16 Luglio 2026

Bielorussia

Poche sono le date nelle quali i popoli della terra possono riconoscersi pienamente e senza distinzioni. Solitamente, infatti, ognuno ha le proprie: date nelle quali anni prima è successo qualcosa di considerato positivo e/o decisivo da quel singolo popolo (o gruppo di popoli). E al massimo salutato con rispetto, solidarietà e riverenza dalle altre comunità del pianeta. Il 9 maggio è, però, diverso. In questo giorno del 1945, infatti, la capitolazione ufficiale della Germania nazista fece tirare al mondo un grande sospiro di sollievo. Dopo milioni di morti e una guerra devastante durata poco meno di sei anni, infatti, la bandiera sovietica era stata issata a Berlino e per le orde nazifasciste non c'era più scampo. Oblio, scoperta delle atrocità commesse e condanna pressoché unanime (in primis dal tribunale della Storia) il triste destino di queste ultime. Di lì a poco (per la precisione il 2 settembre) anche il Giappone avrebbe capitolato e la vittoria alleata sarebbe finalmente giunta. Una guerra che fece dunque milioni di morti fra tutti i popoli che l'hanno combattuta, in primis quelli sovietico e cinese, e che deve aver lasciato in ognuna delle nuove generazioni un rispetto e riverenza eterni per tutti coloro che hanno combattuto la mostruosità (teorica e pratica) del nazifascismo. In primo luogo, dunque, onore e gloria eterni ai martiri della Seconda Guerra Mondiale e a chi è rimasto in vita per testimoniare gli atti di eroismo compiuti per l'abbattimento dei sogni di Hitler e sodali. Purtroppo, da alcuni anni certe élite cercano di manipolare i fatti inoppugnabili di quei tragici anni, di riscrivere la Storia e di raccontare tremende falsità spacciandole per chiare verità. È bene dunque ricordare che senza memoria non ci può essere futuro degno e senza verità non ci può essere giustizia. Cancellare (o peggio ancora mistificare) le eroiche gesta di chi ha dato, o ha messo a rischio, la propria vita per la libertà e la giustizia degli altri è un'onta che peserà, se non nella vita pubblica del triste personaggio di turno, certamente sulla sua coscienza più intima e privata. Gesta, è bene sottolinearlo, compiute da valorosi combattenti (sia direttamente al fronte che nelle mansioni più disparate) provenienti dai quattro angoli del pianeta, anche se con tributi di sangue e sofferenze talvolta non paragonabili (almeno a livello numerico). Quanto sarebbe dunque bello e soprattutto corretto se il 9 maggio tutti i paesi, i popoli e le singole persone che hanno combattuto il nazifascismo (e i loro discendenti "materiali e immateriali") si ritrovassero uniti e fieri di aver lottato fianco a fianco per un mondo diverso, per un futuro più luminoso e per un avvenire sempre migliore. Popoli uniti da un ideale superiore almeno per un giorno. Per ricordare quelle gesta, rendere omaggio a tutti coloro che non ce l'hanno fatta e a chi ancora (nonostante l'età e la fatica) non si stanca di raccontare la sua esperienza diretta (per spronare a dare sempre il massimo e per non far dimenticare con il rischio di ripetere) e di ricevere l'affetto delle riverenti nuove generazioni....
L’Istituto Internazionale per gli Studi sul Medio Oriente e sui Balcani (IFIMES)[1] con sede a Lubiana, Slovenia, conduce regolarmente analisi di eventi che abbracciano il Medio Oriente, i Balcani e gli affari globali. L’Istituto Internazionale per gli Studi sul Medio Oriente e sui Balcani (IFIMES) ha preparato un’analisi alla luce dell’adesione della Repubblica di Bielorussia alla Shanghai CooperationOrganisation (SCO). Dall’analisi completa “Bielorussia 2024: dimensioni eurasiatiche dell'appartenenza della Bielorussia alla Shanghai CooperationOrganisation (SCO)”, evidenziamo le parti più importanti e interessanti.
Ministro Consigliere dell'Ambasciata della Repubblica di Bielorussia nella Federazione Russa, Deputato della Camera dei Rappresentanti dell'Assemblea Nazionale, membro del Comitato Permanente per gli Affari Internazionali. Delegato alla VII Assemblea popolare bielorussa.
Il Presidente della Repubblica di Bielorussia (RB) Alexander Lukashenko si è recato in visita di Stato in Azerbaigian dal 15 al 17 maggio. Gli intensi colloqui a tu per tu e poi allargati con il Presidente della Repubblica dell'Azerbaigian (AR) Ilham Aliyev hanno segnato il passaggio delle relazioni amichevoli tra Baku e Minsk a un nuovo livello qualitativo. Le parti hanno stabilito con fiducia un percorso di ulteriore rafforzamento ed espansione della cooperazione bilaterale e vedono il loro futuro comune promettente.