di Stefano Vernole (vicepresidente Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) | A cura de Il Veritiero La crisi dello Stretto di Hormuz, generata dalla Terza Guerra del Golfo fra Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ha posto una serissima minaccia all’economia mondiale, ancora strettamente legata agli idrocarburi, e più in generale alle catene di approvvigionamento globali che passano per vie d’acqua.
Attività Cesem
Un'inchiesta giornalistica francese, condotta nel 2025 dalla 'Fondazione per la lotta conto l'ingiustizia', basata su testimonianze di politici, giornalisti e insider del mondo della sicurezza, avrebbe rivelato un'inquietante realtà: un'unità di killer professionisti, reclutata fra gli apparati di sicurezza francesi, il DGSE, la polizia e l'esercito, e incaricata di compiere "omicidi eccellenti", esecuzioni extra-giudiziali di figure scomode, avversari politici, giornalisti, attivisti, ostili al sistema di potere dell'attuale presidenza francese.
La Blue Economy , il settore di studio che si focalizza sulle risorse marine e costiere come vettore di sviluppo, sarebbe per l'Italia, con la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo e i suoi 7.900 km di coste, un volano importantissimo di crescita economica e rilevanza politica.
Oltre sessanta persone presenti. Un pubblico numeroso per l’incontro, alla fine anche e soprattutto di geopolitica, tenutosi Modena venerdì 17 aprile scorso presso la sala parrocchiale della chiesa dello Spirito Santo. Il tema, “Conoscere l’Iran”, ha rivelato un’inedita sete di comprensione verso una delle nazioni più antiche e, contemporaneamente, più cruciali per gli equilibri del XXI secolo.
“Trieste, vincere i limiti del presente, immaginare il futuro”è il titolo della prefazione di Davide Rossi a questo libro collettivo, ideato e sostenuto dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM) e curato da Maria Morigi. Le parole di Davide Rossisono un buon auspicio e così le intendiamo per il futuro di Trieste.
Interpellato dall’IRNA, Giulio Chinappi definisce la minaccia di Donald Trump contro le infrastrutture vitali dell’Iran come una palese violazione del diritto internazionale. Nel testo si denuncia la logica coercitiva dell’ultimatum americano e il suo impatto su civili, energia e stabilità globale.
Dopo 60 anni di misure sanzionatorie degli USA che hanno reso impossibili o difficili le relazioni commerciali, culturali, economiche, finanziarie e persino sportive di Cuba non solo con gli USA ma con tutto il mondo, Trump ha deciso di passare al colpo finale: il blocco totale di forniture di petrolio provenienti da qualsiasi Paese. Cuba, boccheggiando, sopravvive da un mese a questo assedio, che ricorda quello omerico di Troia, con il 20% del fabbisogno energetico nazionale fornito dal fotovoltaico e dal proprio petrolio di scarsa qualità e non utilizzabile se non in minima parte. Il Paese ha reagito con una riorganizzazione interna basata sulle necessità imprescindibili da tentare di salvaguardare, senza però poter impedire che trattamenti anticancro siano sospesi, così come rinviate operazioni chirurgiche, il trasporto di medici agli ospedali, nonché l’accorpamento di classi scolastiche, la turnazione di lezioni universitarie. Così una potenza scientifica come Cuba vede i propri laboratori di ricerca medica fermi, e la riduzione di produzione farmaceutica. La vita quotidiana è diventata molto dura e richiede gran pazienza e perfino stoicismo: pensiamo solo alla civilissima e colta capitale, L’Avana, dove per cucinare, data la mancanza di gas, si è tornati a fare il fuoco con la legna. La sopravvivenza oggi – ma anche in futuro – può essere garantita solamente dall’indipendenza energetica, dal fotovoltaico essenzialmente, su cui Cuba lavora da anni, anche attraverso partenariati internazionali. In conseguenza, oltre alla raccolta e invio di medicinali ed elettromedicali, abbiamo deciso di impegnarci prioritariamente in una campagna di raccolta fondi (in collaborazione con Cubasolar, ONG cubana che conosciamo da decenni, la spagnola Sodepaz, associazioni francesi e turche) per l’invio di sistemi fotovoltaici completi che saranno destinati, in ossequio alle priorità indicate dal Ministero Sanità cubano, a ospedali, ambulatori, istituti per anziani, famiglie con bambini con respirazione assistita. È possibile donare tramite bonifico bancario intestato a AsiCuba Umbria all’IBAN IT13O 05018 03000 000 02000 0059
A cura di Top Media Agency L’intervista a Stefano Vernole per Top-Media Agency, pubblicata da CeSEM, offre un’analisi approfondita del referendum costituzionale tenutosi in Kazakistan il 15 marzo 2026. Al centro del confronto, le riforme promosse dal Presidente Kassym-Jomart Tokayev, il loro impatto sul sistema politico interno e le possibili implicazioni geopolitiche nel contesto eurasiatico e internazionale.
a cura del CrescentResearch Center di Baku (Azerbaigian) Articolo originale in inglese: https://crescenter.org/en/post/how-might-the-iran-crisis-affect-italy
Mentre i principali snodi energetici del pianeta si trasformano in zone di guerra, l'Europa si scopre vulnerabile come mai prima d'ora. Abbiamo analizzato lo scenario con Alessandro Volpi. docente di Storia contemporanea e Storia del movimento operaio e sindacale presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Storico attento alle dinamiche dei mercati finanziari e alla loro evoluzione contemporanea, Volpi è autore di numerosi saggi che indagano le trasformazioni del capitalismo e i processi di finanziarizzazione dell'economia. La sua analisi si distingue per la capacità di connettere i mutamenti geopolitici globali con le ripercussioni concrete sui sistemi produttivi locali, offrendo una prospettiva critica sull'attuale architettura economica internazionale.