10 Luglio 2026

Cina

Lanciata nel 2013 dal presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, la Belt and Road Initiative – una delle più grandi e innovative iniziative di sviluppo economico e infrastrutturale a lungo termine della storia moderna – rappresenta un punto di svolta nell’organizzazione e nella gestione della governance globale. Parallelamente all’attuazione dei progetti infrastrutturali previsti, l’obiettivo di questo progetto noto al grande pubblico con il fortunato nome di Nuova Via della Seta afferisce alla liberalizzazione delle relazioni economiche tra la Cina e l’estero e alla facilitazione della circolazione di beni, servizi e capitali tra i Paesi coinvolti nel progetto; al centro di questa strategia si pongono le Zone Economiche Speciali (Zes), aree delimitate geograficamente appartenenti al territorio di uno Stato altro in cui le regole e le leggi su commercio e affari economici si applicano in maniera differente rispetto al resto del Paese che le ospita. Considerata la natura eterogenea della BRI, sarebbe un progetto a dire poco irrealistico, se non impossibile da realizzare nel concreto la creazione di un accordo di libero scambio comune ed esteso a tutti negli stessi termini: la disponibilità per tale genere di cooperazione e l’interesse dei numerosi partecipanti alla BRI (138 Stati) sono, di fatto, troppo diversi, e a Pechino ne sono ben consapevoli; pertanto si è deciso di affidarsi alla realizzazione di una fitta rete di Zone Economiche Speciali, le quali forniscono condizioni favorevoli per il libero scambio permettendo, così, di ottenere lo stesso risultato desiderato ma con modalità differenti, rispettando le differenze esistenti tra i vari soggetti coinvolti nel progetto infrastrutturale. Il concetto di Zone Economiche Speciali Secondo la definizione della Banca Mondiale “il concetto di base di una zona economica speciale comprende diverse caratteristiche specifiche: (a) è un’area geograficamente delimitata, solitamente protetta fisicamente; (b) ha un’unica direzione o amministrazione; (c) offre vantaggi basati sull’ubicazione fisica all’interno della zona; e (d) ha un’area doganale separata (benefici esenti da dazio) e procedure semplificate”. Le ZES si distinguono, così, in diverse tipologie sulla base di diversi scopi economici. Tra queste ci sono: le Zone di libero scambio (FTZ), Porto franco (EPZ), Zone franche/Zone economiche libere (FZ/FEZ), Parchi industriali/proprietà industriali (IE), Porti liberi, Parchi logistici vincolati (BLP) e Zone di impresa urbana La creazione di queste regioni amministrate attraverso speciali leggi e politiche economiche, generalmente più liberiste rispetto a quelle del resto del paese, è funzionale all’attrazione di investimenti esteri, alla promozione dell’industrializzazione e alla creazione di posti di lavoro. Le ZES al centro della BRI Il fenomeno delle Zone Economiche Speciali è associato all’era dello sviluppo economico della Repubblica Popolare Cinese negli anni a guida lungimirante di Deng Xiaoping. Attraverso queste zone a statuto speciale, – le più famose delle quali Shenzhen, Xiamen, Shantou, Zhuhai and Hainan Island – la Cina ha conosciuto, infatti, una crescita economica esponenziale. Il Ministero del Commercio della Cina definisce una Zona Economica Speciale (经济特区 – jingjitequ) come una zona di cooperazione economica e commerciale extraterritoriale che è investita da un’entità legale indipendente registrata in uno stato sovrano diverso dalla...
US-China-chip
di Mike Whitney Gli Stati Uniti hanno adottato una strategia multivettoriale per contrastare lo sviluppo della Cina e preservare la posizione di primo piano dell’America nell’ordine globale. La parte economica del piano è chiamata “disaccoppiamento” e si riferisce al blocco selettivo dell’accesso della Cina a tecnologie critiche (in particolare quelle dei semiconduttori di ultima generazione). La strategia ha raccolto un sostegno quasi universale tra le élite americane della politica estera, che ritengono necessario adottare immediatamente queste misure per limitare l’esplosivo sviluppo tecnologico della Cina.