7 Agosto 2026

Israele

Lo scorso 30 novembre, il «New York Times» ha pubblicato un’inchiesta che sviscera i contenuti di un dossier composto da una quarantina di pagine, redatto dall’intelligence israeliana e intitolato Muro di Gerico. Si tratta di un documento sconcertante, in quanto ricostruiva con larghissimo anticipo e dovizia di particolari le mosse che i miliziani delle brigate al-Qassam avrebbero posto concretamente in essere nell’ambito dell’Operazione al-Aqsa Flood, costata la vita a circa 1.200 israeliani. Queste “scandalose” rivelazioni e le tempistiche che ne hanno caratterizzato la diffusione acquisiscono una valenza politica cristallina, perché vanno automaticamente a intensificare le pressioni sulla classe dirigente israeliana affinché apporti sostanziali modifiche alla propria linea d’azione, e ponga le condizioni per una tregua di lunga durata. Segno che il prezzo che gli Stati Uniti stanno pagando per il loro appoggio a Israele sta divenendo insostenibile, sotto una molteplicità di aspetti.
di Giacomo Gabellini Le implicazioni potenziali dei fatti di sangue che proprio in questi giorni stanno interessando la Terra Santa ripropongono con forza il tema della ristrutturazione degli assetti geopolitici del Medio Oriente, nelle sue varie declinazioni teorizzate nel corso dei decenni da specialisti israeliani e statunitensi.