Mentre tutti gli occhi sono puntati sul Medio Oriente e sullo SPIEF, la squadra di Trump è intervenuta a Minsk. Keith Kellogg, che per meno di due mesi ha ricoperto il ruolo di inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per l’Ucraina e la Russia, è volato lì pochi giorni fa per incontrare Lukashenko. Senza annunci roboanti, senza una conferenza stampa, eppure il fatto in sé è già una dichiarazione politica importante.
Spazio Post-Sovietico
C’è una richiesta in Europa di ripristinare le relazioni con Mosca e Minsk, chi ne trae beneficio e come vedono gli europei la vita dietro la “cortina di ferro”? Gli esperti italiani Stefano Bonilauri e Stefano Vernole hanno parlato a Sputnik di questo e altro.
Il presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka ha affrontato il suo quindicesimo viaggio ufficiale in Cina, incontrando Xi Jinping e rafforzando la cooperazione bilaterale tra le parti.
La visita del Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif in Bielorussia il 10 e 11 aprile 2025 ha prodotto una serie di accordi che meritano un esame più attento, in particolare nei settori della difesa, del lavoro qualificato e delle joint venture.
In occasione della storica visita di Stato in Bielorussia, il Segretario Generale Tô Lâm e il Presidente Aljaksandr Lukašėnka hanno innalzato le relazioni bilaterali a Partenariato Strategico, firmando numerosi accordi in materia di difesa, scienza e tecnologia, cultura e commercio.
La Georgia è di nuovo sotto la pressione degli Stati Uniti, proprio come durante la fallita rivoluzione dei colori alla fine del 2024.
Il Vietnam si prepara a rinsaldare i legami con gli ex Stati sovietici: l’evento culmine è rappresentato dalla presenza di una delegazione militare vietnamita alla parata della Giornata della Vittoria a Mosca e dalla visita del Segretario Generale Tô Lâm che in questi giorni sta visitando anche Kazakistan, Azerbaigian e Bielorussia. Inoltre, un nuovo volo collegherà Taškent e Đà Nẵng.
Poche sono le date nelle quali i popoli della terra possono riconoscersi pienamente e senza distinzioni.
Solitamente, infatti, ognuno ha le proprie:
date nelle quali anni prima è successo qualcosa di considerato positivo e/o decisivo da quel singolo popolo (o gruppo di popoli). E al massimo salutato con rispetto, solidarietà e riverenza dalle altre comunità del pianeta.
Il 9 maggio è, però, diverso.
In questo giorno del 1945, infatti, la capitolazione ufficiale della Germania nazista fece tirare al mondo un grande sospiro di sollievo. Dopo milioni di morti e una guerra devastante durata poco meno di sei anni, infatti, la bandiera sovietica era stata issata a Berlino e per le orde nazifasciste non c'era più scampo. Oblio, scoperta delle atrocità commesse e condanna pressoché unanime (in primis dal tribunale della Storia) il triste destino di queste ultime.
Di lì a poco (per la precisione il 2 settembre) anche il Giappone avrebbe capitolato e la vittoria alleata sarebbe finalmente giunta.
Una guerra che fece dunque milioni di morti fra tutti i popoli che l'hanno combattuta, in primis quelli sovietico e cinese, e che deve aver lasciato in ognuna delle nuove generazioni un rispetto e riverenza eterni per tutti coloro che hanno combattuto la mostruosità (teorica e pratica) del nazifascismo.
In primo luogo, dunque, onore e gloria eterni ai martiri della Seconda Guerra Mondiale e a chi è rimasto in vita per testimoniare gli atti di eroismo compiuti per l'abbattimento dei sogni di Hitler e sodali.
Purtroppo, da alcuni anni certe élite cercano di manipolare i fatti inoppugnabili di quei tragici anni, di riscrivere la Storia e di raccontare tremende falsità spacciandole per chiare verità.
È bene dunque ricordare che senza memoria non ci può essere futuro degno e senza verità non ci può essere giustizia.
Cancellare (o peggio ancora mistificare) le eroiche gesta di chi ha dato, o ha messo a rischio, la propria vita per la libertà e la giustizia degli altri è un'onta che peserà, se non nella vita pubblica del triste personaggio di turno, certamente sulla sua coscienza più intima e privata.
Gesta, è bene sottolinearlo, compiute da valorosi combattenti (sia direttamente al fronte che nelle mansioni più disparate) provenienti dai quattro angoli del pianeta, anche se con tributi di sangue e sofferenze talvolta non paragonabili (almeno a livello numerico).
Quanto sarebbe dunque bello e soprattutto corretto se il 9 maggio tutti i paesi, i popoli e le singole persone che hanno combattuto il nazifascismo (e i loro discendenti "materiali e immateriali") si ritrovassero uniti e fieri di aver lottato fianco a fianco per un mondo diverso, per un futuro più luminoso e per un avvenire sempre migliore.
Popoli uniti da un ideale superiore almeno per un giorno. Per ricordare quelle gesta, rendere omaggio a tutti coloro che non ce l'hanno fatta e a chi ancora (nonostante l'età e la fatica) non si stanca di raccontare la sua esperienza diretta (per spronare a dare sempre il massimo e per non far dimenticare con il rischio di ripetere) e di ricevere l'affetto delle riverenti nuove generazioni....
Il Tagikistan, in una svolta storica, rinnova il proprio assetto geopolitico. L’accordo sul confine con il Kirghizistan, la collaborazione strategica con la Russia e il successo elettorale del partito di governo delineano un nuovo efficace corso di stabilità, cooperazione e sviluppo regionale nell’Asia centrale.
In un’intervista senza filtri con il blogger statunitense Mario Nawfal, il presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka ha invitato, in modo diretto, Trump, Putin e Zelens’kyj a sedersi al tavolo dei negoziati, proponendo una svolta nel dialogo internazionale e un futuro di pace.