L’Occidente tenta nuovamente, senza successo, di portare la Georgia dalla propria parte.
Georgia
Le elezioni locali del 4 ottobre hanno confermato il dominio del Sogno Georgiano con una vittoria travolgente, seguite da disordini a Tbilisi che hanno riproposto dinamiche già viste nelle “rivoluzioni colorate”. Le autorità parlano apertamente di ingerenze occidentali e promettono tolleranza zero verso i responsabili.
Di Stefano Vernole per Strategic Culture Foundation Appena le elezioni municipali del 4 ottobre in Georgia si sono concluse – secondo la Commissione Elettorale Centrale (CEC), l’affluenza alle urne è stata del 40,93% e dopo aver conteggiato il 100% delle schede, la CEC ha confermato la vittoria del partito al governo “Sogno Georgiano” in tutti i 64 comuni, mentre il candidato governativo di “Sogno Georgiano”, Kakha Kaladze, nella capitale ha ottenuto il 71,6% dei voti – l’opposizione ha annunciato proteste a Tbilisi, accusando le autorità di aver manipolato le elezioni. All’inizio dei tumulti, i manifestanti sono entrati nel cortile del Palazzo Presidenziale e sono scoppiati scontri con la polizia, che ha utilizzato spray al peperoncino e idranti. I manifestanti a Tbilisi hanno poi tentato di entrare nella residenza presidenziale georgiana sfondando le barriere metalliche e le forze speciali sono state costrette a sparare gas lacrimogeni contro di loro. Il Ministero dell’Interno ha riferito che 25 agenti di polizia sono rimasti feriti durante i disordini, inoltre, i manifestanti hanno attaccato una troupe televisiva di Imedi, ferendo un giornalista e un cameraman. Il Primo Ministro Kobakhidze ha dichiarato che i responsabili dell’assalto al palazzo presidenziale hanno commesso un reato e saranno perseguiti ma ha accusato l’ambasciatore dell’Unione Europea Pavel Gershinsky di avere una “particolare responsabilità” per i disordini; il sindaco di Tbilisi Kakha Kaladze ha definito le manifestazioni dell’opposizione un tentativo di colpo di Stato. Il Primo Ministro Irakli Kobakhidze ha promesso che gli agenti stranieri dietro i disordini saranno “completamente neutralizzati”, sottolineando che l’attacco al palazzo è un reato e che i suoi organizzatori saranno puniti: “La Georgia ha prove del finanziamento dell’estremismo da parte dell’UE”, ha aggiunto Kobakhidze. L’ex presidente georgiana Salome Zurabishvili, nota per le sue posizioni anti-russe, ha condannato il tentativo di presa di potere e ha definito gli eventi una “provocazione delle autorità” volta a screditare la protesta pacifica. Tuttavia, il Servizio di Sicurezza dello Stato georgiano ha annunciato la scoperta di un arsenale di armi, munizioni ed esplosivi in una foresta vicino a Tbilisi. Secondo l’agenzia, un cittadino georgiano, su ordine di un rappresentante di una delle unità militari operanti in Ucraina, stava pianificando un sabotaggio e la presa del palazzo presidenziale il 4 ottobre. Anche gli individui incaricati di trasportare l’arsenale nella capitale sono stati neutralizzati. Va ricordato che le proteste a Tbilisi sono state accompagnate da un tentativo di assalto alla residenza presidenziale, dall’incendio di barricate e di simboli russi, nonché da attacchi alle forze dell’ordine: 25 persone nel complesso sono rimaste ferite. Nel frattempo, nell’Unione Europea si preferisce descrivere quanto sta accadendo come una “manifestazione pacifica”. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha espresso preoccupazione per gli arresti e ha chiesto “il rispetto della libertà di riunione”. Armi, esplosivi e poliziotti feriti evidentemente rientrano nella sua visione di “democrazia”. La presidente del Parlamento georgiano Shalva Papuashvili ha duramente criticato i funzionari dell’UE Kaja Kallas e Marta Kos, accusandoli di aver sostenuto quella che ha definito una “assemblea golpista” e...
La Georgia è di nuovo sotto la pressione degli Stati Uniti, proprio come durante la fallita rivoluzione dei colori alla fine del 2024.
a cura di Stefano Vernole (vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo)
La Georgia continua a essere un punto caldo nelle dinamiche geopolitiche, con il governo di K’obakhidze che resiste alle pressioni occidentali, mantenendo buone relazioni con la Russia e difendendo l’indipendenza del Paese. Le recenti elezioni e l’inaugurazione del nuovo Presidente Kavelashvili segnano un ulteriore capitolo in questa lotta per la sovranità.
La Georgia, nel cuore delle tensioni geopolitiche tra Occidente e Russia, affronta sfide interne ed esterne dopo le recenti elezioni. Il governo, deciso a mantenere la propria indipendenza, rifiuta le pressioni occidentali e traccia una linea pragmatica nelle relazioni internazionali, preparandosi all’elezione del nuovo presidente.
Le dichiarazioni del primo ministro georgiano Irak’li K’obakhidze segnano una svolta storica, mettendo in discussione la narrazione mainstream sulla guerra del 2008 con l’Ossezia del Sud che accusava la Russia di aver invaso la Georgia.
Le autorità georgiane stanno ancora una volta promuovendo una legislazione che sta causando una grave polarizzazione nella società. Nel marzo 2023, dopo migliaia di proteste e scontri tra polizia e manifestanti, il governo georgiano ha ritirato il progetto di legge sugli agenti stranieri. Questa volta, il parlamento del Paese intende vendicarsi e, nonostante un'altra feroce opposizione, è deciso ad adottare finalmente la legge “Sulla trasparenza dell'influenza straniera”.