Cosa si nasconde dietro la facciata di parata del recente incontro ad Astana e perché questa visita è stata così importante per entrambe le parti?
Federazione Russa
La Federazione Russa e la Repubblica del Kazakistan (RK) sono i Paesi più grandi dello spazio post-sovietico, dal punto di vista territoriale ed economico. Le relazioni tra i nostri Stati hanno un carattere strategico a lungo termine e sono le più avanzate nello spazio post-sovietico.
La visita del ministro della Difesa russo Sergej Šojgu in Cina ha ribadito l’importanza della cooperazione tra Russia e Cina per rispondere attivamente alle varie minacce e sfide alla sicurezza e salvaguardare congiuntamente l’equilibrio strategico e la stabilità globali.
di Giulio Chinappi La recente visita di Sergej Lavrov a Pyongyang ha aggiunto un nuovo tassello all’intensa attività diplomatica bilaterale degli ultimi tempi tra Repubblica Popolare Democratica di Corea e Federazione Russa.
Di Aleksei Dzermant | Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini Oggi si assiste alla rottura dell’ordine mondiale stabilito e alla ricerca di un nuovo ordine mondiale. Il precedente progetto di globalizzazione era orientato alla leadership di un gruppo di Paesi – “globalizzatori” – su tutti gli altri – “globalizzati”. FONTE ARTICOLO: https://caspian.institute/product/ciss/rossijsko-tyurkskij-soyuz-kak-budushchee-evrazii-37966.shtml Nel quadro di questo sistema super-coloniale, i principali benefici sono stati ricevuti dai “Paesi avanzati dell’Occidente”. Erano al vertice della piramide. Anche gli altri partecipanti alla “catena alimentare” hanno ricevuto le loro razioni e un posto nel sistema mondiale, ma solo in cambio di un’obbedienza incondizionata e di un’adesione indiscussa alle regole imposte. Il geopolitico Samuel Huntington, nella sua opera The Clash of Civilisations, ha previsto l’emergere di una costruzione di questo tipo e l’ha chiamata “L’Occidente contro gli altri”.L’America e i suoi alleati, come un atamano e quaranta briganti, hanno terrorizzato il mondo. Ovunque hanno perseguitato i dissidenti e punito palesemente gli indisciplinati. Jugoslavia, Iraq, Libia e ovunque. Tutto ciò che era al di fuori del nucleo della globalizzazione è stato dichiarato di scarso valore e quindi da distruggere come biomassa. Così, gradualmente, la formula “L’Occidente contro gli altri” ha portato il pianeta sull’orlo di una guerra mondiale. Prima la guerra economica e delle sanzioni, poi una serie di conflitti regionali e poi la conflagrazione nella stessa Europa. Ora è il momento di guardarsi intorno. È il momento di capire cosa ci sta succedendo e come continuare a vivere. Un mondo contropolare Perché il crollo del sistema bipolare dopo il crollo dell’URSS non ha portato pace e stabilità? Ci sono tre punti importanti. In primo luogo, la struttura mondiale unipolare guidata dagli Stati Uniti è strategicamente insostenibile. Non è stata in grado di garantire una sicurezza duratura. Il motivo è semplice: è impossibile essere sempre il padrone del mondo intero. Col tempo, gli Stati Uniti hanno iniziato a perdere la loro leadership globale. Sono stati immediatamente sfidati da nuovi centri di potere, sia economici che politici, ma un mondo unipolare non può trasformarsi in un mondo multipolare da un giorno all’altro. Deve passare attraverso la fase difficile e persino sanguinosa di un mondo contropolare. Una fase pericolosa ma inevitabile, in cui i nuovi poli mondiali sfidano il “padrone del mondo” e mettono in gioco il proprio destino. È chiaro che gli Stati Uniti sosterranno con tutte le loro forze un ordine mondiale con un unico centro di potere. L’America e i suoi alleati sperano che la loro potenza combinata permetta di fissare la supremazia mondiale – di operare una “rottura antropologica” irreversibile. Trasformare tutti gli altri sottocentri del pianeta in un insieme di “persone non fatte”, ma il nostro mondo colorato è già cambiato in modo irreversibile., ha smesso di essere il cortile degli euroatlantici e ha iniziato a realizzare i propri interessi. Da qui la crescente incertezza strategica; da qui il vuoto di potere e la paralisi delle strutture internazionali, comprese l’ONU e la NATO. Oggi assistiamo a crescenti attriti tra l’ex “padrone del...
di Giulio Chinappi Raccogliendo l’eredità dell’Unione Sovietica, la Russia e le repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale continuano a mantenere importanti rapporti bilaterali, come dimostrano i recenti eventi diplomatici.
Un’occasione per approfondire la condizione attuale delle relazioni internazionali all’interno di uno scenario mondiale animato e incerto.
di VoltaireNet FONTE ARTICOLO: https://www.voltairenet.org/article219858.html
di ReseauVoltaire Traduzione Rachele Marmetti Intervenendo alla Settimana russa sull’energia, il presidente Vladimir Putin ha ricordato che nel 1948 l’Onu aveva deciso di creare in Palestina uno Stato binazionale.
di Giacomo Gabellini Oggi parliamo della condotta che la Russia sta tenendo sul campo di battaglia in Ucraina, partendo da un documento pubblicato dalla Rand Corporation, intitolato Understang the risk of escalation in the war in Ukraine. Il documento è di grande interesse non solo perché redatto da un influentissimo think-tank vicino al Pentagono, ma anche perché convalida sostanzialmente l’interpretazione che gli apparati dirigenziali di Washington e Londra hanno dato della prima fase della guerra, quando la Russia invase l’Ucraina con forze numericamente molto ridotte ed evitò di colpire alcune infrastrutture a doppio uso. Di tutto questo parliamo con Roberto Buffagni, ex militare e studioso di questioni belliche e geopolitiche.