A differenza della più grave crisi del 1973, che vide uno scontro diretto tra le parti, quella iniziata il 7 ottobre 2023 è una guerra asimmetrica, cioè coinvolge simultaneamente attori statuali e non e si concretizza su diversi ambiti spaziali, distanti anche geograficamente tra loro – si pensi ai danni causati dalle scorrerie degli Houthi al traffico marittimo nel Mar Rosso. Dal punto di vista della diplomazia, è evidente che la maggior parte della comunità internazionale supporti in sede ONU un cessate il fuoco a Gaza. Tuttavia, questo non è nell’interesse di Israele, al contrario degli Stati Uniti, i quali loro malgrado rischiano di essere trascinati in una guerra di logoramento a media intensità che sta già mettendo a dura prova le loro truppe in Iraq.
Israele
Di seguito pubblichiamo la sentenza integrale emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia nei confronti di Israele.
Israele va a processo Con Stefano Vernole e Roberto Quaglia. Conduce Jeff Hoffman
Levante, l’alba di un nuovo giorno
Non c'è miglior indicatore dichiarativo dell'arroganza e della presunzione americana del titolo autoproclamato di "nazione indispensabile".
Il senatore statunitense si esprime sulle recenti dichiarazioni di Netanyahu che rifiuta la soluzione dei due Stati
A dispetto di qualche protesta di carattere puramente verbale, l’appoggio politico e le forniture di materiale militare degli Stati Uniti a Israele, impegnato nella perdurante Operazione Spade di Ferro contro la Striscia di Gaza, proseguono regolarmente. Sullo sfondo, intanto, la situazione nel Mar Rosso va aggravandosi, con i raid aerei perpetrati da Stati Uniti e Gran Bretagna contro lo Yemen e la moltiplicazione delle provocazioni nei confronti del cosiddetto Asse della Resistenza. Cerchiamo di districarci in questo complicatissimo groviglio assieme ad Alberto Bradanini, saggista, già ambasciatore d’Italia a Teheran e a Pechino e attuale presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea.
Gli attacchi sferrati ai mercantili in transito nelle acque del Mar Rosso dagli Houthi sembrano orientarsi verso il medesimo obiettivo perseguito dall’Opec all’epoca della Guerra dello Yom Kippur: imporre ai Paesi occidentali un prezzo economico salatissimo per il loro sostegno a Israele.
Lo scorso 12 dicembre, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant assicurava che Hamas si trovava ormai sull’orlo del collasso. «Abbiamo – dichiarò trionfalmente Gallant – circondato le ultime roccaforti di Hamas a Jabaliya e Shejaiya. Le stesse forze considerate invincibili, preparatesi per anni a combatterci, sono sul punto di essere smantellate». A un mese di distanza, sembra che il conflitto abbia preso una piega ben diversa da quella ricavabile dalle dichiarazioni del ministro della Difesa di Tel Aviv. Di qui il tentativo, da parte della classe dirigente israeliana, di procedere a un “riorientamento” operativo apparentemente consistente nel compensare alla mancanza di risultati sul campo di battaglia di Gaza con un allargamento del conflitto.
Mentre sul campo di battaglia di Gaza la situazione sembra molto più complessa rispetto a quanto non si evinca dalle trionfalistiche dichiarazioni di Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Yoav Gallant, l’aeronautica militare israeliana ha assassinato, nell’ambito di uno dei suoi ricorrenti raid in territorio siriano, l’alto ufficiale dei pasdaran Sayyed Razi Mousavi assieme ad altre tre persone. L’Iran ha annunciato che l’atto non resterà impunito. D’altro canto, Benny Gantz, ex capo di stato maggiore e attuale membro del gabinetto di guerra israeliano, ha dichiarato che «se il mondo ed il governo libanese non agiranno per far cessare gli attacchi contro le nostre regioni nel nord e non obbligheranno Hezbollah ad allontanarsi dal confine, provvederanno a farlo le nostre forze armate». A quale obiettivo punta Israele? Proviamo a rispondere a questo cruciale quesito assieme a Gaetano Colonna, storico, docente, saggista e animatore del sito «Clarissa».
Quando il presidente israeliano Isaac Herzog ha descritto l'assalto a Gaza come una guerra "per salvare la civiltà occidentale, per salvare i valori della civiltà occidentale", non stava mentendo. Stava dicendo la verità, ma forse non nel modo in cui la intendeva.