullo sfruttamento di terre rare ed energia rinnovabile per la costruzione delle nuove tecnologie del secolo. Le nuove necessità dello sviluppo industriale hanno obbligato la Cina e l'Unione Europea a ristabilire le priorità dei propri interessi commerciali, riconoscendo l'Africa come una nuova "Eldorado". Da qui, i due attori internazionali in questione hanno costruito un loro proprio approccio verso i Paesi africani, dei modelli strutturati per poter raggiungere in maniera rapida i propri obiettivi.
Europa e Unione Europea
L’Ungheria continua ad essere la mina vagante della politica estera europea, con un approccio ambiguo tra la ratifica dell’adesione della Svezia alla NATO e il mantenimento dei legami con la Russia.
Due importanti eventi che hanno avuto luogo a Bruxelles a inizio del mese di febbraio hanno sottolineato l’importanza della cooperazione tra l’ASEAN e l’Unione Europea, con il Vietnam che ha giocato ancora una volta un ruolo da protagonista.
La visita del Ministro degli Esteri Wang Yi in Europa evidenzia l’impegno della Cina nel rafforzare i legami con il nostro continente, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo e della collaborazione per affrontare le sfide globali e superare le divergenze.
Il Consiglio dell’Unione Europea ha finalmente annunciato l’operazione navale europea Aspides nel Mar Rosso (EU NAVFOR Aspides). Rispondendo alla necessità di salvaguardare i propri interessi commerciali in un’area – quella che dallo stretto di Bab el-Mandeb prosegue fino al canale di Suez – in cui transita il 12% dell’interscambio globale, l’Unione sceglie di mettere in campo lo strumento militare a scopi difensivi. Con il suo centro di comando a Larissa, in Grecia, e sotto la guida italiana, la missione sarà pienamente effettiva nel giro di poche settimane.
Il presidente della Moldavia Maia Sandu ha dichiarato che intende sancire nella costituzione l’irreversibilità del processo di adesione all’Unione Europea attraverso un referendum.
Le elezioni presidenziali finlandesi del 2024 hanno visto la vittoria di Alexander Stubb sul suo avversario Pekka Haavisto. La sua elezione solleva questioni riguardanti le relazioni con la Russia, viste le dichiarazioni fortemente antirusse di Stubb in campagna elettorale.
In occasione del 60° anniversario dei legami diplomatici tra Cina e Francia, i leader Xi Jinping ed Emmanuel Macron esaltano la stabilità delle relazioni come guida cruciale in un momento incerto della politica mondiale.
La politica industriale europea ambisce non solo ad uno sviluppo tecnologico e sostenibile, ma anche ad una propria autonomia in merito all'accesso alle fonti energetiche, materie prime e tecnologie fondamentali, in maniera tale da non essere più suscettibile ad eventuali rallentamenti o tagli di forniture da paesi esteri.
Soprattutto a seguito delle conseguenze del conflitto in Ucraina e al concomitante stop delle forniture di gas russo, di fatto, la politica europea ha cercato di sfruttare la crisi innescata per rilanciare le politiche energetiche europee in funzione dei più generali principi del piano di sviluppo industriale varato a Bruxelles.
Con un decreto, il governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 l’autorizzazione all’invio di armi all’Ucraina senza passaggi parlamentari. In un contesto di crescente militarizzazione, la democrazia e la trasparenza sono sacrificate per interessi economici e strategici, mentre la popolazione rimane in larga parte ignara di questa deriva neo-autoritaria.