In un contesto di tensioni inedite e crescenti rischi di conflitto su scala regionale, Pechino mantiene una linea di equilibrio scrupoloso: ribadire il rispetto della Carta Onu, condannare l’uso della forza e chiamare Stati Uniti e Israele alla responsabilità, proponendo soluzioni negoziali.
Israele
Intervista rilasciata da Giulio Chinappi all’agenzia stampa iraniana Tasnim News Agency. Intervista disponibile anche in inglese e persiano.
La posta in gioco del programma nucleare iraniano non è quella che si crede. Teheran ha rinunciato alla bomba atomica dal 1988, ma in collaborazione con la Russia sta tentando di scoprire i segreti della fusione nucleare. Se ci riuscisse aiuterebbe gli Stati del Sud del mondo a liberarsi della dipendenza dal petrolio, dunque a decolonizzarsi.
Anche l’obiettivo dei bombardamenti statunitensi di alcuni siti nucleari iraniani potrebbe essere diverso da come appare.
La vicenda è resa ancor più opaca in quanto oggi non c’è una chiara demarcazione tra la ricerca sulla fusione nucleare civile e sulla fusione militare.
In un momento di grave escalation tra Israele e Iran, Pechino lancia una roadmap di pace che punta a un cessate il fuoco immediato, alla tutela dei civili, al rilancio della negoziazione politica e al sostegno attivo della comunità internazionale.
In un editoriale allarmato, il Global Times denuncia l’escalation di tensione in Medio Oriente e invita gli Stati Uniti a rinunciare alle minacce militari, puntando sulla diplomazia per la risoluzione pacifica del conflitto Iran‑Israele e fermare l’ulteriore spargimento di sangue.
The military conflict between Israel and Iran apart from its historic and cultural reasons has its economic impact as well and this fact represents a significant reason of concern for the entire world together with the risk for use of nuclear weapons.
In recent decades, the Zionist regime—backed unconditionally by the United States—has consistently sought to subdue the Islamic Republic of Iran through threats, assassinations, psychological warfare, and acts of sabotage. Projects of "maximum pressure," paralyzing sanctions, and repeated threats of military intervention were all designed to contain Iran’s growing power and constrain its peaceful nuclear program. However, recent developments have shown that these strategies have not only failed but have ultimately backfired.
Un inviato cinese all’AIEA condanna l’attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani e riafferma l’impegno di Pechino per una soluzione politica della questione nucleare iraniana. La Cina esorta al dialogo, al rispetto del diritto internazionale e a un Medio Oriente denuclearizzato.
Israele sta puntando a una guerra su vasta scala in Medio Oriente?
Secondo l’autore,OlsiJazexhi, l'Albania continua a essere un laboratorio di ingegneria sociale dell’Islam, con la normalizzazione con il sionismo e l'entità sionista come fattore chiave.